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È scomparso Vasco Sassetti, pietra miliare di Montalcino

Vasco SassettiDopo anni di lotta contro un male che non perdona, durante i quali ha sempre combattuto per la vita in barba alle più pessimistiche previsioni dei medici che gli avevano dato pochi mesi di vita, Vasco Sassetti, uno dei produttori storici di Montalcino (l’azienda produce vino dai primi del ’900), non ce l’ha fatta e sabato scorso ha abbandonato la sua terra.
Fu proprio lui che a metà degli anni ’80 fece fare una svolta decisiva alla sua azienda di Castelnuovo dell’Abate, impostandola verso una produzione di alta qualità ed eliminando completamente la vendita del vino sfuso. Otto ettari dedicati al Brunello e al Rosso di Montalcino con una media annua di 30.000 bottiglie per il Brunello e 18.000 per il rosso, due ettari per il Sant’Antimo (13.000 bottiglie) e dieci per i vini Igt (65.000 bottiglie). Il suo Brunello è ottenuto da sangiovese vinificato con tecniche moderne, utilizzando il Ganimede,  un tino per la fermentazione a controllo automatico dei rimontaggi, mentre l’affinamento avviene in barrique e botti da 25-50 ettolitri. Il lavoro in vigna è sempre stato rigoroso, potature attente per evitare interventi massicci sulla vegetazione in estate, raccolta rigorosamente manuale e cernita delle uve migliori in cantina.
Ma Vasco non si limitava a fare vino, aveva un’altra grande passione, la produzione di pecorino e salumi, che curava con altrettanto amore e impegno e proponeva nella sua trattoria Bassomondo, oltre ad un ottimo olio extravergine.
Ho ricevuto notizia della sua scomparsa da Claudio Gori, suo amico ed enologo. Caro Vasco, che la tua anima possa riposare finalmente serena fra i filari del tuo brunello.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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