I Barisèi, un’antica storia enologica riletta in chiave contemporanea

Ci troviamo nel cuore della Franciacorta, un territorio e una denominazione che non ha bisogno di troppe presentazioni, eppure di storie e di realtà spesso poco note e meritevoli di un racconto ce ne sono davvero tante.
È questo il caso di Gian Mario Bariselli e della sua famiglia, una realtà nata nel lontano 1898, anno di nascita dell’azienda agricola.

Tutto ha inizio con il bisnonno di Gian Mario, Paolo Bariselli, che a inizio Novecento ha il suo primo approccio con la vite attraverso l’acquisto di una cascina a Nigoline di Corte Franca. Anno dopo anno si è sempre aggiunto qualcosa, incrementando l’attività vitivinicola e gli allevamenti.

Dopo un ulteriore ampliamento ad opera di Giuseppe, nonno di Gian Mario, la vera svolta si ha negli anni ’90 del novecento, quando Francesco e Gianbattista (rispettivamente il papà e lo zio di Gian Mario), ristrutturano la cascina di Nigoline e avviano l’attività agrituristica Solive, tra le prime sul territorio. Nel 1993 sono state vinificate le prime bottiglie a marchio Solive, poi proposte nel ’97 sul mercato locale, ricevendo un riscontro positivo.

Ad oggi la famiglia Bariselli con i suoi 40 ettari di proprietà (suddivisi tra l’85% chardonnay e il 15% pinot nero), ha una produzione di circa 35 mila bottiglie e con la fondazione della cantina di Erbusco nel 2002 ha dato la vera svolta a questa realtà agricola. Un processo lento, ma che con il tempo ha raccordato ciascun elemento arrivando alla consapevolezza della nuova cantina. Le prime bottiglie vinificate sono arrivate sul mercato locale nel 2006, ma è stato dal 2011 che ha iniziato a delinearsi il nuovo obiettivo, differenziando la linea Solive Franciacorta DOCG, riservata ai clienti dell’agriturismo, da quella a marchio I Barisèi, destinata al settore dell’Horeca.

Un racconto vero e appassionato quello di Gian Mario che con emozione racconta del suo ricordo del nonno con il suo fiasco vicino alla sua sedia e da quel ricordo la voglia di dedicarsi a questa attività. Oggi, coadiuvato dalla sua famiglia e da figure professionali, quali il giovane enologo Paolo Turra e i due consulenti Massimo Azzolini (enologo) e Giuseppe Turrini (agronomo), esprime la sua voglia di mettersi in gioco, in modo sincero e schietto. Così come affermato da Giuseppe Salvioni, amministratore delegato del Consorzio di Tutela del Franciacorta, “si tratta di un progetto dove il cuore, la passione, la voglia di fare e di migliorarsi sono evidenti: avete visto emozione e ascoltato il tempo dedicato per mettere in piedi questo progetto. Non sarà difficile ritrovare nei calici queste emozioni”.

La voglia di raccontare il percorso svolto fino ad oggi e la peculiare attenzione per l’ambiente sono infatti evidenti. Una realtà agricola che persegue il regime biologico da sempre, seppure la certificazione è arrivata solo nel 2014. Espressione di tanta ricerca e cura lo si riscontra anche nel packaging e nel logo aziendale, che non vuole per nulla dimostrare pretenziosità, bensì attenzione per quello che la natura regala e vuole mettere in prima linea la storia di famiglia e i suoi valori.
Le vigne de I Barisèi sono immerse in un microclima mitigato dal vicino lago d’Iseo e protette dall’arco alpino, uno scenario suggestivo, situato al centro dell’anfiteatro morenico del Sebino, conca di origine glaciale tra la base del lago e il Monte Orfano. Tutte le vigne sono nella culla del bacino di derivazione glaciale, nelle zone più vocate del territorio: Torbiato, Adro, Monterotondo, Corte Franca, Calino e in località Bettolino. “Ogni appezzamento ha la sua caratteristica: differente altitudine, composizione del suolo, esposizione” sottolinea Gian Mario, durante la passeggiata in vigna.
Questi “rinnovati” Franciacorta parlano il linguaggio della semplicità espressiva, nel volersi mostrare per quello che sono senza pretenziosità e artificio. A partire dal Franciacorta Docg Brut “Sempiterre” – “da sempre sulla terra”, quasi a volerne sottolineare la primogenitura – non dichiaratamente millesimato, ma di fatto prodotto con la sola vendemmia 2015; si tratta di una cuvée composta dal 90% Chardonnay e 10% Pinot Nero, con poco più di 30 mesi su lieviti e che non ha, come il resto dei prodotti nessun contatto con il legno, con un dosaggio che si attiene intorno ai 6 grammi per litro di zucchero, All’olfatto esprime decise note di frutta polposa, pesca in particolare, a cui succedono nuance floreali di fresia e di scorza di agrumi. Buona cremosità al palato, con un piacevole ritorno agrumato in retrolfazione, fresco ed equilibrato.

Lo segue il Franciacorta Satèn, stavolta Millesimato 2014, che supera i 40 mesi di affinamento sui lieviti ed esprime la forza e il carattere dello Chardonnay qui in purezza. Uno spumante che gioca sulle morbidezze, semplice ma non banale anche qui il ritorno agrumato e il piglio salino lo rendono complesso e lungo. Lo segue il Franciacorta Rosé Millesimato 2013, quasi una riserva visti i suoi 54 mesi sui lieviti, prodotto da 100% Pinot nero, dove l’80% viene vinificato in bianco, mentre il restante 20% è lavorato tramite criomacerazione prefermentativa. Intrigante per le sue nuance espressive nel colore e per la piacevolezza delle tinte fruttate che si rivelano ad una prima olfazione. Una distintiva nota di frutti rossi, ribes in particolare, lo rendono piacevole e fresco al sorso, con una sapidità che si mostra più diretta ed evidente, coinvolgendo i sensi e invitando a uno e a più sorsi successivi.
Si arriva poi al Franciacorta Millesimato 2013 “Natura”, un Dosaggio zero, stavolta composto da 80% Chardonnay e 20% Pinot Nero. Anche qui i mesi sui lieviti sono sempre 54, senza dubbio un tempo di sosta che dona spessore e profondità al prodotto, contraddistinto da una lineare snellezza nel sorso e al contempo potente al palato; un vino senza alcun make-up, un prodotto moderno, espressivo del suo terroir di riferimento.
Si chiude con il Franciacorta Riserva 2011, gioiosamente sboccato a la volèe, composto dal 65% di chardonnay e il restante 35% di Pinot Nero, un vino che esplode in una iniziale nota olfattiva di mela golden, che successivamente vira verso note agrumate di cedro, polposo e complesso al palato.

Ma le novità di casa Barisèi non si finscono qua, infatti entro i prossimi cinque anni, agli attuali Franciacorta “Sempiterre”, Satèn, Rosé e “Natura” saranno affiancate ben due Cuvée, la Millesimata “Mariadri”, prodotta con 100% chardonnay e un Blanc de Noir vendemmia 2016.
Una realtà peculiare e lungimirante, dove emergono le radici ben salde di una famiglia legata all’agricoltura e la loro volontà di essere riconoscibili e autentici.
Le valutazioni:
Franciacorta Brut Sempiterre @@@++
Franciacorta Satèn, stavolta Millesimato 2014 @@@+
Franciacorta Rosé Millesimato 2013 @@@@
Franciacorta Natura Millesimato 2013 @@@@@
Franciacorta Riserva 2011 @@@+
Fosca Tortorelli


