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Sannio Fiano 2008 – Fattoria La Rivolta

Sannio Fiano 2008

Tanti vini resistono al tempo, ma, come si sa, pochi migliorano. Tra questi il Fiano e gli ultimi studi scientifici dell’equipe coordinata da Luigi Moio è giunta alla conclusione che si tratta di un vitigno capace di sviluppare sentori sempre più interessanti. Il punto vero è che sinora nessuno ha ragionato davvero per fare dei Fiano sui tempi lunghi, anzi, la stragrande maggioranza delle etichette è stata pensata per essere consumata nell’arco di un anno. In Irpinia una pattuglia di produttori sempre più robusta ha avviato un discorso di attesa di almeno un anno, Marsella arriva a due, anche se le pressioni del mercato per il consumo sono incredibili. Prove sempre più inconfutabili dimostrano invece che un progetto di lungo termine potrebbe dare luogo a risultati straordinari. Ci spostiamo di una trentina di chilometri, di questo si tratta, dall’areale docg del Fiano alla Sannio doc del Taburno dove i bianchi in più di una occasione hanno dato prova di longevità, dalla Falanghina di Libero Rillo ai vini di Ocone dimenticati in cantina e ripescati per puro caso.

Lo stesso avviene con questo Fiano di Fattoria La Rivolta di Paolo Cotroneo di cui abbiamo sempre molto amato i suoi bianchi, sia quelli che hanno la mano di Angelo Pizzi, che quelli di Vincenzo Mercurio che gli è subentrato. La potenza di questo areale, il Taburno è un complesso che separa la valle Caudina da quella Telesina, è nel suolo vulcanico e nelle forti escursioni termiche molto simili all’Irpinia anche se si tratta di una zona meno umida e più calda. Rispetto alle altre zone del Sannio ha visto specializzarsi prima in Aglianico e Falanghina togliendo altri vitigni nazionali come il trebbiano, il Montepulciano e il sangiovese. Ma anche Fiano, Greco e Coda di Volpe sono abbastanza diffusi. Fu anzi proprio la cantina del Taburno a rilanciarli sul mercato ormai un quarto di secolo fa. Dalla cantina prendiamo la 2008 di questo Fiano con la certezza che ci piacerà. Ma non potevamo immaginare tanto. La materia è molto piena, un vino quasi cicciotto, molto più vicino a Lapio che a Montefredane per intenderci, ma allungata dalla sapidità e dai toni amari. Stupisce di questo bianco lavorato solo in acciaio la freschezza assoluta e il tempo segnato dal un colore giallo paglierino carico ancora vino e brillante.

Non ci sono toni piacioni. L’ennesima prova, insomma della longevità dei bianchi campani e di una potenzialità ancora inespressa.

Sede a Torrecuso, Contrada Rivolta Tel. 0824.872921 www.fattorialarivolta.it Ettari: 29 di proprietà Bottiglie prodotte: 150.000 Enologo: Vincenzo Mercurio Prezzo: sotto i 10 euro. Vitigni: aglianico, fiano, greco, falanghina

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Luciano Pignataro

Laureato in Filosofia e giornalista professionista, lavora al Mattino dove da anni cura una rubrica sul vino seguendo dal 1994 il grande rilancio della viticoltura campana e meridionale. Al centro dei suoi interessi la ristorazione di qualità, la difesa dei prodotti tipici e dell'agricoltura ecocompatibile. È autore per le Edizioni dell'Ippogrifo delle uniche guide, sponsor free, sui vini della Campania e della Basilicata andate ripetutamente esaurite oltre che del fortunato Le Ricette del Cilento giunto alla terza edizione. Con la Newton Compton ha pubblicato La cucina napoletana di mare, I dolci napoletani, 101 vini da bere almeno una volta nella vita. Ha vinto il premio Veronelli come miglior giornalista italiano nel 2008. Dal 1998 collabora con la Guida ristoranti Espresso, è impegnato nella nuova guida Vini d'Italia di Slow Food. Fa parte del gruppo Garantito Igp.

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