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Serralunga Wines Exhibition, così sarebbe da ribattezzare scherzosamente la manifestazione che si svolge ad Alba, che oggi ha visto sfilare i Barolo di Monforte e Serralunga. Una mattinata che rimarrà ben impressa nella mia memoria, grazie alla incredibile sequenza di vini eccellenti, eleganti, davvero belli, tanto da adombrare i Barolo di Monforte, che pur avendo dalla loro qualche ottima prestazione, hanno presentato un andamento più altalenante, discontinuo. Mai come in questa occasione avevo riscontrato tanti vini di livello altissimo, anche da aziende che solitamente non mi avevano convinto. Persino l’eleganza che ha sempre contraddistinto i Barolo di Castiglione Falletto, almeno a mio personalissimo gusto, non è in grado di confrontarsi con una simile ricchezza espressiva, freschezza, vitalità, carattere. Mi spiace molto per La Morra, che è apparsa decisamente sotto tono e poco convincente, con una serie di vini fin troppo ampia che non sembra essersi giovata di un’annata di notevole qualità come la 2004; certamente ci sono le eccezioni, ma anche i migliori sono ben lontani dal raggiungere il livello qualitativo di Serralunga. Fra questi ce ne sono comunque di meritevoli e convincenti, come i Rocche dell’Annunziata di Rocche Costamagna e di Mario Gagliasso (ottimo anche il Torriglione anche se in questo momento non ha trovato ancora la sua migliore espressione), il Vigna Arborina e il Vigna Gattera di Gianfranco Bovio, il sempre valido Rocche di Aurelio Settimo, il Serre di Gianni Gagliardo, il Vigna San Giacomo di Oreste Stroppiana, il Vigna Conca e in misura minore il Vigna Gancia di Mauro Molino, il Cerequio di Michele Chiarlo, il Marcenasco di Renato Ratti, il Brunate di Vietti. Ma tornando a Serralunga, la lista è davvero lunga con numerosi vini che, a mio gusto, superano senza fatica la soglia dell’eccellenza (quella che in mero dato numerico corrisponde a 90 punti su 100), come lo straordinario Barolo Sorano di Giacomo Ascheri (l’altro vino, il Sorano Coste & Bricco, è di poco inferiore), l’Arione di Gigi Rosso, il Cerrati di Cascina Cucco (ma anche il Vigna Cucco è piacevolissimo), il Badarina Vigna Regnola di Bruna Grimaldi, il Vigna Margheria di Luigi Pira, eccellenti i due Barolo di Palladino, il Vigna Broglio e il Serralunga, il Serralunga di Paolo Manzone, il Cà Mia di Brovia (una vera sicurezza), il Baudana di Luigi Baudana, magnifici il Vigna S.Caterina e il Vigna Lazzairasco di Guido Porro (per me una rivelazione), ottimo anche il Cerretta di Ettore Germano, seguiti con pochi punti di scarto dal Prapò sempre di Germano, il Serralunga di Giovanni Rosso, il San Rocco di Eredi di Virginia Ferrero, il La Rosa di Fontanafredda, il Giulin di Rivetto, il Prapò di Mauro Sebaste, il Meriame di Paolo Manzone, il Vigna Cerretta di Cà Romè, il Sorano di Claudio Alario. La cosa straordinaria dei Barolo 2004 di Serralunga è che, in molti casi, hanno mostrato una materia prima eccellente e dei tannini assai meno coriacei del solito; e poi, con le dovute differenze di personalità, in molti era evidente il carattere del territorio, tanta freschezza, note floreali, minerali, tanta liquirizia, terrosità, eleganza a non finire, pienezza di sapore, persistenza. Tutti vini che varrebbe la pena acquistare e mettere da parte per goderseli ancora meglio fra qualche anno. Quando tornerò scriverò una serie di articoli più dettagliati su queste giornate passate in Langa e arricchite da numerose verticali di grandi vini come il fantastico Barolo Bricco Boschis Vigna San Giuseppe dei Fratelli Cavallotto.
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