Addio a Gianluca Zanetta de La Capuccina, una persona straordinaria, un amico

Faccio una grande fatica a scrivere di Gianluca Zanetta, la notizia della sua prematura scomparsa avvenuta oggi pomeriggio mi ha lasciato un macigno nello stomaco. Un tumore che lo aveva messo a dura prova pochi anni fa, dal quale sembrava si stesse riprendendo bene, se lo è portato via senza dargli alcuna via di scampo.
Ci conoscevamo da una quindicina d’anni, mi ero innamorato del suo agriturismo, La Capuccina, situato a Cureggio, frazione di Borgomanero, nel cuore delle Colline Novaresi. Non ho mai visto tanto ardore, spirito d’iniziativa, passione per il proprio mestiere come in lui, era davvero un punto di riferimento, mangiare (e dormire) a La Capuccina era un’esperienza fantastica, i suoi formaggi provenienti dal latte delle capre e delle mucche che allevava con grande amore, i suoi ravioli, le selezioni di carni e salumi, una cucina di territorio fatta con maestria, del resto era nipote di Piero Bertinotti del ristorante Pinocchio di Borgomanero.
Gianluca era anche fortemente appassionato dei vini del suo territorio, tanto da essere riuscito a diventare un punto di riferimento, la sua cantina vanta praticamente quasi il 100% dei produttori delle Colline Novaresi, ma anche gran parte di quelli di tutto l’Alto Piemonte per un totale di oltre 350 etichette.
Ogni volta che sono salito nel Novarese sono andato a trovarlo, con lui l’instancabile moglie Raffaella Fortina, che oltre a seguire i tre figli, Matilde, Martina e Gregorio, è stata fondamentale nel periodo in cui Gianluca era malato, si è trovata a dover condurre tutta l’azienda e ci è riuscita con una forza d’animo che solo una grande donna è in grado di avere.
L’amore per il vino aveva portato nel 2005 Gianluca ad acquistare dei vigneti appartenuti a Dessilani, nel territorio di Fara Novarese, da cui sono nati il sontuoso Opera 32 e il Colline Novaresi Vespolina Novarina.

Un altro sogno realizzato, chi poteva immaginare che potesse finire in questo modo!
Gianluca era determinato, ha combattuto un male che gli aveva devastato l’esofago fino alla gola, sembrava ne fosse uscito, aveva ripreso a vivere con lo stesso entusiasmo e quel maledetto se l’è portato via.
Lascia un vuoto enorme, sotto tutti i punti di vista, persone come lui nascono una volta ogni cinquanta anni, sono ancora fortemente scosso dalla notizia, mentre scrivo scorrono nella mia mente tutte le occasioni in cui abbiamo condiviso bellissime chiacchierate, ho visto i figli crescere, da Gianluca e Raffaella mi sono sentito a casa, scusate ma non mi sento di scrivere ancora.
Un abbraccio forte a Raffaella, spero con tutto il cuore che tu e i ragazzi riuscirete a superare questo dolore immenso e a non mollare l’attività, davvero tanto preziosa e bella, cuore pulsante delle Colline Novaresi.



