Genepì della Valle d’Aosta o Genepi de la Vallée d’Aoste

• Categoria della bevanda spiritosa: Liquore di genepì
Il «Genepì delle Alpi» o «Genepi des Alpes» è un liquore caratterizzato da profumi floreali e vegetali con sapore amaro molto caratteristico e proprio della pianta.
• Descrizione
▪ Principali caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche: contenuto in zucchero minimo di 80g per litro di prodotto espresso come zucchero invertito; può essere utilizzato saccarosio o sciroppo di glucosio.
Il liquore si presenta con colore che può variare dal verde chiaro al giallo ambrato.
A livello olfattivo è intenso e persistente con note floreali e sentori fruttati. Si possono riscontrare note erbacee e speziate di fieno e agrumate. Al gusto risulta caldo, morbido e può essere amabile o secco. Emergono componenti amare tipiche della pianta. Nel caso di un liquore prodotto per sospensione il colore è assente e il gusto risulta meno morbido.
▪ Caratteristiche specifiche rispetto alla categoria cui appartiene: si ottiene tramite l’estrazione dei principi attivi delle piante appartenenti alle specie Artemisia genipi Weber (= A. spicata Wulfen), A. umbelliformis Lam. (=A. mutellina Vill.), A. glacialis L., A. nivalis Br.-Bl., A. petrosa (Baumg) Jan. per macerazione o sospensione delle piante stesse in soluzione idroalcolica, o a partire da preparazioni aromatiche ottenute comunque per estrazione dalle specie vegetali indicate. La produzione deve avvenire interamente nel territorio della Valle d’Aosta.
Il titolo alcolometrico volumico minimo deve essere 25%. Il prodotto è caratterizzato dall’assenza di coloranti.
Nel «Genepì della Valle d’Aosta» si possono riscontrare, anche se non contemporaneamente presenti, i seguenti principi attivi estratti dalle piante: α/β tuione, α/β pinene, 1,8 cineolo, borneolo, costunolide, sabinene, in proporzione variabile secondo la specie di Artemisia utilizzata.
Il genepì impiegato deve provenire da luoghi di raccolta di piante spontanee e/o da coltivazioni, situate in entrambi i casi dall’area geografica delimitata. L’acqua utilizzata per la produzione deve provenire da fonti idriche site nel territorio della Valle d’Aosta.
▪ Zona geografica: la quota ottimale di coltivazione, grazie alle condizioni morfologiche e climatiche specifiche delle vallate alpine valdostane), è stata individuata al di sopra dei 1400 m s.l.m., su terreni esposti e soleggiati dell’Adret (termine con il quale in Valle d’Aosta si intende il versante solatio) e al di sopra dei 1350 m s.l.m. su terreni con minore esposizione all’irraggiamento solare dell’Envers (termine con il quale, in Valle d’Aosta si intende il versante ombreggiato).
La raccolta di piante spontanee e/o coltivate è ammessa unicamente entro i confini territoriali della Regione Valle d’Aosta.
Il liquore «Genepì della Valle d’Aosta» deve essere prodotto nei comuni siti nel territorio della Regione Valle d’Aosta.
• Metodo di produzione
Il liquore ottenuto per macerazione è preparato a partire da piante fresche o essiccate, lasciate a macerare in una soluzione idroalcolica con grado alcolico minimo di 55% vol. per un tempo minimo di 8 giorni. I tempi di estrazione possono essere differenti se si utilizzano tecniche di estrazione diverse dalla macerazione.
Il liquore può anche essere ottenuto per sospensione, preparato a partire da piante collocate su apposite griglie sospese sulla soluzione idroalcolica, in contenitori chiusi ermeticamente dove lo spazio di testa, saturo di alcol, estrae le componenti più volatili delle piante.
Dopo il ciclo estrattivo il macerato viene addizionato ad una miscela di acqua e zucchero per completare la preparazione del liquore.
È possibile distillare una parte del macerato in alambicchi e aggiungere il distillato al momento della preparazione del liquore.
Alla fine della preparazione, se necessario, si corregge il grado alcolico del liquore con aggiunta di alcol etilico agricolo o acqua.
Nella preparazione del «Genepì della Valle d’Aosta» possono essere impiegate anche le seguenti piante: Angelica archangelica L., Anthyllis vulneraria L., Artemisia vulgaris L., Cinnamomum verum J.Presl, sin. C.zeylanicum Blume, Eugenia caryophyllata Thunb., Hyssopus officinalis L., Juniperus communis L., Matricaria spp, Melilotus officinalis L., Melissa officinalis L., Mentha spp., Hypericum perforatum L., Lamium album L., Origanum vulgare L., Pinus sylvestris L., Sambucus nigra L., Satureja spp, Thymus spp, Verbena officinalis L.
La quantità di piante aromatiche utilizzate per l’ottenimento della preparazione aromatica non deve essere superiore al 10% della quantità totale di Artemisia utilizzata.
La quantità minima di piante essiccate, intese come somma di tutte le specie vegetali utilizzate (Artemisia + altre erbe) o il corrispondente contenuto nella preparazione aromatica impiegata deve essere di 4 g/l nel liquore finito.
Non è comunque ammesso l’utilizzo di aromi natural-identici o artificiali. Il liquore può essere sottoposto ad un periodo di affinamento in legno.
Il confezionamento del liquore «Genepì della Valle d’Aosta» deve avvenire nella sola zona di produzione al fine di garantire il mantenimento delle caratteristiche del prodotto al consumatore finale.
• Elementi che dimostrano il legame con l’ambiente geografico o con l’origine geografica
La Valle d’Aosta che si trova al centro dei più alti massicci delle Alpi ha un clima di tipo continentale, assai rigido e secco, tipico delle valli alpine interne.
Dal punto di vista minerario la Valle d’Aosta è una delle regioni più ricche e varie d’Italia e sicuramente dell’arco Alpino. Vi si trovano: graniti, gneiss, calcari, dolomiti, gessi, calcescisti, micascisti, serpentini, nonché minerali rari, rarissimi e, unico al mondo, il violano. La presenza di questi minerali fa sì che ci sia un’ampia gamma di substrati, con caratteristiche fisiche e chimiche proprie.
Questa variegata composizione litologica ha come conseguenza la diversificazione degli ambienti e quindi la presenza di un numero molto elevato di specie vegetali tra le quali l’Artemisia.
I suoli preferiti dall’Artemisia che spontaneamente si sviluppa su morene glaciali e pietraie sono: leggeri, ben drenati, ricchi di struttura, poveri di sostanza organica e poco fertili, situati a quote altimetriche superiori ai 1300 metri. A quote altimetriche inferiori, i suoli, di norma più fertili, favoriscono la presenza di funghi e quindi la mortalità delle piante.
Nel corso dei secoli le genti delle Alpi valdostane hanno utilizzato il genepì come diffuso metodo terapeutico per molte patologie infiammatorie e digestive e si usava anche bere l’infuso in acqua o latte, per le proprietà toniche, digestive, antisettiche, sudorifere ed espettoranti.
Intorno alla fine del 1800, inizi del 1900, cominciarono a diffondersi gli opifici di trasformazione dell’erba in liquore, utilizzando i metodi tradizionali di macerazione, conosciuti ed applicati da tempo immemorabile dagli abitanti delle alte valli valdostane.
• Riferimenti legislativi
Decreto 11 febbraio 2015 – G.U. n.42 del 20 febbraio 2015



