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InvecchiatIGP: Trebbiano d’Abruzzo 1995 Emidio Pepe

Emidio Pepe. Credit Triple A
Emidio Pepe. Credit Triple A

Classe 1932, Emidio Pepe, ad oggi, rimane probabilmente uno dei pochissimi contadini italiani legati ancora ad una dimensione atavica del vino che, probabilmente, non esiste più. Chi lo frequenta ancora, a Torano Nuovo, dove vive e ha la sua azienda fondata nel 1964, sa che difficilmente, nonostante 90 anni, il buon Emidio si gode la sua meritata pensione perché, e lo dimostrano le mani sporche di terra, ancora lo si trova in giro tra le sue amate piante di trebbiano e montepulciano d’Abruzzo che, grazie alla sua tenacia e volontà espressa in tempi non sospetti, ha saputo valorizzare provandone la capacità d’invecchiamento e facendoli conoscere al mondo intero.
È tanto che non passo a trovarlo, forse troppo, ed è forse questo pensiero malinconico che mi ha portato qualche giorno fa ad aprire la mia caotica cantinetta cercando quel Trebbiano d’Abruzzo che tanto tempo fa, faticosamente, riuscii ad acquistare all’interno di un’asta di beneficenza.
Trovato!

Trebbiano d'Abruzzo 1995 Emidio Pepe

Non ricordavo l’annata, davanti a me ho un trebbiano Pepe del 1995 al quale, causa umidità, è crollata l’etichetta (sgrunt!).
Se parli con il buon Emidio ti dirà che è ancora giovane mentre per qualcun altro, probabilmente, aprire questa bottiglia è una mera attività di necrofagia.
Chissà, io lo porto ad una cena tra amici e lo stappo!
Come molti speravano, dalla bottiglia non sono usciti pipistrelli e ragni pelosi ma, tornando seri, un trebbiano assolutamente stupefacente già dal colore che, dopo oltre 25 anni, non aveva perso affatto la sua lucentezza e la sua carica cromatica giallo paglierino.
Nessun segno di ossidazione, no, mi spiace per voi!
La bellezza di questo Trebbiano d’Abruzzo, legata alle sue potenzialità evolutive, la ritroviamo anche mettendo il naso nel bicchiere dove, man mano che si ossigena, affascina con un carosello di sensazioni che al minerale (non cominciate eh) intrecciano ricordi di mela renetta, camomilla essiccata, girasole, pera kaiser, nespola e bergamotto.
L’incipit palatale è, se fosse possibile, ancora più straordinario a causa di un armonico ritorno di tutte le sensazioni che, come per un vino appena uscito sul mercato, sono subordinate ad un pungolo di irrequieta freschezza che, sommando tutto, definisce una trama gustativa che, a distanza di oltre un mese, mi fa ancora venire la pelle d’oca.
Emidio aveva capito tutto. Tutto.

Andrea Petrini

“Prenditi il diritto di sorprenderti.”
Milan Kundera

Andrea Petrini

Nato nel 1974 a Roma in una annata che si ricorderà pessima per la produzione del vino mondiale. Sarà proprio per ribaltare questo infame inizio che lo condannava apparentemente alle bevande analcoliche che nel 2008 si è diplomato sommelier AIS e nello stesso anno ha aperto uno dei primi wine blog in Italia: Percorsi di Vino. Un anno nasce l'Enoclub Roma con l'obiettivo di valorizzare il vino del Lazio. La passione aumenta sempre più così come la voglia di comunicare il vino e, in generale tutta l'enogastronomia italiana. Diventa responsabile eventi Slow Food Roma, degustatore e relatore AIS ed è entrato a far parte del gruppo Garantito Igp. Collabora con molti siti e riviste di settore come il Gambero Rosso online e organizza Wine tasting in tutta Italia.

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