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Trenta vendemmie di Luce della Vite, storia di un mito

Luce 2022 Tenuta Luce

Chi conosce la famiglia Frescobaldi sa che dietro al Luce della Vite, vino iconico nato nel 1993, c’è stato l’incontro tra Vittorio Frescobaldi e Robert Mondavi, che ha aperto le porte a un’altra visione del vino toscano. Dall’esperienza dei Mondavi arrivò il merlot e una visione più internazionale che avrebbe indubbiamente stimolato dibattiti, confronti, dissensi e approvazioni. Sta di fatto che era il momento dei “supertuscan”, rimanere legati in terra ilcinese al Brunello come unico rappresentante di un territorio che stava emergendo prepotentemente – grazie anche alla strada spianata (in tutti i sensi) alla fine degli anni ’70 da Banfi, guarda caso dei fratelli italoamericani John Sr. e Harry Mariani – cominciava ad apparire come un limite a ulteriori interpretazioni ed evoluzioni.

Uno scorcio su Roma dalla terrazza dell'Hotel Eden
Uno scorcio su Roma dalla terrazza dell’Hotel Eden

La nascita della Tenuta Luce in località Castelgiocondo a Montalcino non ha mai avuto lo scopo di sostituirsi al grande rosso toscano a base sangiovese, piuttosto di affiancarlo, offrendo un altro spaccato di ciò che quella terra era in grado di offrire.
Questo intento trova conferma negli altri vini che negli anni hanno fatto ingresso in azienda, a partire proprio dal Brunello di Montalcino “Luce”, rendendola di fatto una “consorella” della Tenuta Castelgiocondo, con propri vigneti (92 ettari di cui 11 iscritti all’albo per la produzione di Brunello) e una propria filosofia produttiva.
Lunedì 28 aprile presso la terrazza dell’Hotel Eden a Roma, è stata l’occasione per una piccola verticale del Luce (ottenuto in percentuali variabili da sangiovese e merlot), che ha raggiunto le 30 vendemmie (1993-2022).
Certo, sei annate non sono sinceramente sufficienti a comprenderne fino in fondo le diverse sfumature nel tempo, ma quantomeno mi hanno consentito di rendermi conto sia della tenuta di questo vino, sia dei cambiamenti effettuati durante questo lungo periodo.

Luce 1995 Tenuta Luce

1995) Il merlot è stato vendemmiato nella prima settimana di settembre mentre il sangiovese nella seconda di ottobre. Maturato 12 mesi in barriques francesi nuove al 66% e ulteriori 6 mesi in rovere di Slavonia.
Il colore, pur mostrando chiaramente riflessi tra il granata e il mattone, rivela ancora venature rubine; come spesso accade con le vecchie annate, ha un comportamento cangiante ma comunque orientato a un fruttato maturo di prugna e ciliegia nera, seguito da toni più terziari di tabacco, grafite, cuoio conciato, liquirizia, cacao e tè nero.
L’assaggio rivela una buona intensità di frutto e un tannino maturo ma non finissimo, sensazioni di fumo e sottobosco. Nel complesso è un vino che ha fatto il suo corso e non è il caso di attendere oltre per berlo.

Luce 2001 Tenuta Luce

2001) Il sangiovese è stato vendemmiato nella terza settimana di ottobre, la qualità dell’annata ha consentito una maturazione di 18 mesi in barriques nuove per il 90% e di secondo passaggio per la restante parte.
Ha colore granato più spinto di quanto mi sarei aspettato, ma non ci sono cenni mattone; all’olfatto si sente netta la volatile, cenni di cuoio, tabacco, spezie officinali, cioccolato, leggero cedro, la parte fruttata è decisamente secondaria.
Al gusto appare quasi cremoso, pur rivelando un tannino non del tutto risolto, non dà l’impressione di avere ancora molta vita davanti.

Luce 2012 Tenuta Luce

2012) Annata più precoce che ha portato a vendemmiare il merlot nell’ultima settimana di agosto e il sangiovese nell’ultima di settembre, ma con uve perfettamente sane. Due anni in barriques nuove all’85% e di secondo passaggio per la restante parte.
Profilo visivo maggioritario sul rubino rispetto al granata, al naso si coglie finalmente la trama floreale di viola, iris, rosa damascena, poi mora, mirtillo, balsamico.
Bocca lineare, ampia, di ottima finezza ed equilibrio, con ogni elemento ben integrato, dall’acidità al tannino, affiorano note di liquirizia e cioccolato fondente in un contesto armonizzato dal frutto generoso. Non teme ulteriore invecchiamento.

Luce 2015 Tenuta Luce

2015) Prima settimana di settembre per il merlot, ultima per il sangiovese; stesso affinamento del 2012.
Qui la tonalità rubino è molto evidente, il granata appena accennato, profumi di mirtilli, more, leggera ciliegia, cenni di cipria, cannella, ginepro.
Al palato si fa notare una piacevole vena sapida, peccato per la parte alcolica un po’ in evidenza (i dati riferiscono 15% vol.), la sensazione generale è di maturità, a mio avviso maggiore della 2012, fa da contraltare un tannino ancora un po’ rigido e non del tutto integrato.

Luce 2019 Tenuta Luce

2019) Merlot vendemmiato il 12 settembre e sangiovese il 29 dello stesso mese.
La maturazione si è svolta per 24 mesi in barriques nuove per l’80%.
Colore rubino profondo, all’olfatto tornano più evidenti le note di cannella su una base balsamica e appena vanigliata, poi amarena, gelso nero, prugna.
All’assaggio ritrovo netta e profonda la prugna, c’è freschezza ma anche profondità, si sente un corpo importante, cenni di grafite, velo balsamico che accompagna il lunghissimo finale. Uno dei migliori e assolutamente in pieno cammino per un lungo futuro.

Luce 2022 Tenuta Luce

2022) Nonostante l’annata calda, un paio di piogge importanti a inizio e fine agosto hanno permesso una perfetta maturazione delle uve, che sono state raccolte il 28 agosto (merlot) e il 10 settembre (sangiovese). Stesso affinamento della 2019.
Colore ovviamente rubino pieno con riflessi violacei, trama olfattiva inizialmente floreale di viola e magnolia denudata, poi cannella e vaniglia date da un legno che giustamente deve ancora assorbirsi, segue un frutto vivo e piacevole.
Bocca giovane ma non rigida, grande freschezza e tannino di trama finissima, bel ritorno fruttato ampio in un contesto privo di spigoli, estremamente piacevole, c’è un equilibrio che da un’annata così giovane non ti aspetti e invece conferma i grandi progressi fatti in queste trenta vendemmie. Da aspettare almeno altri 3-4 anni, poi l’allungo potrebbe toccare altre trenta vendemmie…

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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