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Doc e DocgLe regole del vino

Le DOCG del Piemonte: Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba

Le Doc del Piemonte: Dolcetto di Diano d'Alba


❂ Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba D.O.C.G.
(Approvato D.O.C. con D.P.R. 3/5/1974 – G.U. n.269 del 15/10/1974; approvato D.O.C.G. con D.M. 2/8/2010 – G.U. n.193 del 19/8/2010; ultima modifica D.M. 17/4/2015 – G.U. n.97 del 28/4/2015)


zona di produzione
● in provincia di Cuneo: comprende l’intero territorio del comune di Diano d’Alba;


base ampelografica
anche superiore: dolcetto 100%;


norme per la viticoltura
i vigneti oggetto di nuova iscrizione, di nuovo impianto o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.500;
la resa massima di uva in coltura specializzata deve essere pari a 8,0 t/Ha, il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione deve essere di 11,50% vol. per il “Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”, 12,00% vol. per il “Dolcetto di Diano d’Alba Superiore” o “Diano d’Alba Superiore”;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio dei vini devono essere effettuate nel territorio della provincia di Cuneo;
è consentito l’arricchimento, secondo i metodi e i limiti riconosciuti dalla legislazione vigente;
per il “Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore è previsto un periodo di invecchiamento obbligatorio di 10 mesi, a partire dal 1° novembre successivo all’anno di raccolta delle uve, mentre l’immissione al consumo è consentita a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia per il “Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba”, e dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia per il “Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” Superiore;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
la denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Dolcetto di Diano d’Alba” o “Diano d’Alba” e “Dolcetto di Diano d’Alba” Superiore o “Diano d’Alba” Superiore, può essere seguita da una delle seguenti “menzioni geografiche aggiuntive“:
Sorì Autin Grand, Sorì Autin Souvè, Sorì Autinot, Sorì Bric dei Gatti, Sorì Bric del Camparo, Sorì Bric del Ciabot, Sorì Bric del Gerlotto, Sorì Bric della Biria, Sorì Briccola, Sorì Bruni, Sorì Cascina Arione, Sorì Cascina Benevello, Sorì Cascina Carbone, Sorì Cascina Flino, Sorì Cascina Langhetto, Sorì Cascina Manzano, Sorì Cascina Rabino Soprano, Sorì Cascina Rabino Sottano, Sorì Cascina Saliceto, Sorì Cascina San Sebastiano, Sorì Ciabot Rus, Sorì Colombè, Sorì Costa Fiore, Sorì Cristina, Sorì degli Abelloni, Sorì degli Ubert, Sorì dei Berfi, Sorì dei Ciapa, Sorì dei Crava, Sorì dei Pasquali, Sorì dei Peggi, Sorì dei Piani, Sorì dei Pittatori, Sorì dei Servetti, Sorì del Bartu, Sorì del Bonorej, Sorì del Carzello, Sorì del Cascinotto, Sorì del Fossà, Sorì del Genesio, Sorì del Luma, Sorì del Moncolombetto, Sorì del Mongrande, Sorì del Montadino, Sorì del Montagrillo, Sorì del Parisio, Sorì del Pradurent, Sorì del Rabalotto, Sorì del Rapalino, Sorì del Ricchino, Sorì del Romino, Sorì del Servaj, Sorì del Sot, Sorì della Madonnina, Sorì della Mattea, Sorì della Pezzea, Sorì della Regnura, Sorì della Riccheria, Sorì della Rivolia, Sorì della Sorba, Sorì della Sorda, Sorì della Vigna, Sorì delle Cecche, Sorì di San Calogero, Sorì di San Quirico, Sorì Gabriel, Sorì la Fajà, Sorì la Rocca, Sorì Parisa, Sorì Piadvenza, Sorì Pucia del Bric, Sorì Sant’Eurosia, Sorì Santa Lucia, Sorì Teologato, Sorì Vigna della Lepre;

nella designazione e presentazione dei vini la denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione “vigna” a condizione che sia rivendicata anche la “menzione geografica aggiuntiva” e purché:

  • le uve provengano totalmente dal medesimo vigneto;
  • tale menzione sia iscritta nella “Lista positiva” istituita dall’organismo che detiene l’albo dei vigneti della denominazione;
  • coloro i quali, nella designazione e presentazione dei vini “Diano d’Alba” o “Dolcetto di Diano d’Alba” intendono accompagnare la denominazione di origine e la menzione geografica aggiuntiva con l’indicazione della vigna, abbiano effettuato la vinificazione delle uve e l’imbottigliamento del vino;
  • la vinificazione delle uve e l’invecchiamento dei vini siano stati svolti in recipienti separati e la menzione “vigna” seguita dal toponimo sia stata riportata nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento;
  • la menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo sia riportata in caratteri di dimensione inferiore o uguale al 50% del carattere usato per la denominazione di origine;

per tutte le tipologie previste dal presente disciplinare è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
è ammesso per i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba», il confezionamento nei recipienti consentiti dalla normativa vigente con l’esclusione del contenitore da 200 cl.;
le bottiglie in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata e garantita «Dolcetto di Diano d’Alba» o «Diano d’Alba» Superiore con menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale per la commercializzazione devono essere di capacità inferiore ai 500 cl. Tuttavia è consentito al solo scopo promozionale o in concomitanza di particolari eventi, l’utilizzo dei contenitori fino a 1000 cl.;


legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
Il Dolcetto di Diano nasce nelle langhe, termine che secondo alcuni studiosi deriverebbe da “Langues” che non sono altro che delle lingue di terra che si estendono in un vivace gioco di profili, modulati dal mutare delle stagioni. Dal punto di vista geologico, le Langhe hanno origine nell’Era Terziaria o Cenozoica, iniziata quasi 70 milioni di anni fa. Le Arenarie bianche caratterizzano il comprensorio di Diano, sulle colline alte a dominare il fiume Tanaro È il vino che prende nome da un piccolo borgo a sud di Alba, allungato su di una collina a quasi 500 metri s.l.m. che domina da un lato la città, dall’altro l’antica via di comunicazione per la Liguria e dal terzo lato le colline che digradano verso la pianura che s’intravede in lontananza; una posizione strategica dunque, sfruttata da tutte le popolazioni che anticamente l’hanno abitata, prima i Liguri e poi i Romani, dai quali forse deriva il nome stesso del luogo, dedicato alla dea della caccia Diana, che ricorda i tempi in cui queste colline erano ancora ricoperte di boschi fitti e misteriosi. Si ottiene dal vitigno Dolcetto vinificato in purezza e coltivato secondo i metodi tradizionali dell’albese.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
A Diano il vitigno dolcetto trova le condizioni ideali per esprimere un vino di particolare pregio. Delicato ed esigente in fatto di esposizione, precoce ed amante delle forti escursioni termiche, ha trovato sulle coste più alte e soleggiate di questo paese il suo ambiente ideale, ricacciando il bosco nei fondovalle ed il nocciolo sui versanti meno favorevoli.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
La predilezione dei produttori vinicoli di Diano per questo vitigno e l’esperienza tramandata nelle generazioni ha individuato nel tempo così bene le posizioni migliori per i vigneti che è stato possibile delimitarle con precisione fin dal 1988; si chiamano Sörì, che in dialetto piemontese sta per “luogo solatio” e sono 76 in tutto le aree più vocate alla viticoltura, interamente comprese nel comune di Diano d’Alba.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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