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DegustazioniIl vino nel bicchiere

Mannaja Cane 2020 La Regina del Quartuccio

Mannaja Cane 2020 La Regina del Quartuccio

Vi ricordate dell’Estremo? Ve l’ho raccontato qui all’inizio dell’estate 2021, un vino nato dalla volontà di Remo Bartolomei di “tornare alle origini” dell’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone. Il Mannaja Cane segue un proprio percorso, ma anch’esso si fregia di uve prodotte in quell’areale del Viterbese dove stanno accadendo cose egregie, sia nel campo squisitamente enoico che nella qualità della ristorazione.
Parliamo di sangiovese, violone e aleatico, da vigne di 35 anni situate a un’altitudine di circa 300 metri. Subisce macerazione per una settimana e affina 6 mesi in botti di vetroresina.
Basta accostarlo al naso per sentirsi trasferiti nella tradizione vinicola laziale, dove l’osteria era il locale più frequentato e amato, sia da chi sostava per una pausa dal lavoro, sia dal turista che voleva assaggiare i piatti tipici accompagnati da un vino scorrevole, godibile, senza pretese.
Oggi, ovviamente, il vino è fatto con tecniche migliori di un tempo, si presta maggiore attenzione ai vari passaggi in cantina, tenendo lontani possibili rischi ossidativi o derive dovute a scarsa cura nell’ambiente.
L’Estremo lo aveva ampiamente dimostrato, il Mannaja Cane lo conferma: dentro quello slancio vinoso affiorano fiori rossi carnosi, frutta succosa (ciliegia, amarena, ribes, pesca).
Al palato è coerente, con buona vena acida e un gusto diretto, senza fronzoli, che stimola l’appetito verso salumi e formaggi di territorio, cannelloni al ragù, carni alla griglia. E la bottiglia si svuota velocemente…

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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