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Il vino nel bicchiereSimposi

Verticale Nebbiolo Giulia 2013-2009 di Enrico Crola

Enrico Crola

Enrico Crola viene dall’informatica, si percepisce molto bene sia dagli intercalare mentre dialoghiamo (ad esempio dice spesso “corretto”), ma anche dalla sua visione aziendale.

Cantina Enrico Crola

La cantina di recentissima costruzione, inaugurata poche settimane fa e da me visitata poco prima, mette in evidenza la sua attenzione meticolosa ad ogni particolare, la tecnologia si deve fondere alla natura, sia nell’edificio, ecocompatibile, in gran parte prodotto con legno grezzo (larice) e grandi vetrate, ma provvisto di materiali che consentono di mantenere un’umidità controllata e un ambiente insonorizzato, interamente autonomo grazie all’installazione esterna di un pannello fotovoltaico di ultima generazione, denominato Smartflower, interamente automatizzato, capace di sfruttare al 100% le radiazioni solari e di chiudersi fino a diventare un palo di modeste dimensioni durante la notte; sia in vigna, dove nulla è lasciato al caso ma si lavora puntando a ridurre al minimo gli interventi in caso di attacchi parassitari o fungini.

Vigneti Enrico Crola

L’azienda si trova a Mezzomerico, nel cuore delle Colline Novaresi, circondata da vigneti e boschi; la produzione comprende tre diversi vini: Hallé Rosé, un nebbiolo spumante metodo classico, il primo prodotto in Alto Piemonte; il Colline Novaresi Vespolina, ottenuto da uno dei vitigni simbolo del territorio e il Colline Novaresi Nebbiolo Giulia che rappresenta il vertice della produzione.
Avendo avuto modo in passato di degustare questo nebbiolo, iniziando proprio con la 2009, prima annata prodotta, ho avuto la netta sensazione che sia un vino con grandi potenzialità, capace di evolvere a lungo, alla stregua di un Ghemme, un Boca, un Fara o un Sizzano.
La verticale di tutte le annate prodotte fino ad ora, cinque, è a mio avviso un ottimo strumento per comprendere la qualità di questo vino.

Verticale Nebbiolo Giulia

Colline Novaresi Nebbiolo Giulia 2013 – Gradazione 13%
Ha colore granato luminoso e trasparente con riflessi rubini; accostato al naso ci offre i profumi della fase iniziale, quando è ancora giovane, ciliegia, lampone, fragolina di bosco, un tuffo agrumato e piacevoli ricordi floreali di viola e rosa scura.
Al palato ha attacco preciso, freschissimo, con un bel tannino vibrante ma ben calibrato; anche all’assaggio torna la sensazione agrumata, è un vino che gioca bene sulla finezza, un tipico nebbiolo dell’Alto Piemonte, elegante, fresco, mai sovraccarico. Evolverà bene.

Botti azienda Enrico Crola

2012 – Gradazione 13%
Il colore è più o meno lo stesso, sempre molto luminoso e trasparente, il bouquet ha impatto più caldo, rotondo, con una ciliegia molto bella incastonata in un cuore d’arancia rossa, sotto c’è la rosa, la zagara, rintocchi boschivi, una sfumatura di tabacco biondo e una punta di vaniglia.
Il sorso rivela una condizione già più equilibrata della 2013, l’anno in più gli ha dato il vantaggio di godere di una prima fase evolutiva, giocata tra freschezza e rotondità, il frutto è fragrante con qualche guizzo più maturo, un’impronta salina accentua il passo; vino completo e presto complesso, apprezzabile ora ma esaltante in futuro.

Vigneto Enrico Crola

2011 – Gradazione 13,5%
Torniamo alla gradazione del 2013, comprensibile poiché l’annata è stata piuttosto calda, ma sempre entro limiti più che accettabili, del resto le vigne sono collocate in un’area ben ventilata, protette dal bosco.
Ha colore granato trasparente, bouquet dall’impatto prima leggermente floreale, poi spostato sul frutto, ciliegia e lampone sotto spirito, leggera amarena, liquirizia, non manca quella caratteristica sfumatura agrumata che sembra marcare tutti i vini, l’impressione è di grande pulizia espressiva.
Come mi aspettavo la freschezza non manca neanche in questo caso, molto ben definito anche il tannino, mai teso, la polpa è piacevole, succosa, spinge a berne, il finale sapido e una sostanza profondamente territoriale confermano l’ottima qualità di questo vino.

Enrico Crola2010 – Gradazione 13%
È la terza volta che scrivo di questo millesimo, la prima è stata quando è uscito, nel 2012, poi ne ho riscritto all’inizio dello scorso anno; rispetto alla 2009 ha avuto il privilegio della prima spremitura soffice grazie ad una pressa pneumatica acquistata poco prima, inoltre circa un terzo del vino è stato affinato in barrique.
Mantiene ancora un buon colore granato con unghia appena più scarica; il profumo è complesso e affascinante, c’è sempre un filo conduttore che lega ogni annata, sia nelle sfumature agrumate che nella tonicità del frutto, ora si aggiunge il cacao, una bella vena balsamica, cardamomo, cocco, vaniglia, sottobosco.
Ottimo equilibrio al palato, freschezza e tannino ben integrato, il legno, va detto, è sempre dosato molto bene, anche nelle annate più giovani. Frutto e spezie si alternano rendendo il sorso intenso e profondo, le promesse che avevo presupposto nelle precedenti degustazioni si sono avverate, oggi abbiamo un grande nebbiolo da degustare a tavola con le persone più care.

2009 – Gradazione 13%
Prima annata in casa Crola, in coincidenza con la nascita della figlia Giulia, la nuova cantina era solo in fase di progettazione, il vino non ha fatto legno ma solo acciaio.
Ciò nonostante ha dimostrato ugualmente di saper reggere il tempo, del resto si tratta di nebbiolo, allevato con attenzione meticolosa ad ogni particolare. Lo riassaggiamo a distanza di cinque anni: ancora un buon granato pieno, dopo una leggera riduzione il vino si schiude a note di ciliegia e prugna mature, pepe, liquirizia, cacao, leggerissima menta, fiori macerati.
L’impatto gustativo rivela un vino con ancora notevole verve, ha guizzo felino, meno armonico delle annate successive (il legno serve anche a questo) ma con una grinta e una persistenza davvero notevoli. Il suo percorso non è ancora finito.

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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