I vini dell’Alto Adige incontrano il mare di Napoli

Un’interessante panoramica sulle diverse realtà altoatesine è stata presentata nella città di Napoli lo scorso 6 ottobre da parte del Consorzio Vini dell’Alto Adige.
Un piccolo excursus che vuole raccontare la panoramica di questa piccola e variegata realtà; infatti pur occupando una superficie vitata di appena 5.500 ettari, la zona di produzione vinicola dell’Alto Adige presenta una varietà di vitigni considerevole, con una netta prevalenza della bacca bianca che si attesta su una percentuale del 62%, di vini bianchi prodotti, rispetto a un 38% di vini rossi.
La combinazione perfetta fra clima, posizione, terreni e persone crea condizioni uniche facendo sì che il terroir dell’Alto Adige abbia il potenziale giusto per dare vita a vini inimitabili, nati e prodotti là dove si intersecano la vegetazione e la cultura alpina e mediterranea.

Più di 20 vitigni esaltano tutto il loro potenziale di gusto, con il 98% dei vini prodotti tutelati dalla DOC, segnale non solo della qualità dei prodotti, ma anche del fatto che in Alto Adige la viticoltura e tutto il settore vitivinicolo, sono un pilastro importante del tessuto sociale e culturale.
Il Consorzio Vini Alto Adige è nato nel 2007 come piattaforma comune per promuovere la distribuzione e l’immagine dei vini altoatesini; ne fanno parte le cantine sociali, le tenute e i vignaioli indipendenti del territorio.
Un viaggio raccontato da Eros Teboni, Certified Sommelier della Court of Master Sommelier, coadiuvato dai rappresentanti delle cantine di Cortaccia e di Haas, rispettivamente Paul Tauferer (Sales manager Cantina Kurtatsch – Cortaccia) e Andi Punter (Sales & Marketing Director – Export at Franz Haas S.r.l.).

Ben dieci le etichette in degustazione, si inizia con l’Alto Adige Pinot Grigio Impronta del Fondatore 2019 di Santa Margherita, siamo in Bassa Atesina, nel calice emerge l’esuberanza del frutto, con note di pera e mela in prevalenza, un vino consistente e dalla struttura piena.
Ancora un 2019, stavolta ci spostiamo in Valle Isarco con l’Alto Adige Valle Isarco Kerner di Taschlerhof, un kerner, che deriva dall’incrocio fra Riesling e Trollinger (Schiava), un vino austero e verticale, con aromi di agrumi ed erbe aromatiche; di buona sapidità al palato, lungo e persistente al sorso.

Andiamo in Val Venosta con l’Alto Adige Val Venosta Pinot Bianco 2017 di Falkenstein, un vino di montagna, elegante e avvolgente, con una bella precisione del frutto, di grande verticalità e persistenza. L’Alto Adige Chardonnay Ateyon 2019 di Weingut Loacker, profuma di kiwi giallo, papaya, molto cremoso e avvolgente.

Con l’Alto Adige Sauvignon Passion 2018 di Cantina San Paolo siamo nella frazione di San Paolo del comune di Appiano, il vino è ampio e complesso, con una nota di ortica e di fiori di sambuco particolarmente evidenti.

Si lascia la bacca bianca e si passa alla Schiava, con l’Alto Adige Santa Maddalena Classico Huck am Bach 2019 di Cantina Bolzano. Un vino snello e godibile, versatile e perfetto anche sulla cucina di mare; un piccolo saldo di Lagrein che gli dà rotondità, un bel soffio floreale seguito da sentori di foglie di tè e fruttato di lampone, succoso, scorrevole e di grande bevibilità.

Si passa poi all’Alto Adige Pinot Nero Schweizer 2017 di Franz Haas, un grande classico, ancora giovane e nervoso, bisognoso di tempo per esprimersi in modo coinvolgente. Il Pinot Nero “Schweizer” è la selezione di diversi vigneti, posti tra i 350 e i 700 metri sul livello del mare. Rivela un bouquet odoroso di sottobosco, tabacco e cuoio, in secondo piano note floreali di rosa, fruttate di lampone e speziate di pepe e liquerizia. Al palato è di buon corpo con tannini setosi e di grande finezza.

Altro grande classico a bacca bianca, l’Alto Adige Sauvignon Voglar 2014 di Dipoli, un Sauvignon dove le erbe aromatiche sono protagoniste, con una coinvolgente nota balsamica che gli dona freschezza; ricordi di agrumi canditi e sfumature minerali ne completano il profilo. Coinvolgente e lungo.

Ancora un classico, l’Alto Adige Chardonnay Sanct Valentin 2016 di Cantina Produttori San Michele Appiano, uno chardonnay ampio e caldo, dove la dolcezza della frutta la fa da padrone; ricco, lungo e avvolgente.
Il viaggio termina con le note dolci dell’Alto Adige Gewürztraminer Riserva Brenntal 2017 di Cantina Kurtatsch.

Il Gewürztraminer è una varietà esigente, che predilige posizioni calde e ventilate, con terreni argillosi profondi, propri della zona di Brenntal a nordovest dell’abitato di Cortaccia. Già nel nome stesso – “Brenntal” vuol dire “valle che brucia” – si legge il clima di questa zona. Il vino che ne deriva esprime una sua sfaccettata struttura aromatica, dove emergono note floreali di rosa e lavanda, fruttate di litchi, mango e scorza d’arancia. Complesso e strutturato al palato.
Una presa di coscienza e la voglia di non fermarsi, un’iniziativa interessante che intende promuovere la versatilità e il potenziale di invecchiamento della produzione enologica altoatesina, coinvolgendo e accompagnando i ristoratori e gli operatori del settore alla scoperta del grande potenziale gastronomico dei vini dell’Alto Adige.
Fosca Tortorelli


