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Filippo Antonelli, il turismo esperienziale come volano dell’economia del territorio

Filippo Antonelli
Filippo Antonelli

Filippo Antonelli, produttore e Presidente del Movimento Turismo del Vino Umbro, si muove a favore e a sostegno dell’Enoturismo, incoraggiando l’attività nel suolo umbro; attraverso la sua stessa realtà vitivinicola si fa promotore di un concetto di turismo esperienziale, capace di contribuire in modo positivo al rilancio del mercato del vino Italiano.
La sua filosofia si base in primis sul dialogo sinergico tra le diverse realtà e istituzioni, creando pacchetti ad hoc tali da racchiudere tutta la filiera.

Vista della valle umbra da Montefalco
Vista della valle umbra da Montefalco

La sua azienda si trova a pochi passi da Montefalco, in località San Marco, proprio nel cuore della denominazione del Sagrantino. Un casale immerso in 175 ettari suddivisi tra 50 di vigneti, 10 di oliveti, 40 di bosco di alto fusto e 50 di seminativi.
La cantina di vinificazione si trova al centro dell’azienda e sotto l’antica casa padronale, una cantina moderna organizzata nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale; la sala di fermentazione sotterranea si sviluppa su due livelli, in modo da consentire la vinificazione e la svinatura per gravità.

Antico torchio nel complesso di San Francesco
Antico torchio nel complesso di San Francesco

Anche l’area destinata all’affinamento in bottiglia e la bottaia sono stati realizzati sotto il livello del terreno per garantire ai vini una temperatura sempre costante.
Poche e semplici regole distinguono la filosofia di Filippo Antonelli, la cui cura e attenzione parte dal campo, attraverso un attento lavoro in vigna, con estrazioni delicate e uso moderato di legno medio-grande.
Non mancano quindi nella sua proposta enoturistica, numerosi spunti, che legano la realtà del sagrantino e della sua azienda con le bellezze del territorio. Parlare di Vino implica anche conoscere i luoghi di arte e cultura che da sempre ne hanno caratterizzato la crescita.

Affreschi di Benozzo Gozzoli
Affreschi di Benozzo Gozzoli

Nel caso del Montefalco Sagrantino, come scriveva Cipriano Piccolpasso nel lontano 1565, “… Il luogo è bello, posto sopra un colle molto vago et di bellissima veduta, raccoglie delicati frutti et grano et vino da vendere…”. Imperdibile quindi la visita alla cittadina di Montefalco, anche detta la “ringhiera dell’Umbria” che si affaccia sulla valle Umbra con vista su Spello, Perugia, Assisi, Trevi fino a Spoleto.

Cucina in cantina

Un borgo di grande interesse storico e culturale, dove si possono ammirare gli affreschi di Benozzo Gozzoli, che nel 1452 venne chiamato dai francescani ad affrescare l’abside della loro chiesa, oggi museo civico fra i più importanti del centro Italia; oltre al primo esempio di torchio di pietra, che si trova nelle antiche cantine dei Frati Minori Conventuali di Montefalco, venute alla luce durante gli ultimi lavori di restauro e allestite con materiali del XVIII e XIX secolo, legati alla lavorazione delle uve e alla produzione vinicola. La produzione di vino da parte dei frati risulta documentata nello Statuto Comunale del 1692, in cui si danno indicazioni relative alla vendita e si citano le suddette cantine come “le più grandi di Montefalco”, da qui si evince il legame profondo che unisce l’arte e la vita quotidiana. Dunque cultura e società, mondo del vino e mondo della pittura rappresentano in pieno il territorio Umbro.

Giorgione Barchiesi

Ma le sinergie non finiscono qui e grazie a Filippo Antonelli è possibile vivere anche a tavola il legame tra vino e territorio; testimonial di eccezione è Giorgione – Giorgio Barchiesi – personaggio televisivo e oste verace, che accoglie con il sorriso tutti gli avventori della sua locanda il Alla Via di Mezzo, proprio nel cuore di Montefalco. “Io non sono uno chef, sono solo uno che fa mangiare la gente”, queste le parole concrete e spontanee che rendono l’esperienza gastronomica conviviale e genuina. Un menù predefinito dove un grande antipasto fa da portavoce alle eccellenze del territorio umbro, arricchite da incursioni di fuori regione, ma che in seconda battuta rende omaggio a piatti della gastronomia locale, che vedono il rosso di Montefalco o lo stesso Sagrantino, parte integrante o accompagnamento delle diverse preparazioni.

Entrata al Ristorante Via di Mezzo
Entrata al Ristorante Via di Mezzo

Ma l’instancabile Filippo non ha trascurato alcun dettaglio e per rendere l’esperienza a 360 gradi, ha sviluppato, all’interno della sua azienda dei divertenti e istruttivi percorsi di cucina.
Pensati per Italiani e stranieri, in una moderna ma tradizionale cucina, tra fornelli e forno a legna, si svolgono le lezioni, tenute da un team di esperte cuoche casalinghe, coordinato da Wendy Aulsebrook, dove si approfondiscono le ricette del territorio e la conoscenza delle materie prime e di particolari tecniche di cottura, come la tradizionale torta al testo.
Un modo divertente e professionale per imparare a cucinare in uno scenario di naturale bellezza, oltre che approcciarci in modo diverso ai vini del territorio.

Wendy Aulsebrook
Wendy Aulsebrook

Tanti gli spunti dunque e le peculiarità, non da ultimo l’interessante progetto che Filippo sta portando avanti sul Trebbiano Spoletino, che può essere una grande occasione di crescita per il territorio. Promuovere due vitigni autoctoni così forti, uno bianco ed uno rosso, può essere una grande opportunità. Altro progetto futuro è sicuramente quello di individuare le diverse espressioni del Sagrantino nel territorio di Montefalco in base alle diverse esposizioni, ai versanti e alla composizione del terreno.
Il sagrantino è senza dubbio il vitigno più rappresentativo dell’Umbria, dalle importanti concentrazioni polifenoliche, è quindi una materia prima ideale per vini di grande struttura e longevità.
L’azienda Antonelli San Marco produce un totale di trecentomila bottiglie, di cui trentamila circa di Montefalco Sagrantino Docg.

Altri vini Antonelli San Marco

Il Sagrantino, così come il rosso, ha ancora tanto da esprimere ed è fondamentale approfondire le sue potenzialità, oltre al fatto di constatare come oggi si sta andando verso una ricerca di maggiore scorrevolezza e bevibilità, tale da renderlo fruibile nel breve periodo e non necessariamente dopo anni.
È il caso de Il Contrario, un Umbria Rosso IGT 2015, prodotto con Sagrantino 100%, ma cercando di interpretare diversamente questa varietà; l’uva viene infatti coltivata e vinificata in maniera tale
da esaltarne le peculiarità aromatiche più fresche e da ottenere un vino godibile sin da giovane. Viene vinificato in acciaio, con un successivo passaggio in cemento. Un vino gioviale e intenso, caratterizzato da toni fruttati di ciliegia, mora ed erbe mediterranee, fresco e scorrevole al palato, riflette perfettamente la volontà di farne un vino meno impegnativo, ma elegante e gradevole.
Nonostante l’annata non facile, vista la piovosità in eccesso, il Montefalco Sagrantino 2014, si difende in modo esemplare. All’olfatto è ampio e succoso, esprime nuance fruttate di ribes nero, a cui succedono tinte speziate di cardamomo, ginepro e radice di liquirizia; profondità ed equilibrio al sorso, caratterizzato da buona struttura e sapidità. Discorso diverso per il Sagrantino Montefalco Chiusa di Pannone 2012, una selezione di Sagrantino proveniente dall’omonimo vigneto situato a 400 metri s.l.m. ed esposto a sud con un suolo di matrice argilloso calcareo.
Carico e concentrato all’olfatto, caratterizzato da frutta nera, come mora e mirtillo, a cui fanno seguito note di china, tabacco e cioccolato; al palato si confermano le sensazioni olfattive, senza dubbio un vino deciso e persistente.

Vini Antonelli San Marco

Chiude la batteria una vera chicca, Montefalco Sagrantino Passito 2004, un vino che esprime tutta la sua sacralità, vino dolce ottenuto dall’appassimento dell’uva sui graticci. Cattura per i suoi profumi densi e profondi, una incredibile complessità che regala ad ogni olfazione sfumature sempre diverse, spaziando da note di frutti di bosco a tinte speziate di noce moscata, caffè e pasticceria. Lungo e coinvolgente al palato.
Una realtà virtuosa quella di Filippo Antonelli, che oltre a strizzare un occhio al territorio e alla sua crescita attraverso la spinta del turismo esperienziale, si mostra sensibile e attento aIl’ambiente e alla sostenibilità, sposando il Bio come filosofia produttiva.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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