Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2025: le nuove annate presentate in Fortezza

Negli ultimi anni a Montepulciano si sta lavorando per tradurre in pratica il lavoro di rinnovamento che vede come capofila il progetto “Pievi”, di cui ho scritto qui, ma che in apposito articolo presenterò attraverso la prima degustazione per la stampa dell’esordiente annata 2021 e delle successive.
Non poteva essere altrimenti, visto che in molte denominazioni toscane sono fioccati in meno di un decennio, distretti biologici, Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), modifiche importanti ai disciplinari che puntano all’esclusione o alla riduzione della presenza di uve internazionali (vedi ad esempio Chianti Classico Gran Selezione).
Se da una parte si punta all’eccellenza con le Pievi, il Nobile nelle vesti annata, Selezione e Riserva non può certo rimanere indietro. Del resto i numeri ci dicono che circa il 70% dell’economia locale arriva dal vino, che su 16.500 ettari di superficie comunale, il 16% sono vitati (circa 2.000 ettari). Di questi quasi 1.200 sono iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre circa 390 sono gli ettari iscritti a Rosso di Montepulciano Doc. Sono coinvolti oltre 250 viticoltori (circa 90 gli imbottigliatori, dei quali 81 associati al Consorzio dei produttori), circa mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. I dati forniti dal Consorzio ci dicono che nel 2024 sono state immesse nel mercato 6,7 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,3 milioni di Rosso di Montepulciano.

Comunque non è facile mettere tutti d’accordo e cambiare direzione, per ora il Nobile non Pieve continua a prevedere sangiovese minimo al 70% e per la restante parte uve idonee consentite dalla Regione Toscana, che lasciano ampio margine di scelta, compresi i vitigni internazionali. Ma il progetto Pievi, che a mio avviso funzionerà, potrebbe contribuire a un ulteriore passo avanti di tutta la denominazione.
Le annate in degustazione quest’anno, come di consueto alla Fortezza Medicea di Montepulciano, erano la 2022 e la 2021 per la Riserva, a cui si sono aggiunte un po’ di annate precedenti che tradizionalmente vengono proposte alla stampa come opportunità per capire l’evoluzione di questo storico vino.
Per quanto riguarda l’andamento climatico della 2022 possiamo dire che l’inverno è stato caratterizzato da una piovosità estremamente ridotta (solo 80mm) e da un febbraio più caldo del solito.
La pioggia si era presentata negli ultimi tre mesi del 2021 (250 mm) dopo un lunghissimo periodo di siccità, su terreni ormai secchi e non in grado di assorbirla, quindi la situazione che si è presentata a inizio primavera non era delle migliori, soprattutto per i vigneti collinari dove l’acqua non è penetrata in profondità.
Per fortuna Aprile è partito più equilibrato con temperature e piovosità nella norma, ma da maggio a luglio le temperature sono state decisamente superiori alle medie storiche (rispettivamente +2,5°C, +4°C e +3,2°C), inoltre la pioggia è tornata a scarseggiare a maggio e giugno, mentre a luglio è stata nella norma.
Ad Agosto c’è stata una discreta piovosità, mentre a settembre la temperatura è stata più mite con abbondanti piogge nell’ultima settimana, quando la maggior parte dei produttori avevano già vendemmiato. Di fatto è stata un’annata decisamente anticipata, con precipitazioni nella media annuale ma mal distribuite, infatti il 35% delle piogge si è concentrato negli ultimi 4 mesi. In ogni caso gran parte dei vigneti sono stati in grado di compensare e non andare in stress idrico.
A favore dell’annata, una quantità più bassa della media ma più abbondante della 2021, con presenza estremamente bassa di patogeni e parassiti, testimoniata da uve sane e con una maturazione tecnologica e fenolica in sintonia.
LA DEGUSTAZIONE

Ci tengo a sottolineare che le 37 aziende presenti non possono essere considerate rappresentative di tutto il comparto produttivo poliziano, sebbene in linea di massima assenti e nuovi ingressi riescono a compensarsi (nel 2010 erano solo 29). Quest’anno mancavano nomi presenti in edizioni precedenti come Avignonesi, Salcheto, Dei, Podere Sanguineto, Croce di Febo, il Conventino, Fanetti, la Combàrbia, Canneto e altri. In parte questo si può spiegare sulla base del fatto che molte aziende non hanno ancora aderito al progetto Pievi, che parte di esse non avevano i vini pronti e hanno preferito non presentarli. Resta il fatto che non sarebbe male se si riuscisse ad alzare l’asticella delle presenze alla più importante degustazione organizzata dal Consorzio del Vino Nobile.
Nel complesso la degustazione ha messo in evidenza che ci troviamo di fronte a un’annata che chiede tempo per comporsi, difficile da inquadrare oggi, ma fatico a condividere la valutazione a cinque stelle fatta dal Consorzio, non mi sembra ci siano i presupposti per una grande annata, sicuramente meritevole ma dove la differenza la fanno le zone e i produttori.

2022
Le Bèrne: si esprime all’olfatto con buona freschezza di frutto, tanta ciliegia, amarena e ribes, anche lampone e viola; al palato è leggermente pungente, tannino ancora restio a distendersi, l’acidità è ben presente ma deve ancora integrarsi, la finezza c’è ma è da aspettare.
Fattoria Svetoni: naso con leggera spinta alcolica, frutto sotto spirito, fragolina di bosco e ribes, rabarbaro, toni boisé; in bocca è asciutto, non ancora in equilibrio, ha un buon frutto, tannino leggermente polveroso, finale amarognolo.
Pagliareto, Lunadoro: attacco decisamente boisé, dolce, poi si libera in parte al frutto, visciola e prugna, oliva, una punta di caffè, menta; al palato conferma la necessità di assorbire il legno.
Guidotti: naso più libero e divertente, frutto ben espresso, qualche erba aromatica, timo in particolare; anche al palato rivela una buona condizione, fresco ma non pungente, essenziale nel tannino, polpa piacevole e senza dolcezze o percezioni legnose.
Podere Lamberto: materia interessante ma ancora imbrigliata dal legno, vaniglia molto evidente, sotto c’è il frutto rosso e cenni pepati.
La Spinosa, Il Molinaccio di Montepulciano: naso fine e pulito, tutto incentrato sul frutto, ribes, susina, effluvi di nocciola, ma anche una leggera speziatura; al palato conferma una buona definizione, sapido, fresco, buona trama tannica, molto piacevole.
La Braccesca: di stampo più intenso, pieno, molto fruttato, anche floreale, senza pungenze, al palato è piuttosto serrato, astringente, si sente anche il legno, il tannino non è ancora integrato, molto indietro in bocca, finale per ora disarmonico.
Le Bertille: naso fine e generoso, ciliegia, rosa e lampone, erbe aromatiche; al palato emergono le spezie, un linguaggio un po’ diverso, interessante, deve fare ancora un po’ di bottiglia ma promette, ha personalità.
Arya, Manvi: legno, cacao, resina, pepe e poi arriva il frutto. Bocca corrispondente, ancora non del tutto aperto chiede tempo e assestamento per rivelarsi.
Linea Redi, Vecchia Cantina di Montepulciano: si percepisce una materia importante, compattezza, radici e resine; al palato è abbastanza lineare, non è freschissimo, però ha una buona progressione.
Tenuta Calimaia, Marchesi Frescobaldi: colore profondissimo, tra i più impenetrabili, molto boisé, sotto c’è frutto, viola, noce; bocca asciugante, materia ancora contratta che chiede molto tempo per liberarsi.
Signore del Greppio, Vannutelli: equilibrato, legno ben gestito, frutto scuro ma anche arancia sanguinella, ribes e macchia mediterranea; al palato ha una bella freschezza, è ben integrato e questo gli dà piacevolezza e buona profondità.
Crociani: naso fine e pulito, molto sincero, con una buona espressione di frutto, mora, ciliegia nera, erbe aromatiche e spezie fini; al palato ha giusta freschezza, ottimo equilibrio, frutto e spezie che tornano e una bella vena sapida, senza alcuno spigolo, si gode a berne già ora.
Poliziano: ora giocato più in sottrazione, legno meglio gestito che in passato, note di mora, prugna e senape; al palato ha freschezza, tannino ancora in tensione, la materia si fa notare per qualità, la speziatura è ben presente, uno stile rivisitato e adattato ai nostri tempi.
Alboreto, Talosa: balsamico, diritto, forse un po’ voluto; anche al palato conferma uno stile specifico, qui si coglie un frutto intenso, tracce boisé, finale leggermente amaricante.
Boscarelli: bel naso elegante, rosa, viola, ciclamino, con un frutto pulito e fine, una speziatura appena accennata; al palato è fresco, con un bel tannino vivo ma non astringente, buona risposta fruttata, ancora giovane ma molto promettente, tra i migliori.
Tenuta di Gracciano della Seta: naso di viola, ciliegia, prugna, marasca, arancia rossa, di bella intensità ed eleganza; palato coerente, c’è materia ma ben gestita, intenso e lungo, ampio, con una freschezza perfettamente integrata, notevole.
Antico Colle: una materia quasi leggera fatica a trattenere il legno, che a tratti fa capolino sia al naso che al palato, dove tende un po’ ad asciugare.
Poggio alla Sala: naso con un bel frutto pieno, ciliegia, leggera mora, erbe aromatiche, zenzero; bocca corrispondente, non ampia e forse poco mobile ma indubbiamente piacevole.
Santa Caterina, Tenuta Trerose: naso non coperto, piacevole c’è un buon frutto, mora e prugna e una leggera componente di erbe aromatiche; al palato è molto buono, fine, slanciato, scorrevole, buona espressione di frutto, vino preciso, di notevole bevibilità.
La Ciarliana: materia, legno da assorbire, mora e cacao, liquirizia, oliva nera; freschezza e tensione caratterizzano l’approccio gustativo.
Tenuta Valdipiatta: se all’olfatto riesce ad esprimere un buon frutto e una certa attrattiva, al palato si concede meno, per ora ha ancora il freno tirato.

SELEZIONE 2022
Vigna d’Alfiero, Tenuta Valdipiatta: molto, troppo boisé al momento, peccato perché è un vino che spesso sulla distanza recupera molto bene rivelando una personalità forte e coinvolgente, da aspettare assolutamente.
I Quadri, Bindella Tenuta Vallocaia: si sente la qualità della materia, c’è intensità già al naso, un vino che esprime colore ed energia, in continua progressione, da non perdere di vista.
2021
Il Macchione: si apre lentamente, amaretto, ribes, lampone, liquirizia; al palato il frutto è maturo e la speziatura è dolce, ciò non di meno c’è ancora una certa tensione a rendere la sensazione interlocutoria, non così scorrevole ma proprio per questo stimolante.
De’ Ricci Cantine Storiche: naso con una bella espressione di frutto, ciliegia, anche floreale, viola, poi fragola e pepe; in bocca è fresco, frutto preciso, bella spinta, ha una bevibilità trascinante, pulito, fine, succoso, davvero godibile.

Pasiteo, Fassati: naso strano, quasi di vernice, tempera, poi tracce ematiche, il frutto si esprime dopo concentrandosi su mora e prugna; al palato è ancora segnato dal legno, tannico e desideroso di attesa.
Villa S.Anna: naso piuttosto semplice, fruttato, manca un po’ di ampiezza, al palato è corrispondente, legno presente ma non coprente, frutto, speziatura leggera, rotondo, manca un po’ di slancio e ampiezza.
Vigneto Santa Pia, La Braccesca: frutto scuro, mora, mirtillo, prugna, bocca tornita dal legno, toni sempre scuri, c’è freschezza e al contempo copertura del legno che ne appesantisce la personalità.
2020
Contucci: naso appena maturo, c’è un buon frutto, ribes e mora, speziatura fine, cardamomo; al palato ha buona freschezza, frutta e spezie che tornano, ha finezza e profondità.
Santavenere, Fattoria Santavenere – Casa Vinicola Triacca: naso dai toni fruttati misti a spezie, resina e tabacco; bocca fresca e boisé, non del tutto risolta.
Icario: scuro, ombroso, molto frutto e molto legno; palato intenso e generoso, materico ma forse un po’ distante dai tratti del prugnolo gentile.
Soraldo, De’ Ricci Cantine Storiche: ancora una bella prova da una cantina che farà molto parlare di sé, naso intenso e variegato, abbraccia una sfera ampia di profumi dove emerge la viola, l’iris, la rosa canina, la melagrana, la ciliegia e il ribes; al palato è fresco, ampio, di bella energia, frutto nitido e piacevole, bella lunghezza, materico e complesso, in sicura crescita.
Vigna Scianello, La Ciarliana: decisamente più interessante del Nobile 2022, profilo caratterizzato da una bella speziatura, note di prugna e mela rossa, resina; in bocca conferma lo stesso timbro, c’è freschezza, stile sempre un po’ appesantito ma indubbiamente interessante.
Mulinvecchio, Contucci: naso fine e preciso, bella espressione fruttata, mallo di noce, felce, sottobosco, torna un filo di incenso, liquirizia; al palato è ancora migliore, preciso, di bella finezza, bel frutto succoso, elegante, sapido.
RISERVA 2021
Boscarelli: piccoli frutti e spezie, cumino, incenso, pepe, fine e non sovraccarico, legno ben gestito; al palato è quasi perfetto, fresco, fruttato, speziato, c’è energia, slancio, lunghezza, profondità senza perdere nulla in bevibilità, forse il migliore della giornata.
Ojas, Manvi: rispetto all’Arya il legno è meglio gestito, grazie anche a una materia più articolata e profonda, naso dai toni intensi di mora e frutti scuri, ciliegia matura, balsamico; al palato è ancora in tensione, tannino appena asciugante, manca un po’ di precisione, forse il tempo lo aiuterà a ripulirsi.
Quercione, Lunadoro: ferroso ma anche dolce, boisé, anche al palato procede sullo stesso profilo, perde un po’ in finezza e comunicativa.
Le Bèrne: se da una parte si offre profumato di lavanda e piccoli frutti, dall’altra presenta un corpo ancora in fase di assestamento, con un legno da assorbire e un frutto un po’ coperto, diamogli tempo.
Carpineto: frutto di buona finezza e tracce floreali, anche bergamotto, bocca che spinge sulla speziatura su una base fresca ma non del tutto risolta .
Tenuta di Gracciano della Seta: piacevolmente austero, menta, lavanda, prugna e ribes nero; fresco ma non dolce; in bocca è aperto, vivo, intenso, di bella freschezza e materia rifinita, molto bello e lungo, sapido.

Vallocaia, Bindella Tenuta Vallocaia: lineare, buona espressione di frutto, anche floreale, leggero incenso, ribes e lampone maturo, molto fine; al palato è notevole, fresco, di bell’impatto, succoso, senza asperità.
Tenuta Calimaia, Marchesi Frescobaldi: anche in questo caso spicca per il colore impenetrabile, c’è il frutto, più prugna e ciliegia nera, anche mora; bocca con buona freschezza, ma decisamente in squilibrio, legnoso, sorso per ora faticoso sebbene velato di piacevole sapidità.
RISERVA 2020
Poggio alla Sala: forse una bottiglia sfortunata, ma al naso rimane fermo, non si apre, mentre al palato si mostra ancora squilibrato e poco incline alla distensione.
Simposio, Tenuta Trerose: naso di piccoli frutti parzialmente in confettura, ciliegia in primis, guizzi di rabarbaro e pepe rosa, ricordi di viola e rosa, buona finezza espressiva; al palato ha buona intensità, frutto preciso, freschezza, ottima definizione, spinge a berne.
Vecchia Cantina di Montepulciano: naso di frutto scuro, ginepro, balsamico, mandorla; al palato è abbastanza fresco e senza particolari tensioni.
ALTRE ANNATE – I MIGLIORI
2019
Vigna Vecchia di Famiglia, Tiberini: ottima espressione olfattiva, viola, ciliegia, arancia, ferro, roccia sgretolata; palato fresco, slanciato, al di sopra della media, bella polpa, godibile, ineccepibile.

2016
Selezione Damo, Montemercurio: naso che si apre poco alla volta, rivelando un frutto maturo e una speziatura appena dolce, balsamico, ampio, col passare dei secondi si materializzano molti altri sentori che virano verso l’humus, il tabacco e molto altro; bocca succosa e matura, c’è ancora una buona freschezza, allungo, profondità.
Roberto Giuliani



