Anteprima Valdarno di Sopra DOC 2025: il debutto nel calendario delle Anteprime Toscane

Il Consorzio di Tutela Valdarno di Sopra DOC, guidato da Luca Sanjust, ha scelto di unirsi al calendario delle Anteprime di Toscana 2025, concludendole con una giornata intensa, caratterizzata non solo da assaggi, ma anche da dibattiti e approfondimenti.
La manifestazione, che si è svolta lo scorso 21 febbraio presso l’Auditorium del Borro a San Giustino Valdarno, si è focalizzata su tematiche di grande attualità, trattando questioni come le normative e le necessità di cambiamento, le possibili risposte alla crisi climatica, la resistenza delle viti, la sostenibilità e la biodiversità, per poi lasciare spazio agli assaggi e all’interessante presentazione delle annate 2021 e 2022, condotta brillantemente da Armando Castagno.
Un altro momento significativo della giornata è stata la consegna del “Premio Beatrice Torrini”, accompagnata dalla proiezione in anteprima del trailer del documentario RAI DiVine, dedicato alle storie di cinque donne produttrici di vino.

Durante i momenti di dibattito, è emersa anche la necessità di aggiornare il modo in cui il vino viene raccontato e distribuito, con l’obiettivo di promuovere iniziative che incoraggino il consumo responsabile e contrastino la demonizzazione dell’alcol.
Il Valdarno di Sopra DOC, nonostante la sua giovane età – è nato nel 2011 grazie alla volontà di un gruppo di produttori determinati a valorizzare e tutelare la qualità dei loro vini – si pone con il voler sottolineare la sua linea identitaria; due sono infatti, i principi cardine su cui si basa: la consapevolezza del valore del territorio, che influisce direttamente sulle caratteristiche del vino, e la convinzione che solo l’eccellenza qualitativa possa garantire un’identità distintiva nel mercato globale.
Il disciplinare della DOC si ispira ai confini storici definiti dal Bando di Cosimo III de’ Medici del 1716 e oggi include undici comuni della provincia di Arezzo, dieci dei quali per l’intero territorio, e quattro comuni della provincia di Firenze, anch’essi interamente coinvolti. Un po’ come accade nella riva destra e sinistra di Bordeaux, anche qui il fiume Arno segna una divisione tra i vari comuni, delineando le diverse espressioni territoriali dei vini.
Guardando al futuro, il Consorzio ha introdotto nel 2024 alcune modifiche al disciplinare, puntando sulla menzione “Vigna”, sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sulla certificazione della denominazione come interamente biologica. Questi cambiamenti hanno suscitato un crescente interesse verso il Valdarno di Sopra DOC, come dimostrato dalla partecipazione di quindici aziende delle ventidue aderenti al Consorzio, che hanno presentato in degustazione cinquantaquattro etichette.

Oltre agli assaggi, la giornata è stata arricchita dalla Masterclass dal titolo “Valdarno di Sopra Wines: A Sense of Identity”, condotta dalla MW Susan Hulme. L’obiettivo era quello di mettere a confronto i vini “Vigna” e le nuove tipologie da vitigni autoctoni, evidenziandone le peculiarità territoriali. Dei quattordici campioni selezionati, tre sono stati serviti alla cieca per un esercizio di riconoscimento volto a individuare eventuali differenze e confermare l’identità della denominazione.
Per quanto riguarda le annate, come raccontato da Armando Castagno, la 2021 è stata caratterizzata da una gelata di aprile e da un’elevata acidità, tra le più alte degli ultimi vent’anni. Il risultato è stato quello di vini energici e longevi, con aromi netti ed eleganti. La 2022, invece, è stata segnata da picchi di calore tra luglio e agosto, producendo vini più pronti, ricchi ed espressivi, con acidità sorprendentemente elevate, superiori rispetto alle annate 2020 e 2019.
Dopo le difficoltà climatiche del 2023, che avevano ridotto la produzione del 40-50%, il 2024 si preannuncia come un anno positivo per la denominazione. Grazie a una vendemmia di qualità, il futuro del Valdarno di Sopra DOC appare solido, con una produzione in crescita e un aumento del riconoscimento internazionale.
Di seguito i vini che ci hanno maggiormente colpito:

Valdarno di Sopra Sangiovese L’Ora 2024 Le Pietre
Molto fresco e di carattere floreale. Slanciato e piacevole nel sorso.
Valdarno di Sopra Sangiovese Vigna delle Sanzioni 2023 Vigna delle Sanzioni
Molto intenso e luminoso, fresco e succoso, con note di fragola, cenni floreali di lavanda e glicine. Ampio e dai tannini ben definiti.
Valdarno di Sopra Sangiovese Jubilus Vigna delle Farfalle 2022 Pian del Pino
Un sangiovese dove emergono note fruttate di ciliegia e prugna a cui si uniscono sentori floreali di violetta. Il sorso è piacevole e di buona persistenza.
Valdarno di Sopra Sangiovese Ottantadue 2022 Podere Il Carnasciale
Gioviale, con note floreali e di frutta scura. Agile e godibile al sorso.
Toscana Rosso IGT Carnasciale 2022 Podere Il Carnasciale
All’olfatto si riconoscono le note speziate di pepe e noce moscata, a cui si uniscono sensazioni di tabacco e di frutta scura. Il sorso è delineato dal tannino ben presente e asciugante, che ne definisce il corpo.
Valdarno di Sopra Sangiovese Vigna Ruschieto 2021 La Salceta
Un sangiovese dalla matrice salina, scorrevole, sapido e succoso.
Valdarno di Sopra Sangiovese Riserva Bòggina 2021 Petrolo
Avvolgente e succoso, dal frutto croccante e dal floreale di violetta; lineare e profondo godibile
Valdarno di Sopra Sangiovese Posta Reale 2021 Fattoria Bellosguardo
Piacevole nel suo profilo olfattivo, regala al sorso slancio e freschezza.
Toscana Rosso IGT Il Caberlot 2021 Podere Il Carnasciale
Un Caberlot che profuma di piccoli frutti rossi, spezie e cenni di tabacco. Potente e dal tannino vigoroso e ben presente, persistente e al contempo elegante.
Valdarno di sopra Sangiovese Vigna Polissena 2020 Il Borro
Note scure di spezie e cacao. I tannini sono carezzevoli e donano al sorso compostezza e avvolgenza.
Valdarno di Sopra Sangiovese Vigna dell’Impero 2019 Tenuta Sette Ponti
Un sangiovese dove emerge la matrice fruttata, ricco al sorso con un finale ben definito e piacevolmente elegante.
Valdarno di Sopra Syrah Alessandro dal Borro 2019 Il Borro
Profumi fruttati di fragola e prugne mature ne definiscono l’olfatto, a questi si uniscono ricordi speziati di pepe nero e cenni balsamici. Di struttura, con tannini ben presenti, dal finale intenso e avvolgente.
Fosca Tortorelli



