Statistiche web
Doc e Docg

Le Doc della Puglia: Brindisi


Le Doc della Puglia: Brindisi

Le Doc della Puglia: Brindisi

Brindisi D.O.C. (D.M. 22/11/1979 – G.U. n.111 del 23/4/1980)

zona di produzione
in provincia di Brindisi: comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di Brindisi e Mesagne;

base ampelografica
bianco: min. 80% chardonnay e malvasia bianca, da sole o congiuntamente, possono concorrere alla produzione, da sole o congiuntamente, anche le uve di altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Puglia per la zona di produzione omogenea “Salento-Arco Ionico” max. 20%, ad esclusione dei moscati;
● con menzione del vitigno bianchi (anche spumante): Chardonnay, Malvasia Bianca, Fiano, Sauvignon, min. 90%, possono concorrere, da sole o congiuntamente, anche le uve di altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Puglia per la zona di produzione omogenea “Salento-Arco Ionico” max. 10%;
rosato (anche spumante), rosso (anche novello, riserva): min. 70% negroamaro, possono concorrere alla produzione anche le uve provenienti dai vitigni malvasia nera di Brindisi, susumaniello, montepulciano, sangiovese e le uve di altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Puglia per la zona di produzione omogenea “Salento-Arco Ionico” max. 30%;
● con menzione del vitigno rossi: Negroamaro o Negro Amaro (anche riserva, rosato, rosato spumante), Susumaniello, min. 85%, possono concorrere, da sole o congiuntamente, anche le uve di altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Puglia per la zona di produzione omogenea “Salento-Arco Ionico” max. 15%;

norme per la viticoltura
è consentita, anche con impianti fissi, l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 15 t/Ha e 12% vol. per i vini rossi (12,5% vol. per le versioni Riserva) e 13 t/Ha e 11% vol. per i vini bianchi;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, ivi compresi l’invecchiamento obbligatorio e la spumantizzazione, devono essere effettuate all’interno della zona di produzione, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni e Latiano, in provincia di Brindisi;
i vini “Brindisi” Rosso Riserva, “Brindisi” Negroamaro Riserva, devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve;
i vini “Brindisi” Rosato, Negroamaro Rosato e Bianco, Chardonnay, Malvasia bianca, Fiano e Sauvignon, possono essere prodotti nei tipi Spumante ottenuti per presa di spuma dei corrispondenti vini “tranquilli”, mediante rifermentazione naturale in bottiglia o in autoclave, con l’esclusione di qualsiasi aggiunta di anidride carbonica. Per la presa di spuma può essere utilizzato saccarosio, mosto o mosto concentrato di uve dei vigneti iscritti allo schedario viticolo della denominazione di origine, mosto concentrato rettificato;
è consentito l’arricchimento, nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve dei vigneti iscritti allo Schedario viticolo della stessa denominazione di origine controllata oppure con mosto concentrato rettificato o a mezzo di concentrazione a freddo o altre tecnologie consentite. E’ inoltre consentita la dolcificazione secondo la vigente normativa comunitaria e nazionale;

norme per l’etichettatura
sulle bottiglie e altri recipienti contenenti il vino “Brindisi”, ad esclusione delle tipologie Spumante, deve figurare l’annata di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio