Namo Ristobottega a Tarquinia: un piccolo gioiello in una città ricca di storia

Siamo a Tarquinia, a pochi chilometri dal mare, una cittadina ricca di storia e cultura, uno dei gioielli del Lazio, a un’ora da Roma e, proprio per questo, meta molto ambita, dove poter visitare palazzi storici, ammirare le mura che circondano questa località del viterbese con poco più di 15 mila abitanti.

Si tratta di un antichissimo insediamento etrusco, qui hanno regnato Tarquinio Prisco, Tarquinio il Superbo e Servio Tullio. Tarquinia ha un personale record, infatti è la prima cittadina patrimonio dell’umanità dell’Unesco, ad avere dal 2011 una segnaletica Qr Code per ottenere tutte le informazioni sui monumenti, i luoghi d’interesse e i servizi direttamente sul proprio smartphone.

Ciò nonostante non è semplice trovare una ristorazione di qualità, locali dove si proponga qualcosa di diverso dai piatti tipici laziali o, comunque, preparato con un po’ di originalità e fantasia e un’attenzione alla qualità delle materie prime.

Uno di questi è sicuramente Namo Ristobottega, nato qualche anno fa dalla fantasia di Tiziana, Sonia e Lanfranco, un locale dalle molteplici attività, non solo ristorazione ma anche bottega dove poter acquistare vini e prodotti alimentari a km 0 (ma non solo). Oggi in cucina Tiziana Favi ha un bravissimo partner, l’egiziano Hassan Ismail Jaafar, con il quale sta approfondendo sempre di più la cucina etnica, che va ad affiancare quella tradizionale, rivisitata ma sempre con garbo.

Namo si trova quasi di fronte alle mura d’ingresso a Tarquinia, in verità un po’ defilato, non ci fai caso subito. Oltre alla sala interna dispone di una terrazza dalla quale si può ammirare il mare. Tiziana è romana ma ormai è tarquiniese d’adozione, il marito si occupa della sala ma lei non disdegna di fare capolino fra i tavoli appena ha un attimo di respiro. È una donna dinamica, gioiosa e si vede che ama moltissimo il suo lavoro, i suoi piatti esprimono un garbato talento, originalità e attenzione all’equilibrio dei sapori.
La sala è arredata con gusto e, oltre alla luce naturale che penetra dalla terrazza e dalla vetrata interna, è arricchita da deliziose lampade dai toni caldi.
Il menu è sempre in continua evoluzione, quindi non aspettatevi di trovare tutti i piatti che io e mia moglie Laura abbiamo assaggiato all’inizio di novembre, ma state certi che anche le novità saranno altrettanto interessanti.
Abbiamo iniziato con “Antipasto di verdure di stagione“, cinque isolotti con 2 verdure (non ho scritto nulla, quindi perdonatemi se non ricordo come erano preparate, una era arricchita da pezzetti di nocciola), una patata, una cipolla e dei friggitelli, tutto molto gustoso;

il “Lombetto all’arancia su sbriciolata di miglio biologico, crema di rape rosse al cocco, porri stufati al sesamo” era davvero delizioso, sia nella presentazione che nei sapori, ben bilanciati; la presenza del cocco gli dava un tocco del tutto particolare.

A seguire abbiamo preso due primi: i “Maltagliati di farina di grano antico Khorasan bio alle nocciole con ragù di cinghiale al fondente 80% e pesto di erbe aromatiche” si sono rivelati un piatto succulento, dove il cinghiale aveva quasi una certa grazia espressiva, in contrasto con la selvaticità che solitamente lo contraddistingue; la presenza delle nocciole e, soprattutto, del pesto di erbe aromatiche gli ha donato una maggiore complessità, stimolando i sensi senza mai stancare.

Gli “Spaghetti trafilati al bronzo con pesto di ricotta di capra e pistacchi, scorzette di arancia e bacche di pepe rosa” hanno messo in evidenza la qualità delle materie prime, la ricotta era perfetta e l’abbinamento con i pistacchi e le scorzette d’arancia strepitoso, due piatti davvero riusciti.

Per secondo abbiamo puntato al “Rollé di coniglio Grigio di Carmagnola con pancetta tesa nazionale, olive, cipollotti, zucca al forno al mirto e aceto di mela granata“, presentato benissimo, senza troppi arzigogoli che, a volte, sono belli da vedere ma rendono difficile mangiarli.

Ho affiancato a queste pietanze la Ribolla Gialla Albe 2015 dell’azienda vinicola Stocco, con le sue note di fiori d’acacia, agrumi e mela verde, con un tessuto gustativo importante e profondo, che è andata alla grande soprattutto con i maltagliati e con il rollé di coniglio.
A questo punto, il godimento era tale che mi sono dimenticato completamente di fotografare i due dolci che abbiamo preso, di solito non mi succede; è possibile che stia perdendo colpi, ma secondo me stavo talmente bene che di prendere la fotocamera non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello. Comunque ve li descrivo: “Pera di Hassan“, un dolce che Tiziana ha voluto dedicare espressamente al suo partner in cucina come ringraziamento della sua fondamentale collaborazione, composta da pera williams avvolta nella pasta sfoglia e cotta al forno, ricoperta di cioccolato fondente fuso. Al contadino non far sapere che con le pere si può fare anche quest’ottimo dolce!
Infine io ho preso una “Crostata di farina di nocciole e di canapa, con composta di mela cotogna“, mi è molto piaciuto l’effetto “sbriciolata” venuto naturalmente con quel tipo di farine utilizzate, al gusto l’ho trovata perfetta, friabile al punto giusto e con una intensa persistenza data dalla composta e dal sapore della nocciola che affiorava ad ogni boccone. Ci sono andato già due volte, ma sapendo che il menu cambia continuamente, credo che ci tornerò molto presto!
Roberto Giuliani
Namo Ristobottega
via Giovanni Battista Marzi, 1 – 01016 Tarquinia (VT)
Tel. 0766-731637
cell. 320-0641379
