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Le Doc della Sardegna: Girò di Cagliari


Le Doc della Sardegna: Girò di Cagliari

Le Doc della Sardegna: Girò di Cagliari

Girò di Cagliari D.O.C. (D.M. 9/4/1979 – G.U. n.274 del 6/10/1979)

zona di produzione
● in provincia di Oristano: comprende l’intero territorio amministrativo dei Comuni di Abbasanta, Aidomaggiore, Albagiara, Ales, Allai, Arborea, Ardauli, Assolo, Asuni, Baradili, Baratili San Pietro, Baressa, Bauladu, Bidonì, Bonarcado, Boroneddu, Busachi, Cabras, Fordongianus, Ghilarza, Gonnoscodina, Gonnosnò, Gonnostramatza, Marrubiu, Masullas, Milis, Mogorella, Mogoro, Morgongiori, Narbolia, Neoneli, Norbello, Nughedu Santa Vittoria, Nurachi, Nureci, Ollastra Simaxis, Oristano, Palmas Arborea, Pau, Paulilatino, Pompu, Riola Sardo, Ruinas, Samugheo, San Nicolò d’Arcidano, Santa Giusta, Sant’Antonio Ruinas (fraz. di Villa Sant’Antonio), Santu Lussurgiu, San Vero Milis, Sedilo, Seneghe, Senis, Sennariolo, Siamaggiore, Siamanna, Siapiccia, Simala, Simaxis, Sini, Siris, Solarussa, Sorradile, Tadasuni, Terralba, Tramatza, Ulà Tirso, Uras, Usellus, Villanova Truschedu, Villaurbana, Villa Verde, Zeddiani, Zerfaliu;
● in provincia di Cagliari: comprende l’intero territorio amministrativo dei Comuni della Provincia;

base ampelografica
anche liquoroso: girò; è consentita, per favorire l’impollinazione, la presenza nei vigneti di non più del 5% di vitigni diversi purché le uve da essi provenienti non siano utilizzate nella preparazione del vino “Girò di Cagliari” e la superficie da essi coperta sia detratta agli effetti del computo della resa di uva in vino;

norme per la viticoltura
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 12 t/Ha e 13% vol.;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, nonché quelle di invecchiamento obbligatorio e di preparazione del vino “Girò di Cagliari”, devono essere effettuate all’interno della zona di produzione;
è vietato aumentare la gradazione alcolica complessiva del prodotto mediante concentrazione del mosto o del vino base, o impiego di mosti o di vini che siano stati oggetto di concentrazione;
per la preparazione dei tipi liquorosi è consentita l’aggiunta di alcol di origine viticola al mosto o al vino di base;
è consentito un leggero appassimento delle uve sulla pianta o su stuoie;
il vino “Girò di Cagliari” non può essere immesso al consumo prima del 1° luglio successivo all’annata di produzione delle uve;

norme per l’etichettatura
i vini “Girò di Cagliari” liquorosi, qualora siano sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni di cui uno in botti di rovere o di castagno, possono portare in etichetta la menzione “Riserva“. Il periodo di invecchiamento decorre dalla data di alcolizzazione del vino;
sulle bottiglie o altri recipienti contenenti i vini “Girò di Cagliari” può figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, purché veritiera e documentabile

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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