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Storie di cantine, uomini e luoghi

Armando Pinto e Cominium, azienda leader nella Atina DOC

Armando PintoArmando Pinto è un giovane ed appassionato vigneron. Da piccolo andava spesso ad osservare un vecchio contadino che coltivava la sua vigna e faceva il suo vino sulle colline di Posillipo a Napoli. Dopo una laurea in Economia e master post universitario a Firenze, ha seguito il cuore e, trovandosi in Toscana, ha fatto uno stage (non certo breve!) presso la Tenuta di Capezzana a Carmignano, dove ha preso dimestichezza con il cabernet sauvignon.
Ha una solida famiglia di imprenditori alle spalle; nel 1999 il padre Giuseppe ed il cognato Angelo Cosenza, chirurgo e professore universitario, acquistano un terreno agricolo ad Alvito, in provincia di Frosinone, nel cuore della neonata DOC Atina.
Le varietà di vitigni francesi sono state importate in Italia per la prima volta ad Atina da Pasquale Visocchi, industriale della carta, nel lontano 1868 quando impiantò varietà di cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot, syrah, pinot noir e blanc, semeillon gros, semillon petit, sauvignon e roussanne.
Il Visocchi, agronomo di fama nazionale, fece visita alla Grande Esposizione di Parigi del 1867 e studiò i trattati del Grandvionnet e del Guyot; le sue esperienze furono seguite dalla famosa scuola di enologia di Conegliano, che prese da Atina i vitigni più affermati e li diffuse nel Veneto ove, attualmente, è ancora preminente la produzione del cabernet.
I vigneti impiantati dettero ottimi risultati poiché il clima ed il terreno della Val Comino erano, e sono tutt’ora, adatti alla viticoltura; infatti, la coltura intensiva delle viti rese necessaria l’apertura di una cantina per la lavorazione del vino: la Ditta “Stabilimento Enologico Fratelli Visocchi” fu costituita nel 1868. Nel 1940 l’Ingegner Guglielmo Visocchi ottenne il Decreto di riconoscimento del vino tipico.
Per la DOC bisognerà aspettare il maggio 1999.

Maturano BiancoAttualmente l’azienda Cominium possiede circa 24 ettari di cui 13 vitati e gli altri coltivati ad olivo ed ortaggi. Il terreno è argilloso calcareo ad una altitudine tra i 450 metri s. l. m. per i vigneti e fino ai 650 m s.l.m. per gli oliveti. I vigneti sono tutti localizzati ad Alvito ed utilizzano vitigni autorizzati dal disciplinare della D.O.C. (cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot) e da altre cultivar a bacca rossa come cesanese e shiraz.
Alcuni anni fa l’azienda ha collaborato fattivamente con l’università di Velletri, avviando la sperimentazione, con elevata densità d’impianto (5500 ceppi/ettaro), di un vitigno autoctono appena recuperato: il maturano bianco. La coltivazione segue le tecniche più diffuse, prevalentemente manuali, ed orientate alla produzione di uve di qualità e di grande pregio: la potatura verde, la selezione e il diradamento dei grappoli.
La cantina, situata praticamente nel vigneto è stata ricavata da un vecchio casale costruito nella seconda metà del 1800: la parte inferiore, seminterrata, era utilizzata come stalle e la parte superiore era riservata ad uso abitativo. In cantina il bravo Armando si avvale della consulenza del bravo ed esperto enologo Roberto Mazzer. La produzione attuale conta cinque etichette di vini e due grappe, di cui una affinata in piccoli fusti di rovere.
Due di queste etichette sono relativamente nuove; il Maturano Bianco è uscito la prima volta due anni fa con l’annata 2010 e dimostra da quella successiva una notevole maturità. Essendo frutto di una sperimentazione, non è ancora DOP né IGT, bensì un Vino Da Tavola.
L’altra etichetta è l’ Atina DOC Cabernet Riserva: solo da poco i vigneti hanno raggiunto la maturità e l’anzianità adatta a produrre una Riserva.

Atina Cabernet Riserva 2009Maturano Bianco 2011
Questo vino prende il nome dal vitigno da cui è ricavato in purezza; i vigneti sono ad un’altezza compresa fra i 400 ed i 500 metri ed il suolo è argilloso calcareo. L’impianto, molto giovane, ha una fittezza elevata di 5.500-6.000 ceppi per ettaro ed è allevato a cordone speronato. Dopo le normali procedure in cantina, il vino matura 5 mesi in acciaio, dove svolge anche la fermentazione malolattica, e gode di un ulteriore affinamento in bottiglia per circa 2 mesi.
Il colore è giallo paglierino tendente all’oro con riflessi verdognoli. E’ fragrante al naso: frutta tropicale, ananas, mela-banana, pompelmo rosa, frutto della passione e note di zafferano. Alla gustativa offre sapori morbidi ed abbastanza freschi (torna il pompelmo rosa molto dolce); ha un buon equilibrio in cui si adatta molto bene la mineralità; ha un’ottima persistenza ed una moderata gradazione alcolica: 13%.
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Atina DOC Cabernet Riserva 2009
Classico taglio bordolese: cabernet sauvignon 85%, merlot 15%. I vigneti sono ad un’altezza compresa fra i 400 ed i 500 metri ed il suolo è argilloso calcareo. L’impianto ha una fittezza di 5.500-6.000 ceppi per ettaro ed è allevato a cordone speronato. Dopo le normali procedure in cantina, macera sulle bucce per 8-10 giorni. La maturazione avviene in barriques per 30 mesi circa, dove svolge anche la fermentazione malolattica e viene sottoposto ad un ulteriore affinamento in bottiglia per 5-6 mesi.
Il colore è rosso rubino cupo. All’olfatto è un caleidoscopio di profumi: sentori di tizzone ardente e viola, prugna croccante ed amarena, pepe verde, liquirizia e more il tutto accompagnano le note balsamiche e mentolate.
L’ingresso in bocca è morbido e pieno di piccoli frutti rossi e neri ed i tannini sono dolci e vellutati; i sapori di melograno, ciliegia e prugna accompagnano la freschezza e la mineralità e lo rendono molto consistente e persistente. L’elevato grado alcolico (14,5%) è molto ben integrato nella grande struttura del vino.
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Antonio Di Spirito

Il vino ha sempre fatto parte della sua vita; dal 1974 vinifica le uve acquistate e nel 1981 ha impiantato una piccola vigna che coltiva tutt'oggi, sempre per il consumo familiare. Dal 2006 si è dedicato interamente al mondo del vino; dopo aver seguito tanti corsi, ha ricoperto il ruolo di docente alla Rome Wine Academy School, organizzando e guidando degustazioni, partecipando alla stesura di una Guida annuale ai Migliori Vini e curando la pubblicazione del New Wine Journal online. Dal 2011 è Free Lance Wine Journalist. Dal 2013 collabora con "Lavinium" e dal 2014 anche con "LucianoPignataro WineBlog". Dal 2014 è Giudice Internazionale al "Concours Mondiale de Bruxelles" e dal 2016 è Membro delle Commissioni di Valutazione del Concorso Enologico Internazionale "La Selezione del Sindaco". Nel 2015 ha partecipato alle selezioni ed alla scelta dei vini della guida Slow Wine 2016 per la Sardegna e nel 2016 ha fatto parte del panel di degustazione per le selezioni e la scelta dei vini della guida Guida "I vini d'Italia" de L'Espresso.

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