A Cormòns, dal 21 al 25 ottobre, il jazz e il vino suonano insieme

Sono ben ventitré edizioni che Jazz&Wine of Peace unisce due elementi che hanno più cose in comune di quanto si potrebbe immaginare. La musica jazz, in particolare, è l’espressione massima della fantasia, delle pulsioni trasformate in ritmo, della capacità di inventare e reinventare ogni strofa, attraverso un linguaggio che si è forgiato sulla sofferenza di secoli di schiavismo e apartheid, rappresentando una forma di rivincita, di ribellione, alle tante ingiustizie subite.
Se ami il jazz, se sei entrato nel suo mondo e ne hai colto il feeling, non lo abbandoni più, diventa necessario compagno della tua esistenza, esattamente come il vino, un nettare prezioso che riesce ad aprire molte delle porte che, per timore o per difesa, abbiamo chiuso per troppo tempo fino a dimenticarci di quella parte più vera di noi, l’emozione libera, senza controlli e inibizioni.
Due elementi che hanno in comune il rapporto fra l’uomo e la natura, perché anche il suono è del tutto naturale, basta entrare in un bosco per rendersi conto delle infinite sonorità che emergono da un luogo dove la vita è ancora musica, non esistono “rumori” ma solo una sinfonia, il canto degli esseri viventi.

Dunque, grazie all’impegno instancabile del Circolo Controtempo, nonostante l’emergenza sanitaria causata dal Sars-cov2, ancora una volta a Cormòns, dal 21 al 25 ottobre avrete la possibilità di vivere forti emozioni fra musica ed enogastronomia.
Un evento da non perdere assolutamente perché le stars italiane e internazionali sono davvero tante, ci saranno ben 30 concerti in 5 giorni!
La musica risuonerà nel Teatro Comunale di Cormòns e attraverserà il territorio, sconfinando nelle cantine dei produttori di vino, nelle dimore storiche, nei locali. Tra le novità si segnala l’adesione del Museo Civico del Territorio di Cormòns, dove si terranno diversi appuntamenti di Jazz & Taste, ricco programma a cura del musicista Eduardo Contizanetti che diventa quest’anno un vero e proprio festival nel festival.
New entry di questa edizione è anche la formula “un vitigno al giorno“, omaggio quotidiano a un vitigno autoctono, che sarà protagonista di degustazioni nei locali di Cormòns. Si comincia il 21 ottobre con la dedica alla Ribolla gialla, il 22 sarà la volta del Friulano, il 23 della Malvasia, il 24 del Refosco, il 25 del Collio bianco. Un ulteriore modo per suggellare il patto con il territorio e valorizzare le sue eccellenze. Last but not least, ritornano, sempre molto attesi, Concerti aperitivo e il percorso Round Midnight, affidati a promettenti musicisti locali che si esibiranno nei locali di Cormòns e accompagneranno con le loro note brindisi e degustazioni dal calar del sole fino a notte inoltrata.

Ma entriamo nel vivo della manifestazione: si parte mercoledì 21 ottobre al Teatro Comunale di Cormòns, alle 21, con il mitico duo composto da Enrico Rava (tromba) e Danilo Rea (piano), due musicisti che non hanno bisogno di presentazioni, la loro fama ha oltrepassato i confini europei, in questa occasione ci accompagneranno in un viaggio tra le musiche di Miles Davis, Chet Baker e João Gilberto, anche se una buona dose di imprevedibilità non può mancare quando si ha di fronte due talenti come loro.
Giovedì 22 ottobre alle 11, tutti da Cantina Jermann di Ruttars di Dolegna del Collio, per ascoltare il concerto del Michelangelo Scandroglio Group, e certamente non si rimarrà con il calice vuoto!
Alle 14 ci si trasferisce al Castello di Spessa di Capriva del Friuli, sarà la volta della band austriaca ZNAP, composta da Leohard Skorupa (sax), Gregor Aufmesser(contrabbasso) e Lukas Aichinger (batteria), il classico trio jazz nella forma ma intriso di ironia e ribellione, elementi che caratterizzano l’indole di questi tre giovani artisti.

Alle 17 a Lucinico (GO), a Villa Attems, si esibirà il duo composto da Theo Ceccaldi (violino) e Roberto Negro (piano), che presenteranno in esclusiva italiana l’album “Montevago“: un progetto d’impronta cameristica, in cui si insinuano regolarmente la sperimentazione e il linguaggio del jazz contemporaneo.

Infine, alle 21.30 al Teatro di Cormòns, toccherà alla Max Andrzejewski’s Hütte, in un appassionato omaggio a Robert Wyatt (il grande batterista, compositore e co-fondatore dei Soft Machine), in esclusiva italiana per Jazz & Wine; Il grande musicista ha sicuramente influenzato lo stile di Max Andrzejewski, anch’esso batterista, che in questa occasione si esibirà insieme a Johannes Schleiermacher al sax, Jörg Hochapfel alle tastiere, Tobias Hoffmann alla chitarra, Andreas Lang al contrabbasso, Cansu Tanrikulu alle parti vocali.
Venerdì 23, alle 11, ci si ritroverà all’Abbazia di Rosazzo, dove si presenterà l’originale progetto Discantus, a cura di Daniele D’Agaro al sassofono e clarinetto e Mauro Costantini all’organo. Il duo presenta in anteprima il nuovo lavoro che è stato raccolto in un Cd prodotto da Controtempo (e sarà presentato prima del concerto) e che prende le mosse dai “Discanti Aquileiesi” (canti sacri della diocesi di Aquileia, trascritti dai codici miniati del 1200 conservati nel Museo Archeologico di Cividale del Friuli), coniugandosi con la disciplina dell’improvvisazione e vari materiali di epoca più vicina alla nostra.

Alle 16, si torna a Villa Attems, che ospiterà il concerto di Gianluca Petrella (trombone) e Pasquale Mirra (vibrafono). La sonorità di questo loro progetto in duo si fonda sulle particolarità dinamiche dei rispettivi strumenti, sfruttando al tempo stesso l’elettronica sia per ampliare la tavolozza timbrica che per creare sequenze di fondo ipnotiche e suggestive.

Alle 18:30 tappa a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, con l’omaggio, in esclusiva italiana, ad Alice Coltrane reso dall’arpista ucraino polacca, ma londinese d’adozione, Alina Bzhezhinska. Il suo progetto Inspiration è un chiaro omaggio ad Alice Coltrane, moglie di John e vera pioniera dell’arpa nel jazz. Le composizioni originali di Alina si combinano bene con l’approccio spirituale di Alice e John, in un flusso sonoro di grande suggestione. Ad accompagnare l’arpa della Bzhezhinska, Tony Kofi ai sassofoni, Larry Bartley al contrabbasso, Joel Prime alla batteria e percussioni. Gran finale di giornata, alle 21:30 al Teatro Comunale di Cormòns, con l’ensemble capitanato dal musicista austriaco Wolfgang Puschnig che in esclusiva presenta “Fulsome X”. Il progetto nasce espressamente per riportare alla luce le composizioni inedite di Rick Iannacone, grande chitarrista di “scuola armolodica” proveniente da Filadelfia, e conta sull’apporto di valenti musicisti (originari o “adottati”, come il tubista newyorkese Jon Sass) della scena jazz austriaca.
La giornata di sabato 24 inizia al Kulturni Dom di Nova Gorica, alle 11, con il concerto di Zlatko Kaučič, figura storica della musica creativa europea: il progetto “Audaci coraggiosi”, che vede il prezioso apporto di Achille Succi alle ance.
Alle 13:30, a Villa Attems, si esibiscono Simone Zanchini e Antonello Salis, storico “duo di fisarmonicisti” (è giusto sottolineare che Salis è anche un eccellente pianista). Due temperamenti sanguigni, complici nella creazione di un flusso di energia ininterrotta che “suona” come un vero e proprio inno alla libertà e alla vita.
Alle 16 tappa in Slovenia a Villa Vipolže con il concerto di Robert Jukič, uno dei giovani musicisti più interessanti della scena jazz slovena, con dodici album all’attivo come titolare e numerose collaborazioni a livello mondiale. Il suo nuovo gruppo “Bushido” (in riferimento al codice etico della casta guerriera dei samurai) riprende la classica formula del quartetto privo di strumento armonico: ai fiati il valente sassofonista di Salcano Boštjan Simon fa coppia con Tomaž Gajšt, trombettista dell’Orchestra della RTV Slovena. Completa la formazione Kristijan Krajnčan alla batteria, che partecipa a numerosi progetti anche in veste di violoncellista.
Sempre alle 16, alla Tenuta Villanova di Farra d’Isonzo, lo Zen Zone Quartet in concerto. Zen Zone nasce come duo nel 2007 dall’incontro di Alberto Valentinuz e Pietro Spanghero, provenienti entrambi dai corsi di jazz del Conservatorio di Trieste, trasformandosi poi in quartetto con l’aggiunta del pianoforte e della batteria. Già dall’inizio il progetto è orientato verso “canzoni d’amore e di rabbia”, la cui esecuzione dal vivo può tingersi di blues, samba e funk in base all’umore della serata, con tutta la libertà nell’approccio e nell’interpretazione che scaturisce dal retroterra di questi quattro musicisti friulani.

Alle 21:30, al Teatro Comunale di Cormòns, il duo composto da Nils Petter Molvaer e Mino Cinelu che presenta l’album dal titolo “SulaMadiana, pubblicato nel 2019 dalla BMG Records: un tributo a Manu Dibango, Tony Allen e Jimmy Cobb, scomparsi recentemente. Il nome dell’album è l’unione di Sula, l’isola della Norvegia dov’è nato Molvaer, e “Madiana”, sinonimo di Martinica, isola d’origine della famiglia di Cinélu. Un incontro tra due mondi lontani, ma anche tra due musicisti consapevoli di entrambe le culture e capaci di metterle naturalmente in comunicazione. Tromba e percussioni, per un duo di Titani.
Domenica 25 ottobre, alle 11, a Villa Codelli, a Mossa, si esibiscono i DST, duo composto da Alberto Collodel e Simone Di Benedetto che presentano “Kinetic“, nuovo lavoro nato dalla preziosa presenza della cornetta e dell’elettronica di Gabriele Mitelli, con tutti i possibili sviluppi del progetto sul piano timbrico e comunicativo.
Alle 14, sempre a Villa Codelli, il concerto del sassofonista brasiliano Alípio Carvalho Neto in duo con il batterista sloveno Gal Furlan. Il lavoro di Alípio Carvalho Neto è stato costantemente improntato sulla relazione interdisciplinare tra musica, filosofia, sociologia e antropologia, mentre Gal Furlan è stato allievo di Zlatko Kaučič, a cui ha dedicato “From Drums 2 Piano“, pubblicato nel 2019.

Alle 17, a Villa Attems, il trio capitanato dal pianista israeliano Yaron Herman, uno dei musicisti più importanti della sua generazione. Nonostante la sua giovane età, Yaron si è già esibito in tutti i continenti, ha presieduto la Giuria del Montreux Jazz Festival, è apparso nelle televisioni di 39 nazioni e ha collezionato numerosi riconoscimenti. Con un background fatto di musica tradizionale israeliana, musica europea e la presenza nella scena jazz di Parigi, Yaron ha sviluppato uno stile senza precedenti di “composizione in tempo reale” e un guizzo d’improvvisazione selvaggio che culminano in una forma musicale rara che è al contempo giocosa, scenica e impressionante.

Gran chiusura di festival, alle 20:30 al Teatro Comunale di Cormòns con il Kurt Rosewinkel Trio. Cresciuto nella “fucina” della Electric Bebop Band di Paul Motian (grande batterista e compositore), a confronto con colleghi altrettanto talentuosi (Ben Monder, Steve Cardenas, Wolfgang Muthspiel, Brad Shepik, Jakob Bro) lungo tutti gli anni ’90; Kurt Rosenwinkel (Filadelfia, 1971) vanta un seguito fedele grazie al suono personale e all’apertura verso molteplici influenze stilistiche. Nel più recente dei suoi tredici lavori da titolare (“Angels Around“, Heartcore 2020) è affiancato dal grande Gregory “Greg” Hutchinson alla batteria e dal nostro Dario Deidda, uno dei bassisti elettrici più significativi della scena contemporanea.

Ma non finisce qui!
C’è anche Jazz & Taste, festival nel festival tra musica e degustazioni
Un programma ricco in 12 appuntamenti, a cura del musicista Eduardo Contizanetti, che porta a Cormòns jazzisti di fama nazionale, fra i quali il bandoneonista Carlo Maver, la violinista Valeria Sturba, il pianista Emmanuele Sartoris e il contrabbassista Marco Bellafiore. La formula prevede che i musicisti abbinino alla degustazione un brano appositamente scelto, lasciando anche spazio all’improvvisazione, per provare a esprimere attraverso i suoni il particolare e mutevole carattere del vino e le sue caratteristiche. Una degustazione completa: dal palato… all’orecchio! Un tripudio di sensazioni, con la consapevolezza di vivere attraverso Jazz & Taste un’esperienza unica.

JAZZ È ANCHE SOLIDARIETÀ
Durante il festival sarà presentato il calendario Un segno jazz per la solidarietà 2021, che nasce dalla collaborazione fra Associazione Fotografi Italiani di Jazz e Liceo artistico Giovanni Sello di Udine, nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro.
L’edizione 2019 di Jazz & Wine of Peace ha ospitato sei alunne del Sello, sotto la guida di Luca A. d’Agostino, fotografo storico del festival: Sara Bertoia, Giulia Costantini, Alice Fernetti, Alessia Miconi, Ester Parussini e Mariana Stefanelli. Le fotografie di questo calendario sono il risultato di quell’esperienza. Il ricavato dei calendari, acquistabili ai concerti e alle iniziative di Controtempo, viene devoluto alla onlus La Biblioteca di Sara.
CONTROTEMPO E IL SUO JAZZ SENZA CONFINI
Nata nel 1998 per iniziativa di un gruppo di appassionati riuniti nel Circolo Culturale Controtempo, la manifestazione è negli anni cresciuta fino a diventare il cuore della sua programmazione – portando nel Collio protagonisti mondiali del jazz come Dave Brubeck, McCoy Tyner, Jan Garbarek, Stanley Clarke, Charles Lloyd, Sun Ra Arkestra, Joe Jackson, Richard Galliano, Art Ensemble of Chicago, solo per citarne alcuni – fino a raggiungere la configurazione attuale. Ma l’identità è rimasta la stessa dell’intuizione iniziale: utilizzare la ricca e prestigiosa produzione enologica e la musica jazz nel segno del superamento dei confini politici, geografici e culturali, del valore della “mescolanza” delle genti e dell’abbattimento dei confini. Il concetto di “confine” (geografico, tra Italia e Slovenia, e… dell’anima) diventa elemento di unione di tipicità diverse all’insegna della musica e della pace: un brindisi con i vini locali è un must alla fine di ogni concerto.
ABBONAMENTI e BIGLIETTI dal 1.10.2020 su VIVATICKET.IT
Info +39 3516112644 / ticket@controtempo.org
www.controtempo.org




