Alla corte di sua maestà…il vino
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Il Ministro della Saccenza. È un neo-degustatore che sbuffa ed alza gli occhi al cielo se gli domandano qualcosa di ovvio, oppure un docente che taccia di idiozia il tizio che gli chiede: “ma è vero quello che dice quello di Gusto?”, o un luminare che si presenta al tavolo della conferenza con la maglietta sbiadita finto-trash (forse perché vestire sciatto dà l’impressione di essere assorto in cose più grandi?) e l’aria annoiata di quello che pensa “che ci fa un genio della mia levatura qui?”. Il Ministro dell’Esperienza. Prende un bicchiere, centrifuga il vino per un quarto d’ora, lo annusa e dice con sguardo rapito: “che cantina è?” … “X” … “Ah..si …si … si sente… gli darei 98 meno meno perché il colore dell’etichetta non si intona con la sfumatura granitica del rosso”. Il Ministro dell’esperienza è esperto, e non ha bisogno di qualifiche per essere esperto, né che gli altri lo definiscano esperto. È esperto perché sì, e basta. Ed è il più esperto! Il Ministro dell’Istruzione. Ha il diploma di assaggiatore di ogni cosa commestibile e non. Ha il diploma per parlare, per fare lezione, per scrivere, per leggere, per disegnare e per fare il decoupage sulle bottiglie (anche sulle magnum). Ha vinto 34.750,9 premi e assaggiato 3.875.396.946,4 etichette (perché assaggi le etichette e non beva il vino è ancora un mistero). È fra i più difficili da riconoscere ed eleggere, non si svela se non quando si trova testa a testa in dirittura d’arrivo per accaparrarsi la prima fila, e la carica. Il Ministro dell’Economia. Si riunisce con i consiglieri e sviluppano il piano di progetto per l’organizzazione delle manifestazioni: 1) Chiamare “Il Ministro dell’Esperienza” per parlare, così si vede che è una cosa seria e non una sagra di paese. 2) Cercare delle signorine alte e belle per il servizio del vino, e se non ne capiscono di vino…accorciamo le minigonne che il risultato è lo stesso (Esame visivo). 3) Mettere le candele alla citronella che tengono lontane le zanzare e fanno ambient (Esame olfattivo). 4) Cercare le aziende che ci regalano la roba da mangiare (Esame gustativo). 5) Cercare le bottiglie da degustare, di qualunque tipo, tanto quelli che vengono che ne capiscono? Sempre efficiente e ben collegato con gli altri ministeri, questo Ministro coglie qualunque spunto per diffondere la cultura enogastronomia: C’è un convegno di fisica in città? Bene! Ci sarà anche la manifestazione “Calici di Fisica”. Il Ministro della Virilità. Per essere ministro della virilità bisogna essere obbligatoriamente uomini e affetti da un particolare tipo di morbo. La malattia colpisce solo una piccola ma pericolosissima parte della specie maschile degli enogastronomi, generalmente quelli che hanno già affezioni di altro tipo (misoginia, xenofobia, eccesso di autostima, ignoranza ecc.). Il morbo si manifesta con una specie di paresi alla bocca, come un sorriso condiscendente, accompagnato da uno sguardo compassionevole elargito dall’alto della paternale saggezza. La malattia causa crisi violentissime scatenate da una donna che parla di qualcosa di strano (distillati, sigari ecc.), gli occhi si iniettano di sangue, la paresi alla bocca rientra, lo sguardo si incupisce e il malato si avventa sulla vittima ringhiando “Signorina, lasci stare! Questa è roba da uomini!”. Il Ministro delle Politiche Sociali. È megapresidente di questo o di quello, è anche Ministro della Pubblica Enogastronomia, insignito di medaglie al valore per la strenua lotta sostenuta contro… gli altri Ministri delle Politiche Sociali. Non può oltraggiare la propria regale persona relazionandosi a comuni mortali. In questa categoria annoveriamo anche i Ministri della parola e della scrittura. Il loro ministero si riassume in “Scrivo/Parlo ergo Sono”… ma non solo sono, sono migliore! Guardano con sufficienza e se interagiscono è solo con un laconico “Ho scritto un articolo/parlato a Roma su questo”. Il Ministro dei Ministri. È il ministro supremo, colui che non ha nulla da imparare e nulla da migliorare. È arrivato! Il mondo non può più insegnargli nulla, l’enogastronomia non può più insegnargli nulla. Egli sa sempre qual è la persona giusta per il seminario giusto, sa qual è il vino giusto per il piatto giusto, sa cosa e come fare, e sa farlo nel modo giusto. Sa valutare tutto, il vino, il cibo, i sentimenti, le persone, gli scritti. Sono persone complete, il completo compendio dei ministeri precedenti. |
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