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Tra mare, terra e cielo c’è ancora un luogo dove…

Torre Colimena

Tra mare, terra e cielo c’è ancora un luogo dove la natura rivendica la propria forza, cresce selvaggia senza l’intervento dell’uomo e si lascia ammirare: è Torre Guaceto.
Un’antica torre che da una collina affaccia su quattro chilometri di spiaggia incontaminata, circondata da vegetazione autoctona scompigliata dai venti e dichiarata riserva naturale. Da qui lo sguardo si estende anche alle vicine piantagioni di ulivi centenari e secolari, alcuni ancora resistono dai tempi dei bizantini e sono il vanto e lo splendore di un piccolissimo centro abitato, poche case, la chiesa, un negozio che vende di tutto e il bar-alimentari-tabaccheria che offre ospitalità a chiunque passi di lì.

Ulivo millenario

A Serranova chi approda al bar di Tonino può bere un buon calice di vino prodotto in zona e mangiare i panini della casa, accompagnati da olive e taralli, ma soprattutto sedere sotto gli alberi e ascoltare le storie di vita che Tonino racconta senza avarizia e con gli occhi lucidi di chi porta nel cuore la malinconia e l’attesa.
Affianco a contadini del luogo che bevono un caffè, siedono turisti e sotto i tavoli riposano cani randagi che qui hanno trovato una nuova casa, carezze e cibo. Non manca mai il saluto di chi arriva o se ne va.

Ulivo segnato

Il tempo trascorre lento e magnanimo, ci si sente lontani e liberati dalla frenesia giornaliera, i polmoni si riempiono di aria buona.
Poco lontano c’è una piccola strada che si addentra tra figure imponenti, maestre, ognuna diversa, con la propria storia scritta da tronchi contorti, cresciuti tribolati e testardi sulla terra arsa dal sole.

Uomo nell'ulivo

Gli ulivi si ergono come spiriti, uno affianco all’altro, fieri saggi, custodi di tempi perduti e vivi. Guardarli uno per uno, perdersi tra loro, significa scoprirne le forme, stupirsi delle figure che all’occhio si svelano, come un mondo parallelo che a tendere l’orecchio sembra sospirare, bisbigliare. Ci sono ulivi che hanno il tronco violato da vernice rossa come il sangue, segnati all’abbattimento perché colpiti da Xylella, batterio che continua a decimarli senza pietà. Appaiono immobili ad attendere la sorte, ma immobili non sono, come sempre è l’uomo a non vedere oltre. La bellezza che donano rimane attaccata al cuore.

Gabriella Verrini

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