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Il vino nel bicchiereSimposi

Clé Dosaggio Zero, l’essenza alpina secondo Albino Armani

Quattro annate a confronto

Vigneti Albino Armani

Passione, curiosità e spirito d’innovazione, sono questi i principi che da oltre quattro secoli guidano la famiglia Armani nel suo percorso enologico, con una particolare attenzione ai territori di montagna. La viticoltura d’alta quota è infatti il cuore pulsante della produzione firmata Albino Armani, realtà attiva esclusivamente nel Triveneto e custode di una tradizione vinicola che affonda le sue radici nel 1607.
Uno dei luoghi più rappresentativi di questa avventura è il Monte Baldo, maestoso massiccio che, pur restando entro i confini veneti, introduce al Trentino. Questa terra, che da millenni domina la Vallagarina, è fonte inesauribile d’ispirazione per Albino Armani.

Vigneti Albino Armani

Per Armani, la spumantistica di montagna non è una semplice scelta produttiva, ma una vera e propria vocazione. Una vocazione profonda, alimentata da una lunga storia familiare e da un legame inscindibile con i pendii del Monte Baldo e la Vallagarina.
È in questo contesto che nasce Clé Dosaggio Zero, il Trento DOC simbolo di un progetto di alta quota senza compromessi.
Il progetto spumantistico di Albino Armani prende vita oltre vent’anni fa in Valle dei Ronchi, un’area affascinante ma complessa, dove l’altitudine sfiorava i 900 metri. Un contesto suggestivo ma troppo estremo per garantire costanza qualitativa nel Metodo Classico: vitigni poco adatti (prevalenza di Müller Thurgau, scarsità di Chardonnay e Pinot Nero) e rese fortemente variabili portarono Armani a riconsiderare la strategia. La svolta fu chiara: scendere leggermente di quota e risalire con una visione nuova, trasferendo il cuore del progetto verso Crosano, nel territorio del Comune di Brentonico, in Trentino, tra i 485 e i 750 metri di altitudine.

Famiglia Armani

Per Albino Armani, la spumantistica di montagna è un pensiero, uno stile, un’attitudine. Richiede tempo, dedizione e una profonda comprensione del territorio. Ma quando la materia prima viene rispettata e lasciata esprimersi senza artifici, nasce un vino che non ha bisogno di imporsi: si fa ricordare.
Clé Dosaggio Zero è la sintesi di questa filosofia, che racconta di un Trento DOC essenziale, puro, radicato in una visione netta; un Metodo Classico che dà voce alla montagna, senza filtri.
I vigneti, coltivati su suoli basaltici e scheletrici, offrono uve di altissima qualità, capaci di generare vini tesi, dotati di grande acidità naturale e finezza aromatica. La cuvée, in parti uguali di Chardonnay e Pinot Nero, affina almeno 36 mesi sui lieviti, regalando un equilibrio perfetto tra profondità, precisione e cremosità.
Durante una recente degustazione verticale di Clé Dosaggio Zero, è emersa con chiarezza la capacità di questo spumante di evolvere nel tempo con grazia e personalità, confermando la solidità della scelta produttiva e la tenacia del progetto.


LA VERTICALE


Clé Dosaggio Zero Albino Armani

Clé Dosaggio Zero 2014
Frutto di un’annata fredda e piovosa, questo spumante si mostra oggi sorprendentemente vitale. Teso, lungo e profondo, con aromi complessi e un carattere quasi indomabile. “Una bottiglia che racconta cosa significhi saper aspettare – spiega Albino Armani – e come il tempo sia la vera chiave di lettura per questo spumante”.

Clé Dosaggio Zero 2016
Annata più equilibrata, attualmente in piena espressività. “Un vino vibrante, vivo, con una dolcezza naturale data dal tempo, non dagli zuccheri”, osserva la giornalista Sissi Baratella. Floreale, mielato, con eleganti accenti balsamici.

Clé Dosaggio Zero Albino Armani

Clé Dosaggio Zero 2018
Una versione più accessibile e armoniosa, con bollicina fine e un sorso carezzevole. Aromi di frutta bianca, agrumi, miele. Struttura bilanciata, finale lungo e piacevole. Meno tagliente rispetto al 2016, ma dotato di grande freschezza e finezza.

Clé Dosaggio Zero 2019
Tiraggio nel 2020, sboccatura nel 2023, con 36 mesi sui lieviti e un anno in bottiglia. La cuvée si presenta pulita, precisa, coerente con la visione originaria. Note di frutta gialla matura all’olfatto, mentre al palato spiccano cremosità, verticalità e vibrante acidità.

Col Brut puoi correggere in fase di dosaggio – spiega Armani – ma col dosaggio zero sei nudo. Il vino deve stare in piedi da solo”. E la 2019 lo fa, con profondità, struttura e raffinatezza.
La forza di Clé non sta solo nella sua struttura tecnica, ma nella sua coerenza ideologica, Albino Armani ha scelto di produrre senza assemblaggi tra territori e senza compromessi in termini di altitudine. In un panorama enologico sempre più attento all’autenticità, Clé si distingue come simbolo di un Metodo Classico sincero, capace di identificarsi per eleganza, freschezza e carattere.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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