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Un progetto fortemente voluto e portato avanti con convinzione e caparbia da oltre dieci anni da un ristretto nugolo di produttori, cresciuto sensibilmente di numero anno dopo anno fino a raggiungere oggi le 38 unità, sta alla base della Barbera d’Asti Superiore Nizza, o meglio dire semplicemente solo Nizza per identificare univocamente un vino, un territorio. La forza dell’Associazione Produttori del Nizza, costituitasi il 19 novembre 2002 per tutelare e rilanciare la Barbera d’Asti coltivata e prodotta in questa ristretta zona nel centro del Piemonte sta nella condivisione delle scelte e delle strategie da parte di tutti i produttori associati, sia dalla predominante fascia di giovani viticoltori che dagli esperti e tenaci vignaioli di vecchia generazione. Un’ulteriore conferma del progressivo aumento di credibilità e coesione tra vignaioli consiste nell’adesione ad inizio anno di un paio di nuovi soci, l’azienda L’Armangia, produttrice della Barbera interpretata come Nizza dal 2004, e di Pico e Vitaliano Maccario, rilevante azienda di Mombaruzzo nota per il suo appezzamento unico di ben 70 ettari, che ha creduto nel progetto e sta ultimando l’affinamento del Nizza 2010.
Gianluca Morino, presidente dell’Associazione e instancabile trascinatore del movimento, è uno dei principali propositori dell’iter per ottenere il riconoscimento del Nizza Docg. “Mi auguro che possa arrivare entro due anni. L’ottenimento della denominazione “Nizza” sarebbe il coronamento di un percorso svolto unitariamente da tutti noi produttori, che da sempre abbiamo creduto nell’unicità dei nostri vini e nella necessità di dar loro un nome preciso, che facesse riferimento appunto a questa importante zona di produzione. Il nuovo disciplinare è decisamente più rigido e restrittivo rispetto a quello della Barbera d’Asti Superiore: oltre a prevedere uve Barbera al 100%, l’affinamento minimo di 18 mesi, di cui 12 in legno per la nuova versione Riserva, sarebbe il primo in Italia a vietare l’arricchimento in caso di annate scarse”. Per evitare che il nome rimanga solo in etichetta, bensì farlo conoscere in Italia ma soprattutto all’estero, si sta già lavorando al progetto di costituire un itinerario a piedi o in mountain bike che unirebbe tutte le vigne del Nizza. Inoltre a dicembre è stato inaugurato un Wine Shop sotto i portici della centralissima Via Carlo Alberto dove reperire i vini di tutti i produttori dell’Associazione.
L’appuntamento con Orizzonte Nizza del primo week-end di maggio ha permesso ancora una volta a giornalisti e operatori di valutare i passi compiuti da questi produttori nella produzione e valorizzazione di questi vini e del territorio che ruota attorno a Nizza Monferrato. Personalmente considero azzeccata la formula proposta in questa edizione, ovvero abbandonare la rituale e spesso criticata anteprima dell’ultima annata potenzialmente in commercio, con vini spesso prelevati dalla vasca o appena imbottigliati, mettendo invece al confronto la 2009, ovvero quella effettivamente in vendita da parte di tutti i produttori aderenti, con la 2007, utile e prezioso confronto per constatare il grado e le capacità/potenzialità di evoluzione e di affinamento del Nizza. I vini in degustazione presso il Foro Boario di Nizza Monferrato, luogo ideale sia per le condizioni climatiche e di luce che per la posizione centrale, erano 30, 17 per la 2009 e 13 per la 2007, selezionati sia in base alle diverse caratteristiche pedoclimatiche che si possono riscontrare all’interno del territorio di produzione che alla disponibilità delle varie aziende, che purtroppo non ha reso possibile il confronto diretto dello stesso vino/produttore delle due annate, critica/suggerimento che ritengo sia stato perfettamente recepito da parte degli organizzatori per porre rimedio nella prossima edizione.
Due annate con caratteristiche simili, con caldo prolungato e notevole siccità che, in particolare nel 2007 ne pregiudicarono la maturazione fenolica rendendo necessaria la vendemmia nella prima decade di settembre (una delle vendemmie più anticipate degli ultimi 70 anni), una decina di giorni prima rispetto al 2009, decisamente più ricca e complessa. La degustazione, a mio avviso, oltre a confermare queste differenze oggettivamente intrinseche, ha evidenziato un inizio di cambio di tendenza nel vinificare ma soprattutto nell’affinare il Nizza: maggior freschezza e sentori fruttati, piacevolezza, gradevolezza di beva nei vini del 2009, con una buona omogeneità di interpretazione, un affinamento in legno meno marcato ma soprattutto con un alto livello qualitativo. Del millesimo 2009 da segnalare il Nizza della Tenuta Olim Bauda, originato da un vigneto a Incisa Scapaccino del 1961 di 3,5 ettari, dove ha sede la cantina. La prima annata risale al 1998, quando i fratelli Dino, Diana e Gianni Bertolino sono succeduti al papà Agostino alla guida dell’azienda, anche se in etichetta la dicitura Nizza è riportata dal 2000, un vino di un rubino vivo, sentori di frutta fresca, freschezza in bocca, ottima sapidità e finale molto piacevole. Una conferma il Nizza La Crena di Vietti, nata nel 1996 da un vigneto ad Agliano, fermentazione malolattica e affinamento iniziale in barrique e quindi in botte da 30 hl, aromi piacevoli e suadenti al naso, morbido ingresso in bocca anche grazie a una nota alcolica leggermente elevata ma supportata da una giusta acidità. Proviene da un vigneto confinante di circa 20 ha in dolce declivio il Nizza PianoAlto di Bava, di un rubino intenso, frutta matura, note balsamiche, buona freschezza e un finale asciutto un po’ mandorlato.
Dai vigneti coltivati nel comune di Nizza Monferrato, precisamente sulla collina San Nicolau, uno dei “cru” della Barbera del territorio, il Nizza prodotto da quasi trent’anni dalla Cantina Sant’Evasio, con note fresche speziate leggermente amarognole, spezie che si ritrovano accentuate nel Nizza Anssèma della Cascina Giovinale, una delle aziende partecipi alla stesura del disciplinare della Barbera d’Asti Superiore degli anni ’90, affinata in botte per un anno per mantenere inalterato il succo e la pienezza. Interpretate sulla freschezza e facilità di beva il vino della Cantina Tre Secoli, nata dalla fusione fra la Cantina Sociale di Mombaruzzo, sorta nel 1887 come prima realtà associativa del Piemonte, e la Cantina Sociale di Ricaldone, per gestire oltre 1.300 ettari di vigneto, ma di questi solo 6 a Mombaruzzo un paio a Castel Boglione vengono utilizzati per il Nizza. Caratteristiche di freschezza analoghe ma un pizzico di tannino e sapidità in più per il Nizza Titon dell’Azienda Agricola L’Armangia: il titolare Ignazio Giovine confessa che ha iniziato a produrre la prima Barbera nel 1995 da vigneti in zona San Marzana-Moasca come unico vino rosso ed ora copre il 65% della produzione aziendale. Note particolari balsamiche mentolate e freschezza contenuta per il Nizza Vigna dell’Angelo della Cascina La Barbatella, come tutti nata come Superiore e poi etichettata Nizza. Si rivela abbastanza atipico il Nizza La Ru (nome che in dialetto piemontese significa Rovere, ovvero il legno utilizzato per l’affinamento) prodotta da Eredi di Chiappone Armando sulla collina di San Michele, altra zona nicese particolarmente vocata, con alcool e acidità che ancora devono amalgamarsi al meglio per facilitare una beva che si rivela fin d’ora piena e complessa.
Il 2007 in diversi casi presenta note di legno, spezie e tannino ancora abbastanza marcati, che probabilmente si amalgameranno meglio prolungando l’affinamento in bottiglia. Un buon livello l’ha già raggiunto il Nizza Neuvsent della Cascina Garitina, che nasce da suoli in maggioranza argillosi alla fine degli anni ‘50, affina 18 mesi parte in barrique e parte in tonneau arrivando ad avere un buon equilibrio tra acidità e ricchezza di contenuto. Altrettanto piacevoli il Nizza Vigna delle Rose di Franco Mondo, che si rivela balsamico e maturo, il Nizza Le Nicchie dell’Azienda Agricola La Gironda proveniente da un paio di vigneti al Bricco di Nizza degli anni 50 e il Nizza La Generala di Bersano, con uve maturate nello storico vigneto di Agliano. Più esile ma con una buona bevibilità il Nizza della Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli di Agliano, una selezione di vigneti operata nel 2000 nel comune di Castelnuovo Calcea. Indispensabile una maggior permanenza in bottiglia invece per il Nizza La Court di Michele Chiarlo, da uve di un vigneto a Castelnuovo Calcea dal suolo sabbioso ricco di magnesio, fermentate in tino e affinato parte in barrique e parte in botte. Idem per il Nizza di Paolo Avezza, uno dei primi vignaioli che ha condiviso obiettivi e importanza dell’Associazione: prima annata nel 2001 da una vigna di poco più di mezzo ettaro a Nizza Monferrato di circa trent’anni, affinamento un anno in barrique, il 2007 si presenta ancora un po’ chiuso, un’acidità marcata, note vanigliate ben integrate, ricchezza e potenzialità che lasciano presagire un buon futuro.
Novità assoluta di questa edizione il premio per l’Ambasciatore del Nizza, un prestigioso riconoscimento che l’Associazione ha deciso di assegnare a un operatore che apprezzi il territorio e i vini e che si sia distinto per la promozione della denominazione. Per questa prima edizione del premio è stato scelto il ristoratore Arnaldo Conti, della Trattoria Il Quinto Quarto di Bosisio Parini, in provincia di Lecco. Arnaldo Conti, dopo una visita nella zona di produzione del Nizza, si è infatti talmente innamorato dei vini prodotti in zona da dedicare una intera carta alla denominazione. Un vero e proprio ambasciatore in terra lombarda dei vini prodotti in questo lembo dell’astigiano, una professionalità da prendere come esempio da tanti altri ristoratori italiani e stranieri, piemontesi in primis. Orizzonte Nizza è stato il prologo alla più folcloristica e popolare manifestazione “Nizza è Barbera“, che si svolgerà per le vie e piazze del centro storico di Nizza Monferrato dal 10 al 12 maggio, autentica festa celebrativa della “Signora in Rosso” grazie alla presenza di una cinquantina di aziende che daranno la possibilità ai visitatori di degustare tutte le tipologie di Barbera prodotte in Piemonte. Ospite d’onore di quest’anno, riproponendo la collaudata formula del gemellaggio con altre importanti realtà vinicole, sarà il Barolo, in virtù della collaborazione avviata con l’Enoteca Regionale del Barolo, che nella giornata di venerdì proporrà più di 100 etichette del nobile rosso a base nebbiolo. Nizza è Barbera proporrà inoltre la seconda tappa piemontese del tour Streetfood, ospitato nel Piazzale Garibaldi, una ghiotta kermesse di cibi e cucine di strada italiane e straniere di alta qualità. Da provare il curioso e insolito l’abbinamento della Barbera d’Asti con lo Streetfish, i cibi di strada a base di pesce, come ad esempio il cono di totani, gamberoni e calamari fritti, le olive di San Benedetto del Tronto, variante delle più note olive ascolane ripiene di carne, e la Paella Catalana, riso con zafferano e pesce saltato in enormi padelle, tipico della Spagna mediterranea orientale.
Maggiori informazioni sui siti www.nizzaebarbera.it e www.streetfood.it
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