The Grand Wine Tour: nasce la prima certificazione italiana di eccellenza dei servizi enoturistici

Emozione ed eccellenza! Questi i cardini fondanti del marchio Grand Wine Tour, un marchio di altissima qualità destinato alle aziende vitivinicole che adottano standard di eccellenza nell’accoglienza enoturistica.
Primo in Italia, il nome evoca il “Grand Tour”, il viaggio formativo, artistico e culturale che i giovani nobili erano soliti intraprendere a partire dalla fine del XVII secolo in Europa, destinando, l’ultima tappa, all’Italia, considerata la culla d’eccellenza per Arte, Bellezza e Storia.
Più tardi questo viaggio divenne alla moda anche per le giovani donne: chi non ricorda nel famoso “Le piccole donne crescono”, di Louisa May Alcott, l’episodio dell’ambito viaggio culturale in Europa che la zia March offrì alla piccola Amy, al posto di Jo?

Soggiorni in luoghi meravigliosi, esperienze vitalizzanti e formative ed accoglienza di alto livello erano i tratti distintivi del Grand Tour, gli stessi parametri che, oggi, sono riproposti in chiave moderna per The Grand Wine Tour, dove la cultura del vino e quella dell’ospitalità si incontrano in un progetto mai realizzato prima in Italia.
Per definire ed ottimizzare il marchio, gli standard ed i requisiti di accesso, l’associazione ha predisposto una misura oggettiva della qualità dell’accoglienza, definita con l’attribuzione di punteggi ponderati che, sommati, definiscono una soglia minima al di sotto della quale non è possibile l’accesso al progetto. redigendo due documenti fondamentali: il Manifesto e la Carta della Qualità.

Il Manifesto di The Grand Wine Tour è il decalogo condiviso da 19 importanti aziende vitivinicole aderenti di tutta Italia, accomunate dal desiderio di investire nella promozione dell’enoturismo di alta qualità, strutturato in dieci punti che sancisce, in modo chiaro e inequivocabile, i presupposti per l’utilizzo del marchio e l’unità di intenti che anima e lega ognuna delle realtà vinicole presenti.

La Carta della Qualità determina una serie di parametri che le aziende vinicole devono necessariamente rispettare per poter utilizzare il marchio di qualità TGWT, attraverso 50 criteri precisi, divisi in tre sezioni di valutazione (tour e tasting, ristorante e ospitalità, vino) al fine di sancire l’idoneità di ciascuna realtà produttiva ad aderire all’associazione e, di conseguenza, all’utilizzo del marchio.
A ulteriore garanzia, è stato, altresì, predisposto un apposito Organo Tecnico per la verifica della conformità di ciascuna azienda alla Carta della Qualità con la collaborazione della dott.ssa Roberta Garibaldi, ricercatrice, consulente e docente di turismo enogastronomico, membro del board dell’International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism.

Le cantine aderenti all’associazione che utilizzano il marchio sono 19, da nord a sud:
Piemonte Ceretto, Coppo, Tenuta Carretta, Michele Chiarlo, Cascina Chicco, Travaglini, Villa Sparina
Veneto Bortolomiol, Col Vetoraz, Zenato, Inama
Emilia Romagna Umberto Cesari
Liguria Lunae, Poggio dei Gorleri
Toscana Altesino, Fattoria Le Pupille, Sapaio
Lazio Casale del Giglio
Campania Feudi di San Gregorio




