Statistiche web
Letture istruttive

Un millennio di storia della Vernaccia di San Gimignano, il re dei bianchi toscani

Vernaccia di San GimignanoFa bene Attilio Scienza, nell’incipit del volume “Vernaccia di San Gimignano” a porre la domanda “Il terroir fa ancora la differenza?“, ricordando che il Nuovo Mondo comunica il vino attraverso il nome del vitigno e non della località di produzione. L’interrogativo nasce dal fatto che, studiando la storia e i movimenti delle popolazioni, non si può fare a meno di notare che i luoghi di produzione sono stati in molti casi più un punto di arrivo che di partenza. Sono stati più spesso i vitigni, trasportati da una terra ad un’altra, a scandire la storia di un vino. Basta osservare la complessa e spesso travagliata storia della viticoltura in Europa, dalle crisi demografiche ai cambiamenti climatici, dall’arrivo della fillossera e di altri parassiti provenienti dalle Americhe, allo sviluppo dei trasporti su rotaia a fine ‘800, per rendersi conto che gli inevitabili spostamenti territoriali e le conseguenti necessità economiche hanno determinato la scomparsa e la nascita di nuovi luoghi di produzione del vino.
E San Gimignano ne è un chiaro esempio, la sua storia millenaria vede il passaggio di popolazioni etrusche e romane, è uno dei nodi della via Franchigena, nata per favorire i pellegrinaggi, gli scambi economici e culturali.
Non è un caso che gli studiosi di ampelografia fatichino non poco a determinare le origini delle centinaia e centinaia di varietà che popolano il globo.
La San Gimignano di oggi appare ormai con chiarezza la culla di un vino i cui confini sono rigorosamente delimitati e sembrano custodire consapevolmente un tesoro le cui potenzialità sono in continuo sviluppo. Questo volume dal formato quasi tascabile, edito da Carlo Cambi Editore, vede il contributo di Attilio Scienza, Zeffiro Ciuffoletti, Carlo Macchi e Leonardo Romanelli, nomi noti che ben conoscono la realtà vitivinicola toscana. Come è giusto che sia, c’è molta storia in questo volume di circa 150 pagine, un approfondimento avvincente su uno dei luoghi più affascinanti di tutta la regione. Un capitolo è dedicato alla cronologia della Vernaccia di San Gimignano nei secoli, a partire dal 1032, in cui un documento notarile cita per la prima volta la presenza di vigne nella “corte de Gemignano”, per concludere con il 1993, anno in cui questo vino conquista l’ambita Docg.

Veduta vignetiJenny Migliorini ed Enrico Capezzuoli, del Dipartimento di Scienze della Terra – Università di Siena, si addentrano nelle caratteristiche geologiche del comune di San Gimignano, rivelando che la maggior parte dei suoli destinati alla produzione della Vernaccia sono quelli formatisi sui depositi di origine pliocenica, risalenti a 6,8-1,8 milioni di anni fa, quando al posto delle attuali vigne c’era il mare. Basta farsi un giro per accorgersi di quanti fossili sono tutt’ora visibili in molte zone che circondano il comune (chi come me ha visitato Montenidoli, ne avrà visti numerosi).
Carlo Macchi ci racconta della “piccola isola bianca” in un mare di vino rosso, delle caratteristiche di quest’uva e dell’evoluzione della Vernaccia di San Gimignano a partire dal boom del vino italiano di qualità che ha avuto inizio a fine anni Settanta, con una forte scossa in avanti determinata dal tristemente famoso scandalo del vino al metanolo del 1986. Macchi fa un excursus anche sulle diverse strade intraprese dai numerosi produttori di questo storico vino, fino ad arrivare alle recenti “selezioni”, in parole povere vini le cui uve provengono da una specifica particella di vigna particolarmente vocata o da una scelta delle migliori uve di determinati territori.
A Leonardo Romanelli il tema più “sfizioso”: La Vernaccia tra cucina e tavola. In questo capitolo ci addentriamo nella tradizione culinaria sangimignanese, con la descrizione di numerose ricette corredate da eccellenti immagini a colori, come le “Capesante marinate alla Vernaccia con melone bianco e pomodoro caramellato“, il “Risotto alla Vernaccia con asparagina, gamberi rossi e liquirizia“, “Lombetto di coniglio al rosmarino e Vernaccia con zucchine al parmigiano” e molte altre ancora.
Una sezione è dedicata alla descrizione sensoriale dell’aroma del vino Vernaccia di San Gimignano, con approfondimenti sulla scheda di valutazione, a cui segue la degustazione, la temperatura di servizio e conservazione.
L’anima del libro è però racchiusa nella parte centrale, dove vengono dedicate ampie schede e numerose immagini alle aziende vinicole del territorio, parte utilissima per avere una visione a 360° della realtà produttiva di San Gimignano.
Inoltre, la parte finale prevede un utile glossario dei termini del vino, la descrizione dell’ultimo disciplinare di produzione della Vernaccia, il “Museo del Vino della Vernaccia di San Gimignano”, il Consorzio e l’indirizzario, comprensivo di coordinate satellitari, di tutte le aziende menzionate nel volume.
A rendere ancora più preziosa l’opera, vi sono bellissimi estratti e citazioni di personaggi illustri come Gino Veronelli, Henry James, Mario Soldati, Walter Benjamin. Va sottolineato, infine, che nel libro all’italiano è affiancata la traduzione in lingua inglese.
Un bel contributo al vino bianco simbolo della Toscana, che tutti gi appassionati e curiosi faranno bene a non lasciarsi sfuggire.

Vernaccia di San Gimignano – Collana Terre di Vino
Carlo Cambi Editore
con testi di Attilio Scienza, Zeffiro Ciuffoletti, Carlo Macchi e Leonardo Romanelli
Pagine 150
Prezzo 16 euro

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio