L’Urban Art incontra e interpreta la linea dei Monovarietali Bio di Baglio di Pianetto

Vino e arte è un binomio che, nei secoli, ha conosciute tante diverse sfumature, e sono sempre di più le aziende sensibili a questo incontro, proprio per il respiro artistico e culturale che lega questo prodotto edonistico all’essere umano. Entrambi del resto raccontano spesso paesaggi, figure, storie e al tempo stesso danno emozioni.
Nasce così il progetto di restyling delle etichette della linea Monovarietali Bio dell’azienda Baglio di Pianetto, fondata del conte Paolo Marzotto nel 1997 a Santa Cristina di Gela, sulle colline a pochi chilometri da Palermo.
L’idea di rinnovare le etichette di questa linea fortemente voluta da Francesco Tiralongo, Amministratore Delegato, prematuramente scomparso il 2 marzo scorso, è nata dal desiderio di raccontare tramite l’arte una storia che vede come protagonista il vino, celebrando allo stesso tempo il territorio di origine.
Da qui l’incontro con l’artista palermitano Andrea Buglisi, uno dei più significativi e importanti autori della Street Art italiana, nonché Docente di Discipline Pittoriche e Scenografiche presso il Liceo Artistico Catalano di Palermo, che in diversi quartieri della città, ha lasciato tracce tangibili di rigenerazione urbana attraverso murales di grande impatto, divenuti ormai punto di riferimento del movimento della Street e Urban Art. Tra le sue opere più importanti, vi è “La porta dei Giganti” del 2021, composta da due grandi raffigurazioni dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, realizzate nei pressi dell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo; un’opera di grande impatto emotivo. Murales che entrano a far parte del tessuto urbano e cambiano volto ai quartieri, dando un significato diverso allo spazio abitato, una forma di arte che racchiude una forte componente sociale, indissolubile dal contesto di origine.

Come lo stesso Buglisi ha raccontato durante la presentazione ufficiale, che si è svolta nella splendida cornice del Kalhesa Restaurant & Sushi Bar: “Le immagini originali che ho realizzato per la linea Monovarietali Bio di Baglio di Pianetto, giocano in maniera lirica ed ironica con alcuni elementi tipici legati al vino e tracciano un viaggio immaginario che va dalle campagne della provincia alla città di Palermo. Così, figure di uomini e donne retrò di diverse età, si trovano ad interagire con elementi naturali legati al vino creando un mix di tradizione e innovazione. Ogni etichetta è resa unica nelle forme e nei colori grazie alle sensazioni che ho percepito assaggiando ogni vino. Il messaggio è diretto e trasversale, come nell’Urban Art di cui mi occupo, ma evocativo. Esso permette al fruitore di dare sfogo alla sua immaginazione e dare una propria interpretazione al racconto interagendo con il prodotto. La collezione nel suo insieme risulta coerente nelle forme e nelle cromie e riesce a catturare l’attenzione del consumatore distinguendosi dai prodotti della concorrenza”.

Un legame che vede quindi una sorta di viaggio evocativo ricostruito attraverso le singole etichette.
Questi sette vini che compongono la linea Monovarietali Bio, vogliono anche rappresentare il continuo lavoro di valorizzazione del patrimonio vitivinicolo siciliano e la voglia di guardare sempre avanti.
Le etichette realizzate per la linea dei Monovarietali Bio racchiudono l’essenza della città di Palermo e della sua cultura, creando un’identità territoriale forte e distintiva, con i suoi colori vivaci, le sue forme e gli elementi che contraddistinguono la città di Palermo. Colpiscono in particolare l’Insolia, vista come una giovane donna assorta nei suoi pensieri su una foglia di vite, tracciata con colori tenui che ne sottolineano l’aspetto fresco e delicato; anche per il grillo la scelta ricade su una figura femminile, una donna che si tuffa senza paura nell’atmosfera e nella tradizione palermitana, per sottolineare l’espressività del grillo d’altura, in una rappresentazione quasi onirica; in ultimo il Frappato che racconta leggerezza e vivacità. Qui l’artista gioca con gli elementi del vino e con un pattern di onde, creando un’illustrazione che ne richiama la freschezza.

Un lavoro interessante e di grande approfondimento, che mette in evidenza la voglia di sottolineare il senso di appartenenza al territorio, lasciando al fruitore la capacità di andare oltre la bottiglia di vino, ma interagire con la sua ricchezza non solo espressiva, ma anche culturale.
Fosca Tortorelli



