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Le DOC delle Marche: Pergola

Le DOC delle Marche: Pergola


Pergola D.O.C.
(Approvato con D.M. 11/7/2005 – G.U. n.170 del 23/7/2005; ultima modifica con D.M. del 7/3/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del MIPAAF, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)


zona di produzione
● in provincia di Pesaro-Urbino: comprende i territori amministrativi dei comuni di Fratte Rosa, Frontone, Pergola, S. Lorenzo in Campo e Serra S. Abbondio;

base ampelografica
rosato (anche frizzante), rosato o rosé (anche spumante), rosso (anche novello, superiore, riserva): min. 60% aleatico, possono concorrere altri vitigni a bacca nera, fino a un massimo del 40%, idonei alla coltivazione per la Regione Marche, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con decreto ministeriale 7 maggio 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e successivi aggiornamenti;
con menzione del vitigno rosso: Aleatico (anche superiore, riserva, spumante, passito) min. 85%, possono concorrere altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Marche max. 15%;

norme per la viticoltura
è consentita l’irrigazione di soccorso;
le forme di allevamento e i sistemi di potatura ammessi sono il cordone speronato e il Guyot semplice o doppio e le loro varianti (cordone libero e archetto toscano), sono esclusi i sistemi espansi;
per i nuovi impianti e reimpianti la densità dei vigneti dovrà essere di almeno 2.200 ceppi per ettaro;
la resa massima di uva dei vigneti in coltura specializzata non può superare le 12 t/Ha per le tipologie Rosato e Rosso, 10 t/Ha per le tipologie Aleatico e Rosso Superiore, 9 t/Ha per l’Aleatico Superiore;
le uve destinate alla produzione dei vini “Pergola” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 9,00% vol. per Aleatico Spumante, Rosato Frizzante e Rosato o Rosé Spumante, 10,50% vol. per Rosato, Rosso, Novello, Aleatico Riserva e Aleatico Passito, 11,00% vol. per Aleatico Superiore e Rosso Superiore;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, affinamento, invecchiamento, appassimento e imbottigliamento sono consentite esclusivamente nel territorio amministrativo dei comuni indicati;
per la tipologia Spumante, le operazioni di vinificazione, spumantizzazione e imbottigliamento del prodotto spumantizzato, potranno essere effettuate anche al di fuori della zona di produzione, sempre che siano effettuate all’interno del territorio della Regione Marche;
è consentito l’arricchimento con mosto concentrato ottenuto da uve dei vigneti iscritti alla denominazione “Pergola” o mosto concentrato rettificato;
per le uve destinate alla produzione dei vini “Pergola” Aleatico Passito, il tradizionale metodo di vinificazione prevede che l’uva, dopo aver subito un’accurata cernita, debba essere sottoposta ad appassimento naturale e può essere ammostata non oltre il 31 marzo dell’anno successivo; è prevista per l’appassimento la possibilità di utilizzare locali idonei dove può essere controllata sia la temperatura che l’umidità; l’appassimento delle uve deve avvenire in condizioni idonee ed è ammessa una parziale disidratazione con aria ventilata fino a raggiungere un tenore zuccherino non inferiore al 26%; la conservazione e l’invecchiamento possono avvenire in recipienti di capacità non superiore a litri 500, di acciaio inox, terracotta, cemento vetrificato o vetro. Limmissione al consumo non può avvenire prima del 1° novembre dell’anno successivo a quello della raccolta delle uve;
i vini a denominazione di origine controllata “Pergola” Aleatico e “Pergola” Rosso, possono avere diritto alla menzione “Riserva” se sottoposti ad invecchiamento di almeno 24 mesi dei quali 2 di affinamento in bottiglia. L’invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di vendemmia;

norme per l’etichettatura e il confezionamento
è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione in etichetta per tutte le tipologie di vino, ad eccezione delle versioni Spumante e Frizzante;
è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione in etichetta per tutte le tipologie di vino, ad eccezione delle versioni Spumante e Frizzante;
per il confezionamento dei vini a denominazione di origine controllata «Pergola», ad esclusione delle tipologie Spumante e Frizzante, sono ammesse soltanto bottiglie aventi forma e abbigliamento consoni ai caratteri dei vini di pregio con la capacità di litri 0,187 – 0,250 – 0,375 – 0,500 – 0,750 – 1,500 – 3,000 e con chiusura con tappo raso bocca, in sughero o altro materiale inerte.
Limitatamente alle confezioni da litri 0,187 – 0,250 – 0,375 – 0,500 e da 0,750 è ammessa la chiusura con tappo a vite.
Per le tipologie spumante e frizzante sono ammesse tutte le bottiglie aventi forma e capacità consentite dalle norme vigenti e per le quali dovranno utilizzarsi sistemi di chiusura a norma di legge;

legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
♦ Fattori naturali rilevanti per il legame
Pergola, cittadina in Provincia di Pesaro, è posta a ridosso della catena montuosa appenninica e fa parte del territorio regionale di Media e Alta Collina (MAC).
Area interna delimitata, per la denominazione, nel territorio di 5 Comuni tutti compresi nella Provincia di Pesaro Urbino.
L’area è percorsa dal fiume Cesano e dista circa Km 30 dal mare. Essa si sviluppa nella parte valliva del percorso del fiume che ha in Pergola il suo centro abitato di riferimento economico e sociale.
La parte iniziale del percorso del fiume e della delimitazione raggiunge un’altezza di mt 1702 s.l.m..
L’altezza media è di 260 mt s.l.m. ed i vigneti sono presenti in tutta l’area ed a tutte le altezze comprese da mt 100 fino ai mt 1.600 s.l.m. con una accentuazione tra mt 200 e mt 500 s.l.m.. Geologicamente nell’area pedemontana prevalgono rocce calcarenitico-pelitiche e marnoso-calcaree.
La valle è occupata da depositi alluvionali, con prevalenza di terrazzi soprattutto ghiaiosi ed interessati da copertura fine e alluvionale proveniente dai versanti collinari e montani prossimi.
Il clima appartiene al Piano fitoclimatico “Alto collinare” ed è caratterizzato da piovosità medie superiori a 7-800 mm annui e temperature medie inferiori ai 14 °C.
Le classi di pendenza dell’area delimitata sono concentrate per il 70 % tra il 5 ed il 40%.
Il percorso del fiume Cesano, per la parte che attraversa la delimitazione, è verso nord per cui le formazioni collinari che formano la parte del relativo bacino sono esposte verso est ed ovest per l’80%.
♦ Fattori umani rilevanti per il legame
Città fondata dagli Eugubini attorno al 1220, fu contesa dai Malatesta di Rimini e poi distrutta nel 1455 da Francesco Sforza.
Già il nome Pergola riconduce ad un pergolato viticolo ed il vitigno “Pergola” è giunto dalle colline umbre, dove già si trovava, probabilmente arrivato dalla vicina Toscana.
Lo scorrere dei secoli ha permesso la selezione di una “vernaccia rossa di Pergola”, come riporta la documentazione storica del 1600.
Ai nostri tempi, nel xx secolo a memoria d’uomo, si parla di un vino locale chiamato “Vernaccia di Pergola” che i documenti storici riportano al 1520.
La vite giunse nel territorio in quanto portata da un nobile eugubino a Grifoleto, località inclusa nel territorio delimitato, nell’anno 1200.
Nel 1500 un discendente della proprietà di cui sopra, agricoltore, curò la diffusione del vitigno, intuendone pregi e qualità, e ne curò la sua diffusione nell’areale.
Con l’arrivo della fillossera nell’area il vitigno ha conosciuto il suo completo declino. Il suo ripristino è trascurato anche quando avviene, all’inizio del 1900, l’avvio della nuova viticoltura su piede americano.
Un primo serio studio del vitigno è opera di un Accademico Agrario di Pesaro, Giuseppe Mamiani, che effettuò nel 1833 uno studio comparato tra i vitigni autoctoni pesaresi con quelli della Toscana individuando una “Vernaccia nera” e un “Aleatico” ai quali si può ricondurre, per recenti ricerche ampelografiche, la “Vernaccia di Pergola”.
Nel 1875 “l’Esposizione agraria regionale” svoltasi in Ferrara, vede la partecipazione di viticoltori con bottiglie di “Vernaccia”, sia pura che tagliata, con la dicitura “vino di lusso”.
Nel Trattato di Ampelografia di N. Marzotto del 1925, sui vitigni più pregiati per la provincia di Pesaro cita le uve nere “Vernaccia nera, Vernaccia, Aleatico e San Gioveto”. Oggi, sulla base di ricerche scientifiche, è stato sciolto qualsiasi dubbio sulla identificazione del vitigno che non può essere considerato una varietà a se stante ma un clone del vitigno Aleatico. Questo vitigno ha trovato, a suo tempo, un’area elettiva di coltivazione nel territorio del Comune di Pergola e nei Comuni limitrofi per produrre il vino “Vernaccia di Pergola”.
Da pochi decenni, con l’impianto di nuovi vigneti, il vitigno riprende il suo ruolo per l’opera di illuminati viticoltori.
La prima difficoltà si è manifestata con la mancata disponibilità del materiale di propagazione che è stato recuperato da antichi vitigni presenti su viti maritate all’acero nel territorio del già citato Grifoleto, e su viti presenti nel chiostro di un convento di Pergola.
L’attività vivaistica ha fatto il resto.
Recuperata la base ampelografica e sostenuti dalla secolare tradizione produttiva che ancora riproduce nelle campagne l’alberata marchigiana (vite maritata all’acero), che per la Vernaccia sembra desse i migliori risultati, oggi sostituita dall’allevamento a controspalliera con potatura lunga a doppio archetto dei moderni vigneti, ne è conseguita la scelta di procedere al riconoscimento della denominazione.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
Rosso rubino brillante con riflessi porpora. Questa uva dona al vino grande complessità aromatica, sia all’olfatto che al gusto che si esprime con note che vanno dallo speziato ai sentori floreali come rosa e viola passite ed evoca essenze dei frutti rossi del sottobosco. Il gusto è pieno ed armonico, ben equilibrato. Grazie ai suoi tannini dolci lascia in bocca sensazioni di morbidezza e rotondità.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Il vitigno predilige terreni silicei, calcarei, di collina, sassosi, ben esposti ma non molto fertili. Si adatta a diversi sistemi di allevamento, preferendo quelli poco espansi e potatura corta. Produce un vino denso di profumi. Ciò è quanto il vitigno riesce ad esprimere in un territorio pedemontano e collinare riparato dai venti di mare, favorito dalla luminosità del sole per la sua esposizione e, pertanto, particolarmente vocato per la vite.
I viticoltori, prima per soddisfare l’autosufficienza alimentare, hanno piantato viti ovunque e le hanno allevate nelle forme atte più alla quantità e poi alla qualità. Sorse così quella viticoltura promiscua di piano e di collina ove la mezzadria ha attivato le sistemazioni arboree, ora in declino, venendosi così a modificare il paesaggio legato al lavoro delle passate generazioni.
Con tali cambiamenti nel territorio regionale sono cambiate le varietà, ma le varietà ricche di tradizione e di credito, come la Vernaccia di Pergola, hanno prevalso sul cambiamento e sull’abbandono per ritornare a nuovo interesse e nuova attenzione nella formazione del reddito agricolo e soddisfazione alimentare.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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