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Le Doc della Sardegna: Malvasia di Bosa


Le Doc della Sardegna: Malvasia di Bosa

Le Doc della Sardegna: Malvasia di Bosa

Malvasia di Bosa D.O.C. (D.M. 24/6/2011 – G.U. n.162 del 14/7/2011)

zona di produzione
● in provincia di Oristano: comprende in parte il territorio dei Comuni di Bosa, Flussio, Magomadas, Modolo, Suni, Tinnura e Tresnuraghes;

base ampelografica
anche riserva, spumante, passito: malvasia di Sardegna min. 95%, possono concorrere altre uve idonee alla coltivazione nella Regione Sardegna max. 5%;

norme per la viticoltura
è consentita l’irrigazione di soccorso;
i nuovi impianti e reimpianti dovranno avere una densità di almeno 4.000 ceppi per ettaro;
la resa massima di uva in coltura specializzata non deve superare 6 t/Ha, fatta eccezione per la tipologia Spumante che può arrivare a 8 t/Ha;
le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 15% vol. (11% vol. per la tipologia Spumante);

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, conservazione, invecchiamento, imbottigliamento e affinamento in bottiglia dei vini devono essere effettuate all’interno della zona di produzione;
le operazioni di vinificazione, spumantizzazione e imbottigliamento del vino a denominazione di origine controllata “Malvasia di Bosa” Spumante possono essere effettuate anche fuori della zona delimitata e comunque entro il territorio della Regione Sardegna;
non è consentito l’uso di mosti concentrati; è tuttavia consentito l’arricchimento mediante concentrazione a freddo del mosto di malvasia ottenuto;
per la tipologia Passito è consentito l’appassimento in locali idonei fino a raggiungere un contenuto zuccherino minimo di 272 g/l. E’ inoltre ammessa la parziale disidratazione con ventilazione forzata o in appositi locali termocondizionati;
il vino a denominazione di origine controllata “Malvasia di Bosa”, se sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno 2 anni a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui almeno 1 anno in botti di legno, può recare in etichetta la menzione “Riserva“; nella tipologia Amabile o Dolce deve essere immesso al consumo a partire dal 1° marzo successivo all’anno di produzione delle uve; nella tipologia Spumante deve essere immesso al consumo a partire dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve; nella tipologia Passito deve essere immesso al consumo a partire dal 1° aprile dell’anno successivo all’anno di produzione delle uve;

norme per l’etichettatura
nella presentazione e designazione dei vini, con l’esclusione della tipologia Spumante, è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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