Le DOC della Toscana: Elba

❂ Elba D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 9/7/1967 – G.U. n.200 del 10/8/1967; ultima modifica D.M. 7/3/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)
► zona di produzione
● in provincia di Livorno: comprende il territorio amministrativo dei Comuni dell’Isola d’Elba;
► base ampelografica
● bianco, spumante, Vin Santo: trebbiano toscano 10-70%, ansonica e/o vermentino 10-70%, possono concorrere altri vitigni autorizzati nella Regione Toscana con uve a bacca bianca max. 30%, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti riportati nell’allegato 1 del presente disciplinare;
● bianco passito: ansonica, moscato, trebbiano toscano, vermentino da soli o congiuntamente per almeno il 70%, possono concorrere altri vitigni con uve a bacca bianca autorizzati nella Regione Toscana max. 30%;
● con menzione del vitigno bianchi: Ansonica (anche passito), Trebbiano Toscano, Vermentino min. 85%, possono concorrere altri vitigni a bacca bianca autorizzati nella Regione Toscana max. 15%;
● Moscato Passito: moscato 100%;
● rosato, Vin Santo Occhio di Pernice: sangiovese min. 60%, possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, da soli o congiuntamente, autorizzati nella Regione Toscana max. 40%, sono ammessi anche vitigni a bacca bianca fino a un massimo del 20%, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti riportati nell’allegato 1 del presente disciplinare;
● rosso (anche riserva): sangiovese min. 60%, possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, da soli o congiuntamente, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti riportati nell’allegato 1 del presente disciplinare, max. 40%;
● con menzione del vitigno rosso: Sangiovese min. 85%, possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, da soli o congiuntamente, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana max. 15%;
► norme per la viticoltura
● è ammessa l’irrigazione di soccorso;
● i nuovi impianti e reimpianti debbono prevedere un numero minimo di 4.000 ceppi/Ha;
● la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere:
- Bianco e Vin santo 9 t/Ha e 10,50% vol.
- Bianco Spumante 9 t/Ha e 10% vol.
- Ansonica, Vermentino, Trebbiano 9 t/Ha e 11% vol.
- Rosso 8 t/Ha e 11% vol.
- Rosso Riserva 8 t/Ha e 12% vol.
- Rosato 8 t/Ha e 10,5% vol.
- Sangiovese, Vinsanto Occhio di Pernice 8 t/Ha e 11% vol.
- Ansonica Passito, Moscato Passito 7 t/Ha e 11% vol.
- Bianco Passito 7 t/Ha e 10,5% vol.
● fermo restando i limiti di produzione/ha indicati, la produzione di uva per ceppo dei vigneti preesistenti all’entrata in vigore del presente disciplinare aventi densità inferiore ai 4000 ceppi/ha non potrà comunque superare i 2,5 kg e i 2 kg per i vini Elba Ansonica Passito, Moscato Passito e Bianco Passito;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di appassimento delle uve, spumantizzazione, vinificazione, conservazione, invecchiamento e imbottigliamento devono essere effettuate nell’ambito della zona di produzione;
● è consentito l’arricchimento con mosti concentrati ottenuti da uve dei vigneti iscritti all’albo della stessa denominazione d’origine controllata o con mosto concentrato rettificato e comunque secondo le norme CE vigenti;
● le uve destinate alla produzione dei vini Moscato Passito, Ansonica Passito e Bianco Passito, dopo un’accurata cernita, devono essere sottoposte per un periodo minimo di almeno 10 giorni ad appassimento all’aria o in locali idonei, con possibilità di una parziale disidratazione con aria ventilata e/o deumidificata sino al raggiungimento di un contenuto zuccherino minimo del 30%;
● nella vinificazione del vino doc “Elba” Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice il tradizionale metodo di vinificazione prevede quanto segue:
– l’uva, dopo aver subito un’accurata cernita, deve essere sottoposta ad un appassimento naturale e può essere ammostata, per le particolari condizioni climatiche dell’isola d’Elba, non prima del 1° novembre dell’anno di raccolta e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo.
– L’appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei ed è ammessa una parziale disidratazione con aria ventilata e deve raggiungere un contenuto zuccherino minimo non inferiore al 26,5%.
– La conservazione e l’invecchiamento devono avvenire in recipienti di legno di capacità non superiore a 5 ettolitri.
– L’immissione al consumo non può avvenire prima del 1° novembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve.
– Al termine del periodo di invecchiamento il prodotto deve avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo del 16%;
● il vino “Elba” Rosso, sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a 24 mesi di cui almeno 12 in recipienti di legno, può portare in designazione la specificazione aggiuntiva “Riserva“. Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve;
► norme per l’etichettatura e il confezionamento
● nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Elba” può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale ai sensi dell’art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010;
● per tutte le tipologie della denominazione di origine controllata “Elba” è obbligatorio indicare in etichetta l’annata di produzione delle uve;
● i vini possono essere immessi al consumo esclusivamente in recipienti di vetro di volume nominale non superiore a litri 3. Sono consentiti i sistemi di chiusura previsti dalla normativa vigente;
► legame con l’ambiente geografico
● A) Informazioni sulla zona geografica
◉ Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona di produzione dei Vini della denominazione di origine “Elba” corrisponde all’intero territorio amministrativo dei comuni dell’Isola d’Elba.
L’isola d’Elba, la maggiore dell’Arcipelago toscano, ha una superficie di 224 kmq ed è la terza isola italiana per estensione. La morfologia del suo territorio è prevalentemente collinare con un massiccio rilievo montuoso nella sua parte occidentale che supera i 1000 m. di altitudine. La fascia altimetrica di coltivazione della vite si estende oggi dal livello del mare fino ai 450 m.
La complessa origine geologica dell’isola ha determinato differenti tipi di substrati rocciosi nelle sue diverse zone e quindi diversi tipi di suoli: la zona occidentale del massiccio del monte Capanne ha suoli derivati dalla disgregazione di rocce granitiche che hanno originato terreni sciolti e molto permeabili; la zona centrale di origine sedimentaria presenta piccole pianure di raccordo tra le coste e colline non ripide con suoli calcarei, ciottolosi e mediamente argillosi; nella parte orientale dell’isola di origine metamorfica predominano i suoli poco profondi, con scheletro grossolano e buona presenza di minerali.
Anche se differenti per tessitura i suoli delle diverse zone dell’isola sono sempre poveri di sostanza organica e ben adatti quindi alla produzione di uve di qualità che conferiscono ai vini particolari caratteristiche aromatiche, struttura e complessità.
Il clima è di tipo mediterraneo caratterizzato da masse di aria di genesi tropicale marittima in estate alternate a masse invernali di provenienza marittima polare; la temperatura media annuale si colloca intorno ai 17°C con medie invernali di 10°C ed estive di 24°C; la vicinanza di tutte le coltivazioni viticole al mare influenza e determina zone microclimatiche uniformi nelle diverse parti dell’isola; le precipitazioni si concentrano dall’autunno inoltrato alla primavera, con una media annuale di circa 700 mm con punte di 900 mm nei versanti nord del complesso del Monte Capanne e 500 mm. sui versanti sud sudovest.
◉ Fattori umani rilevanti per il legame
La viticoltura dell’isola d’Elba risale al periodo etrusco, anche se l’antico sistema di allevamento ad alberello denota l’influenza greca. Già i Romani la denotavano come “isola feconda di vino”.
Nei secoli del Rinascimento si definiscono le principali varietà di uve da vino che provengono dalle diverse zone del Mediterraneo che hanno esercitato influenze economiche e sociali sull’isola: dalla Toscana proviene il Trebbiano, il Sangiovese e l’Aleatico, dalla Sicilia l’Ansonica e il Moscato, dalla Corsica e dalla Liguria il Vermentino; tra le tante varietà che sono state coltivate sull’isola nel corso dei secoli e provenienti dalle più diverse zone viticole europee, quelle elencate sono oggi le principali varietà che compongono e caratterizzano le tipologie dei Vini della DOC “Elba”, sicuramente per il loro migliore adattamento alle condizioni climatiche e ai diversi tipi di suoli.
La viticoltura è stata fino alla metà del secolo XX la principale attività economica della popolazione dell’isola; è indicativo della sua importanza il calo demografico superiore al 10% che si ebbe alla metà del secolo XIX in concomitanza con l’esplosione della crittogama “Oidio della vite” che portò all’estirpazione di gran parte dei vigneti: solo con l’introduzione dello zolfo come curativo della patologia, anche la popolazione isolana riprese ad aumentare. Una relazione per il primo censimento del Regno d’Italia (Inchiesta Agraria del senatore Stefano Iacini) indica in quasi 5000 ettari (più del 20% dell’intera superficie dell’isola) l’estensione dei vigneti nel 1870. La maggior parte della produzione dei vini era commercializzata nel centro e nord Italia soprattutto per migliorare la qualità e la concentrazione dei vini di quei territori; tale commercializzazione dei mosti e vini ben si integrava con l’attività marinara presente nei paesi dotati di porti.
● B) Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La DOC “Elba” è riferita a 8 tipologie di vini fermi e 5 di vini passiti. Le diverse tipologie sono ottenute principalmente dai vitigni che nei secoli si sono meglio adattati all’ambiente geografico dell’isola d’Elba: i vini bianchi sono ottenuti prevalentemente dalle varietà Trebbiano toscano, Ansonica, Vermentino e Moscato, i vini rossi ed il rosato dalla varietà Sangiovese.
Per il clima caldo e asciutto i vini hanno titolo alcolometrico totale minimo abbastanza elevato e modesto tenore in acidità totale; i vini passiti, ancora a motivo del clima caldo durante il periodo di appassimento delle uve, presentano un elevato estratto non riduttore e un buon contenuto in residuo zuccherino.
Per la composizione minerale dei terreni i vini, in particolare i bianchi, presentano una buona sapidità e una decisa mineralità al gusto.
● C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettara A) e quelli alla lettera B)
Mentre i differenti tipi di suoli tendono a differenziare le caratteristiche enologiche delle uve nelle diverse zone dell’isola, i fattori climatici e antropici le accomunano.
Le condizioni climatiche, la viticoltura concentrata soprattutto sui terrazzamenti e sui versanti collinari e i tradizionali sistemi di allevamento poco espansi (alberello e successivamente cordone speronato basso) sono fattori ambientali e umani che conferiscono particolari caratteristiche ai vini della D.O.C. “Elba”: il clima caldo e asciutto nei mesi estivi determina una bassa produzione per ceppo e favorisce una maturazione precoce ed una elevata sanità delle uve; lo stesso ambiente climatico caldo e assolato nel mese di settembre ha determinato la pratica dell’appassimento al sole per breve periodo delle varietà più pregiate per ottenere i vini passiti della D.O.C. “Elba” quali l’Ansonica, il Moscato, il Bianco, il Vin santo ed il Vin santo occhio di pernice. Il clima asciutto dei mesi tardo-primaverili ed estivi ha da sempre indotto i viticoltori a praticare irrigazioni di soccorso, dove la presenza e la raccolta delle acque lo permettevano, soprattutto nei primi anni di vita del vigneto. Lo stesso clima ha determinato rese basse per ettaro delle uve, come prevede l’articolo 4 del disciplinare, concorrendo alla qualità dei vini.
La varietà delle tipologie e delle categorie dei vini della D.O.C. “Elba” (Vini bianchi, rosato, rossi e vini passiti) attestano l’importanza che la coltivazione della vite e l’elaborazione dei vini hanno sempre avuto nel tessuto sociale ed economico dell’isola; la viticoltura infatti si è sempre sviluppata in piccole imprese proprietarie di piccoli poderi dove era l’attenta manodopera familiare permetteva la produzione di varietà differenti di uve e di vini.
Ancora oggi la vitivinicoltura dell’isola è formata da aziende medio-piccole che occupano tutta la filiera produttiva, dal vigneto alla vinificazione sino all’imbottigliamento e alla commercializzazione del prodotto.
► Allegato 1 – Vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana per la produzione della DOP dei vini “ELBA”
1. Abrusco N.
2. Albana B.
3. Albarola B.
4. Aleatico N.
5. Alicante Bouschet N.
6. Alicante N.
7. Ancellotta N.
8. Ansonica B.
9. Barbera N.
10. Barsaglina N.
11. Biancone B.
12. Bonamico N.
13. Bracciola Nera N.
14. Cabernet Franc N.
15. Cabernet Sauvignon N.
16. Calabrese N.
17. Caloria N.
18. Canaiolo Bianco B.
19. Canaiolo Nero N.
20. Canina Nera N.
21. Carignano N.
22. Carmenere N.
23. Cesanese D’Affile N.
24. Chardonnay B.
25. Ciliegiolo N.
26. Clairette B.
27. Colombana Nera
28. Colorino N.
29. Durella B.
30. Fiano B.
31. Foglia Tonda N.
32. Gamay N.
33. Grechetto B.
34. Greco B.
35. Groppello di Santo Stefano N.
36. Groppello Gentile N.
37. Incrocio Bruni 54 B.
38. Lambrusco Maestri N.
39. Livornese Bianca B.
40. Malbech N.
41. Malvasia Bianca di Candia B.
42. Malvasia Bianca lunga B.
43. Malvasia Istriana B.
44. Malvasia N.
45. Malvasia Nera di Brindisi N.
46. Malvasia Nera di Lecce N.
47. Mammolo N.
48. Manzoni Bianco B.
49. Marsanne B.
50. Mazzese N.
51. Merlot N.
52. Mondeuse N.
53. Montepulciano N.
54. Moscato Bianco B.
55. Muller Thurgau B.
56. Orpicchio B.
57. Petit manseng B.
58. Petit verdot N.
59. Pinot Bianco B.
60. Pinot Grigio G.
61. Pinot Nero N.
62. Pollera Nera N.
63. Prugnolo Gentile N.
64. Pugnitello N.
65. Rebo N.
66. Refosco dal Peduncolo rosso N.
67. Riesling Italico B.
68. Riesling Renano B.
69. Roussane B.
70. Sagrantino N.
71. Sanforte N.
72. Sangiovese N.
73. Sauvignon B.
74. Schiava Gentile N.
75. Semillon B.
76. Syrah N.
77. Tempranillo N.
78. Teroldego N.
79. Traminer Aromatico Rs
80. Trebbiano Toscano B.
81. Verdea B.
82. Verdello B.
83. Verdicchio Bianco B.
84. Vermentino B.
85. Vermentino Nero N.
86. Vernaccia di San Gimignano B.
87. Viognier B.



