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Sorsi di birra

Rochefort


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Trappista
9%
Abbazia di Nostra Signora di St.Remy
0.75 cl
C (da 7,51 a 10,00 euro)

 

Rochefort BeerIl birrificio, in attività dal 1595, si trova all’interno dell’Abbazia di Nostra Signora di St Remy nei pressi della cittadina di Rochefort. Attualmente sono una quindicina i monaci che custodiscono i segreti della ricetta, la stessa che dà vita alle tre diverse etichette prodotte. La differenza sta solo ed unicamente nel grado alcolico (6 tappo rosso, 8 tappo verde, 10 tappo blu). L’acqua impiegata nella produzione brassicola viene direttamente da un pozzo all’interno del monastero. Ho deciso di recensire la Rochefort 8 perché è quella più facilmente reperibile dal momento che è anche quella brassata in maggiore tiratura (basti pensare che la Rochefort 6 rappresenta appena l’1% mentre la Rochefort 10 circa 1/3 della produzione). Il colore di questa birra è un ambra scuro, molto bello ed intenso, che vira quasi nel marrone. La schiuma non è particolarmente generosa ma fine e compatta. Il naso attacca con un inizio dolce, caramellato, di agrume candito ed uva passa, frutta rossa, zucchero di canna, liquirizia e cioccolato al rhum. Ciò nonostante lascia traspirare una notevole freschezza olfattiva che risolve qualunque dubbio di possibile pesantezza aromatica. Anche al palato nasconde molto bene il notevole grado alcolico grazie ad una carbonazione ben calibrata ed una beva trascinante. Il finale è pulito, speziato, secco ed amaro. Il rischio che si corre è di dimenticarne l’elevata gradazione ed esagerare. Birra che merita di essere invecchiata per qualche tempo perché in grado di sviluppare un’interessante ed ampia complessità terziaria. Abbinamento preferenziale con il Roquefort (suonano uguali anche se non lo sono) formaggio di pecora francese, celebre erborinato sul quale risulterebbe sicuramente più indicata la corposa versione “10” ma azzardare una “8” semmai ben invecchiata potrebbe riservare piacevolissime sorprese.
Voto: @@@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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