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Doc e DocgLe regole del vino

Le DOC del Piemonte: Barbera d’Alba Sottozona Castellinaldo

Mappa vino DOC Barbera d'Alba sottozona Castellinaldo


❂ Barbera d’Alba Sottozona Castellinaldo D.O.C.
(D.M. 6/8/2021 – G.U. n.295 del 20/12/2021 – G.U.U.E. C31 – 21/1/2022)


zona di produzione
● in provincia di Cuneo: comprende l’intero territorio del comune di Castellinaldo d’Alba e in parte i territori dei comuni di Canale, Castagnito, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca e Vezza d’Alba, in provincia di Cuneo;


base ampelografica
barbera min. 85%, nebbiolo max. 15%;


norme per la viticoltura
le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:

  • terreni: argillosi, calcarei, silicei e loro eventuali combinazioni;
  • giacitura: esclusivamente collinare. Sono da escludere categoricamente i terreni di fondovalle, umidi, pianeggianti e non sufficientemente soleggiati;
  • altitudine: non superiore a 650 metri s.l.m.;
  • esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve, ma con l’esclusione del versante nord da -22,5° a +22,5° sessagesimali;
  • densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.300;
  • forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forma di allevamento: controspalliera; sistema di potatura: Guyot o cordone speronato) e/o comunque atti a non modificare in negativo le caratteristiche di qualità delle uve e dei vini;

è consentita l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva ammessa per la produzione di vino “Barbera d’Alba” sottozona “Castellinaldo” è di 9,5 t, pari a 66,5 ettolitri per ettaro, in coltura specializzata con titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11,5% vol.;
le uve destinate alla produzione del vino “Barbera d’Alba” sottozona “Castellinaldo” che intendono fregiarsi della menzione aggiuntiva “vigna” seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, devono presentare un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12% vol. Per poter utilizzare la menzione aggiuntiva “vigna”, il vigneto, da cui provengono le uve dovrà avere un’età di impianto di almeno 7 anni;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione e l’invecchiamento del vino a denominazione di origine controllata “Barbera d’Alba” sottozona “Castellinaldo”, devono essere effettuate all’interno delle province di Cuneo, Asti e Torino;
il vino a denominazione di origine controllata “Barbera d’Alba” designato con la sottozona “Castellinaldo” deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di 14 mesi di cui almeno 6 in legno e 3 in bottiglia, calcolati a decorrere dal 1° di novembre dell’anno di raccolta delle uve;
per il vino a denominazione di origine controllata “Barbera d’Alba” designato con la sottozona “Castellinaldo” l’immissione al consumo è consentita soltanto a partire dal 1°gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione del vino “Barbera d’Alba” sottozona “Castellinaldo”, la denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione “vigna” alle condizioni previste dalla vigente normativa nazionale;
nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata “Barbera d’Alba” accompagnata dalla sottozona “Castellinaldo”, l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
le bottiglie in cui viene confezionato il vino a denominazione di origine controllata “Barbera d’Alba” sottozona “Castellinaldo”, per la commercializzazione devono essere di forma corrispondente ad antico uso e tradizione, di vetro, di capacità consentita dalle vigenti disposizioni di legge, ma comunque non inferiori a 18,7 cl. e con l’esclusione del 200 cl.;


legame con l’ambiente geografico
D) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
La sottozona Castellinaldo si estende alla sinistra orografica del fiume Tanaro sul territorio di sei comuni dove i terreni sono più sciolti e la componente sabbiosa è maggiore rispetto agli altri comuni dove si produce il Barbera d’Alba. Questo aspetto ha da sempre differenziato i vini prodotti in quest’area, facendo in modo che il binomio “Barbera d’Alba” e “Castellinaldo” fosse sempre più forte tanto che dopo essere già riconosciuto da numerose pubblicazioni, anche importanti, come la monografia del Fantini a fine Ottocento, prosegue fino agli anni Novanta del Novecento dove i produttori di Castellinaldo già uniti in un’associazione, decidono di adottare un regolamento d’uso più restrittivo rispetto al Barbera d’Alba.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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