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Vermentino di Sardegna Majga Non Filtrato Senza Solfiti Aggiunti 2024

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: 
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Data degustazione:
04/2026


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: IOLEI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 18 a 22 euro


Torniamo a parlare del Vermentino di Sardegna Majga, prodotto dalla cantina Iolei di Oliena – in provincia di Nuoro – questa volta proposto in una veste del tutto particolare. Non alludo all’etichetta creata dall’artista Francesca Ballarini, che è più o meno la stessa del Majga “classico” già recensito, ma ad un vino oserei dire ambizioso. Un nuovo progetto, per la famiglia Puddu, che parte dalla vigna. Secondo l’enologo Antonio – con cui ho parlato – rappresenta un modo più sostenibile di vedere il vino – inoltre aggiunge – se dovessimo riassumerlo in due parole diremmo: uva pigiata e fermentata, senza nessun processo di chiarifica e filtrazione. Il processo di vinificazione prevede una selezione delle uve sia in vigna che in cantina. Viene eseguita una pressatura soffice diretta dei grappoli, scelta del mosto e fermentazione con lieviti selezionati bassi produttori di anidride solforosa e successiva fermentazione malolattica. Prosegue un breve affinamento in tini d’acciaio a contatto con i lieviti con ripetuti bâtonnage (tre volte al giorno) durante tutto l’affinamento – È un vino pronto a sfidare il tempo – conclude Antonio.
Le uve in questione vengono allevate tra Oliena e Dorgali, a 250 metri sul livello del mare. I terreni sono principalmente di origine granitica, composti da un suolo sabbioso e ben drenato. Questa composizione deriva dal disfacimento di vette quali ad esempio il Monte Corrasi, un imponente massiccio montuoso appartenente al territorio di Oliena. La cima più alta del vasto e impervio altopiano del Supramonte, nonché uno dei rilievi più suggestivi dell’Isola.

Vermentino di Sardegna Majga Non Filtrato Senza Solfiti Aggiunti 2024 Iolei

Veniamo al vino, che al mio cospetto si presenta in veste paglierino vivace con timidi riflessi oro antico; buona consistenza. Il timbro olfattivo è piuttosto intenso e i profumi di agrumi dolci hanno la meglio sulla pesca lievemente sciroppata e il melone d’inverno maturo; anche tracce balsamiche e di bagnasciuga rendendo il bouquet ancor più complesso. Questa volta, in bocca, prevale la morbidezza unita a doti di sapidità coerenti al terroir granitico d’appartenenza; il finale rimanda ad una buona tensione acida e ad un alcol percepito in levare. Apprezzo la digeribilità di questo vino. Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta. Calamari ripieni con pangrattato, cipollotto, piselli, uova e pecorino.

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