Valtellina Superiore Riserva La Sàsa 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: BOFFALORA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Riguardo il millesimo 2017 si è detto peste e corna, spesso a sproposito, un po’ in tutt’Italia. Lungi dal voler negare che è stata un’annata calda, siccitosa e problematica; tuttavia, chi è riuscito a portare in cantina uve sane e con livelli di acidità adeguati, ha dovuto adoperare tutta l’esperienza possibile e immaginabile. Attenzione massima in vigna, tempo dedicato alla pianta seguendo pedissequamente – giorno dopo giorno – il ciclo vegetativo, la maturazione dei grappoli e la parete fogliare.
Giuseppe questi aspetti li conosce bene e li mette in pratica indipendentemente dal carattere dell’annata. Allo stesso tempo non nasconde assolutamente il fatto che la Valtellina, nel 2017, ha goduto di un clima particolarmente favorevole, regolare, lontano dalle temperature medie torride del resto di gran parte delle regioni d’Italia. Una grande annata dunque, una di quelle dove produrre una Riserva ha davvero senso. Le uve, inoltre, provengono dagli appezzamenti più significativi di proprietà dell’Azienda, ubicati a 700 metri d’altitudine su terreni sabbiosi. Anche in questo caso il legno dove affina il Valtellina Superiore Riserva La Sàsa non è che un mero contenitore, in nessun modo Giuseppe vuole condizionare il vino snaturandolo da ciò che il territorio è stato in grado di donare alla pianta; una scelta che condivido a pieno.
Calice granato con ricordi rubino, consistente e di media trasparenza. Respiro intenso, austero, da subito sprigiona l’essenza della sua natura, ovvero tanta mineralità unita ad erbe alpine e spezie fini. Distinguo terriccio bagnato, pietra frantumata, pepe nero e china, timo su spunti florali leggermente appassiti. Il frutto è maturo tuttavia non privo di grazia, vitalità: marasca, lampone spremuto e susina rossa, chiude un ricordo balsamico elegante, sottile, eucalipto su tutti.
In bocca, sensazioni di rotondità contrapposte egregiamente a una acidità sostenuta – vero e proprio filo conduttore della gamma dei vini Boffalora – caratterizzano un grande equilibrio gustativo. Post deglutizione la morbidezza classica di una riserva che si rispetti è accentuata da un tannino dolce, serico, stimolante; al contempo la profondità gustativa, data dall’immancabile sapidità, è ciò che rende questo vino immortale a mio avviso.
Cinque chiocciole anche in questo caso e un futuro splendido davanti a sé. Riguardo l’abbinamento ho scelto un Casera stagionato 180 giorni.