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Trentino Müller Thurgau 2022

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
@@@@
Data degustazione:
02/2025


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: müller thurgau
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CEMBRA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 25 euro


Proseguiamo l’approfondimento dedicato a Cembra Cantina in Montagna, mediante il primo dei tre vini bianchi proposti. La suddetta cooperativa vitivinicola trentina, avviata nel 1952, oggi conta 300 soci aderenti che con passione allevano i vitigni più vocati della Val di Cembra. Uno tra questi e senza dubbio il Müller-Thurgau. Devo essere sincero: il noto incrocio di uve riesling renano e madeleine royale, sviluppato nel 1882 dal professor Hermann Müller di Thurgau (Svizzera), ha sempre suscitato in me o grandi soddisfazioni o eterne delusioni.
L’etichetta in questione, annata 2022, appartiene alla prima categoria fortunatamente. Il motivo è da addurre senza dubbio alle altimetrie dei vigneti, posti a 700-900 m s.l.m., e alla complessità del terreno: ricco di scheletro grossolano (scaglie di porfido), franco-sabbioso, di media fertilità in versanti terrazzati – esposti ad est, sud, ovest – con una buona presenza di sostanza organica. Anche le rese sono piuttosto basse, 65 hl/ha. Vendemmia manuale a fine settembre. In cantina: diraspatura, pressatura soffice, fermentazione e affinamento in serbatoi di acciaio inox. Apprezzo l’idea di Cembra di aver proposto il millesimo 2022, dunque un vino che ha subito un anno supplementare di affinamento in bottiglia. Il caldo e la siccità hanno caratterizzato l’annata in questione, soprattutto la fase di maturazione dell’uva, pur tuttavia l’esperienza dello staff agrario/enotecnico di Cembra ha giovato non poco alla causa. In cantina sono entrate soltanto uve mature e con livelli di acidità adeguati, e questo lo si deve soprattutto alle altimetrie dei vigneti.
Paglierino chiaro, riflessi verdi, la tonalità è piuttosto algida; media consistenza. Avvicinando il vino al naso distinguo la scorza d’agrume spolverata su un mazzo di piccoli fiori di malga, ma anche miele d’acaica, pera Williams, frutta esotica e un soffio di smalto/calcare.
In bocca, indubbiamente, il peso dell’annata si fa sentire, se non che un’ondata di freschezza citrina – in chiusura – risolleva l’equilibrio del vino, in questa fase impegnato a stemperare l’irruenza del terroir. Al momento sono quattro chiocciole piene, anche se sono sicuro che sulla lunga distanza acquisirà altri punti.
Seppiette con pisellini primavera, prezzemolo, capperi, pomodoro secco e zest di cedro.

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