Trentino Chardonnay 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2025
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: CEMBRA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 25 euro
Lo Chardonnay è sempre stato un mondo a parte. Non fraintendetemi, alludo al fatto che rappresenta una galassia in ambito vitivinicolo. Troppe sfaccettature, troppe interpretazioni: è un “veicolatore enoico” più che un vitigno. Sarà per la sua stessa natura semi-aromatica, per la nota adattabilità; insomma, lo chardonnay si alleva ovunque ma a mio avviso, il vino ottenuto, ruba il cuore in pochissime zone al mondo. Non c’è bisogno di scomodare la Francia, dove per altro è nato, ma in Trentino – ivi compresa la Val di Cembra – raggiunge livelli di qualità notevoli. Da queste parti troviamo Cembra Cantina in Montagna, cooperativa vitivinicola avviata nel 1952 che oggi conta 300 soci. L’etichetta in questione, figlia di un millesimo tutt’altro che semplice, vede l’impiego del vitigno in purezza. Estremo caldo e siccità hanno caratterizzato in tutto e per tutto l’annata, pur tuttavia le uve impiegate – soprattutto grazie all’esperienza dei protagonisti della cantina – hanno restituito un prodotto equilibrato e fedele al DNA del vitigno allevato ai piedi delle montagne trentine. L’altitudine dei vigneti in questo caso è leggermente inferiore rispetto ai vini precedenti, anche se stiamo parlando pur sempre di 500-600 m s.l.m. L’esposizione (sud, sud-ovest, sud-est) e la complessità del suolo rappresentano fattori determinanti. Troviamo una matrice molto profonda, spesso ricca di scaglie di porfido, terreni franco-sabbiosi, di media fertilità in versanti terrazzati con una buona presenza di sostanza organica e fertilità biologica. Vendemmia manuale a metà settembre. In cantina: diraspatura, pressatura soffice, fermentazione e affinamento in serbatoi di acciaio inox e una parte in piccole botti di rovere francese.
L’anno ulteriore di affinamento in bottiglia ha giovato non poco all’insieme, e lo si evince soprattutto al naso; ma andiamo con calma perché la trama cromatica di questo vino è particolarmente affascinante, grazie ad una luce chiara e a riflessi paglierino caldo con punte di consistenza non indifferenti. Il respiro è intenso pur tuttavia caratterizzato da un frutto esotico mai sfacciato: ananas, banana, susina gialla e una lieve speziatura riconducibile al vitigno e alla tostatura del legno; quest’ultima non disturba affatto perché impreziosita dalla scia minerale che anche in questo caso fa capolino in chiusura. La morbidezza del vino è continuamente ravvivata da lampi di acidità dati dal frutto croccante percepito al naso, mentre in chiusura una lunga scia sapida conquista i recettori del gusto restituendo profondità e “impegno”; senza peraltro perdere in bevibilità. Quattro chiocciole abbondanti.
Linguine aglio, olio e prezzemolo, con porcini e calamari spillo.