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Teodora Rosso 2015

Teodora Rosso 2015 Terre NobiliDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2019


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: nerello cappuccio, nerello mascalese
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: TENUTA TERRE NOBILI – di Lidia Matera
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


“Non sunnu chiù li tempi di nà vota, quandu lu mundu scurriva chiù lentu
ntornu lu focu si faciva la rota ca panza vacanti, ma u cori cuntentu.
Si lavurava dall’arba o tramuntu Zappandu la terra, carriandu fumeri,
facendu a cuperta puntu pè puntu mparandu l’arti di ogni misteri.
Qandu calava lu suli luntanu Tingendu lu celu di russu e turchinu
Lu pecuraru scindiva a lu chianu Chiudiva i nimali e si inchiva di vinu.
Cu era chiù virdi e ndaviva potiri Iarmava sonu e si iva a ballari
E trà storielli canzuni e suspiri Cu li penzeri volava luntanu…”.
Mentre sorseggiavo il Teodora 2015 non ho potuto fare a meno di pensare a come fosse la vita dei contadini quando si viveva del proprio sudore. Questo estratto di una poesia di Francesco Foti mi è sembrato coglierne l’essenza. Allora il vino era il giusto complemento di una giornata di lavoro, il “premio” per tutta la famiglia, si viveva con ritmi diversi e si aveva anche il tempo per stare uniti, comunicare, condividere.
Certo, il mondo moderno ci ha dato un sacco di strumenti per vivere più agiatamente, ma in qualche modo ci ha anche sottratto molto, senza che ce ne rendessimo conto da subito.
Allora nei paesi si usava lasciare la chiave della porta di casa attaccata, non c’era ragione di toglierla perché nessuno correva pericoli, le persone si salutavano e magari trovavano il tempo per scambiare quattro chiacchiere. Queste abitudini non sono del tutto scomparse, ci sono tanti paesi dove ancora si può vivere così, ma certamente sono diminuiti molto e, soprattutto, si stanno spopolando.
Ma il vino resta, oggi se ne possono bere tanti molto buoni, tanti un po’ troppo studiati e tecnici, altri ancora in grado di accendere i ricordi, di rinfrescare passioni sopite, di emozionare.
Il Teodora, per me, è sicuramente uno di questi, un vino che ha forza e gentilezza, allontana i cattivi pensieri e ti ricorda quanto la vita possa essere ricca, entusiasmante senza bisogno di possedere questo o quello, ma semplicemente perché la senti scorrere dentro di te. Sembra una cosa da nulla, invece è tutto, il meglio che si possa avere, e ti spinge a comunicarlo agli altri, in fondo uno degli scopi naturali di un buon vino.
Non è necessario soffermarsi a cercare questo o quel profumo, né fissarsi sulle caratteristiche gustative, sono fattori secondari che ti distolgono da quell’essenza, troppo materiali per poter descrivere ciò che il Teodora trasmette, basta un sorso per comprendere che è perfetto, racconta la sua appartenenza a una terra troppo spesso dimenticata, o violentata, chiede ascolto, a occhi chiusi, poetico e selvaggio, non si fa imbrigliare in inutili tecnicismi, è oltre, da godere, da amare, così sia.

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