TENUTA SANTA MARIA
Indirizzo: Località Novare, 1 – 37024 Arbizzano di Negrar (VR)
Tel: +39 351 4395473
Sito: www.tenutasantamaria.wine
Email: info@tenutasantamaria.wine
laVINIum – 10/2026
Nel cuore della Valpolicella Classica, ad Arbizzano di Negrar, esiste un luogo in cui il vino è molto più di una produzione agricola: è il risultato di una relazione secolare tra paesaggio, cultura e conoscenza. Tenuta Santa Maria rappresenta oggi una realtà di riferimento dell’enologia veronese, che ha costruito la propria identità attorno alla valorizzazione del territorio e alla ricerca costante dell’eccellenza.

Ho sempre sostenuto che il potenziale vitivinicolo della Valpolicella non ha limiti. Oggi questa terra è apprezzata per le sue molteplici categorie di vini dolci e, in tutto il mondo, per il celebre Amarone; un successo di cui va fiera anche l’azienda protagonista di questo articolo, che lo considera il proprio fiore all’occhiello. Si tratta di prodotti di grande interesse che meritano attenzione. Tuttavia, spero che in futuro i produttori locali puntino con altrettanta tenacia sulla valorizzazione del Valpolicella Classico e Classico Superiore: vini figli di una vinificazione in rosso tradizionale, priva di appassimento o surmaturazione delle uve. La corvina – regina dei rossi veneti – sa rivelare lati nascosti della sua identità, raccontando le sfumature più intime di queste colline.

La storia della Tenuta affonda le radici in un contesto profondamente legato alla cultura del vino. Già nel Settecento queste colline erano celebrate come luogo privilegiato per la nascita di grandi vini. Non è un caso che Ippolito Pindemonte, poeta che soggiornò presso la proprietà, abbia dedicato versi alla speciale armonia tra natura, acqua e vigneti, richiamando simbolicamente la figura di Bacco e il suo legame con questo paesaggio. Ancora oggi quell’eredità culturale continua a rappresentare uno dei tratti distintivi della Tenuta, dove il vino dialoga naturalmente con la storia, l’arte e il patrimonio intellettuale di un territorio indubbiamente vocato.

Le prime testimonianze della presenza della famiglia Bertani in Valpolicella risalgono al 1567. Documenti dell’epoca attestano un’attività viticola già consolidata attraverso il pagamento di tributi ai monasteri locali. Da allora, la famiglia ha mantenuto un rapporto ininterrotto con queste colline, accompagnando l’evoluzione della viticoltura veronese nel corso dei secoli. L’elemento più caratteristico della proprietà è il grande brolo storico: un’area di 22 ettari racchiusa da una cinta muraria lunga 3,5 chilometri e alta quattro metri. Già nelle prime rappresentazioni cartografiche del XVI secolo emerge una concezione sorprendentemente moderna dello spazio agricolo, pensato per valorizzare le specificità di suoli, esposizioni e microclimi. Nel 1735 prende forma il complesso architettonico che ancora oggi caratterizza la Tenuta, con la realizzazione della cantina e del brolo cintato. Fin dall’origine, ogni elemento è stato progettato attorno al vino secondo una visione produttiva e culturale fortemente integrata.

Durante l’Ottocento la famiglia Bertani svolge un ruolo significativo nell’evoluzione del settore. Nel 1883 Gaetano Bertani introduce il sistema Guyot e l’alta densità di impianto, contribuendo all’ammodernamento del vigneto. Nello stesso periodo partecipa alla nascita della prima associazione di produttori veronesi, anticipando quello che sarebbe poi diventato il Consorzio della Valpolicella. Oggi la Tenuta è guidata dai fratelli Giovanni e Guglielmo Bertani. La loro filosofia ruota attorno a un concetto semplice ma sempre più raro: il tempo come ingrediente fondamentale del vino. Una convinzione che trova espressione nell’appassimento naturale delle uve dell’Amarone Riserva e Recioto nei fruttai storici, su arelle di canna e con ventilazione spontanea, secondo una pratica interamente naturale. Questa visione, sviluppata nei primi anni Duemila a partire dall’eredità lasciata da Gaetano Bertani, ha contribuito a definire uno stile riconoscibile, fondato sulla sobrietà, la finezza, l’equilibrio e capacità di invecchiamento. Un approccio che ha trovato nell’Amarone una delle sue espressioni più compiute.

Alla base della produzione aziendale vi è il controllo diretto di ogni fase del processo produttivo. Tutte le uve provengono da vigneti di proprietà e ogni parcella viene gestita tenendo conto delle proprie peculiarità pedologiche ed espositive. Particolare attenzione è riservata alla tutela del patrimonio varietale locale. Nel corso degli anni la cantina di Arbizzano di Negrar ha, inoltre, investito nella conservazione e nello studio di varietà storiche della Valpolicella, e nello sviluppo di cloni esclusivi di Tenuta Santa Maria, ottenuti attraverso selezione massale dalle migliori piante storiche dei vigneti. Cloni a bassa resa e di forte identità, capaci di esprimere in modo autentico il carattere dei suoli da cui nascono.
Per l’azienda la sostenibilità non rappresenta una semplice dichiarazione d’intenti, ma una pratica concreta che coinvolge ogni fase della produzione. L’obiettivo è preservare la vitalità dei suoli, favorire la biodiversità e garantire una gestione responsabile delle risorse naturali. In quest’ottica aderisce ai protocolli SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) e ha intrapreso il percorso verso la certificazione biologica. La collaborazione con realtà di ricerca specializzate, insieme all’impiego di pratiche agronomiche a basso impatto e a interventi poco invasivi, conferma una visione che intendere preservare il più possibile l’integrità del territorio.

Tra tutte le parcelle aziendali, il cru Brolo dei Poeti occupa un posto speciale. Situato nella parte più elevata del brolo, viene considerato il vigneto maggiormente identitario della Tenuta. I suoli di marna e roccia calcarea, l’esposizione a sud-est e l’allevamento Guyot ad alta densità contribuiscono alla nascita dell’Amarone che più rappresenta Tenuta Santa Maria e l’ha fatta conoscere in tutto il mondo. Viene prodotto soltanto nelle annate considerate eccezionali. Lo vedremo nelle prossime pubblicazioni. Il valore del Brolo non è solo viticolo. Al suo interno convivono vigneto, foresta, acqua e architettura agraria in un sistema progettato per mantenere un equilibrio duraturo. Tre antiche sorgenti di origine romana alimentano, ancora oggi, il laghetto centrale attraverso un complesso sistema di canalizzazioni in pietra realizzate a mano.
La produzione nasce principalmente dai vigneti di Arbizzano di Negrar, dove suoli marnoso-calcarei, substrati rocciosi e un clima mitigato dalle brezze dei Monti Lessini conferiscono ai vini profondità e longevità. La superficie vitata complessiva è di 54 ettari, di cui 14 all’interno del brolo storico; l’altitudine varia tra i 120 e i 220 metri s.l.m. Ad Arbizzano hanno origine le diverse espressioni della Valpolicella firmate Tenuta Santa Maria: Amarone, Valpolicella, Ripasso e Recioto.
Nelle prossime pubblicazioni scopriremo assieme tre differenti etichette proposte dall’azienda; ognuna di esse racconta un pezzo di storia di Tenuta Santa Maria.
Andrea Li Calzi
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
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