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Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero MCM2

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione:
@@@@@
Data degustazione:
06/2026


Tipologia: VSDQ Rosato
Vitigni: lambrusco grasparossa 75%, trebbiano montanaro 25%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PARTITURA 8
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 24 euro


Secondo dei tre spumanti metodo classico dosaggio zero prodotti da Partitura 8, questa volta con un buon 25% di trebbiano montanaro (modenese) a dargli ulteriore spinta fresca.
Il metodo di vinificazione è lo stesso, alla francese, come mi riferisce Gunther Berthold “valorizziamo le uve autoctone della nostra zona ma con una vinificazione diversa dal solito, interpretiamo il metodo classico seguendo la filosofia francese: utilizziamo una pressatura estremamente delicata di soli grappoli interi con pressa soffice; separiamo il mosto fiore (la prima frazione, più nobile e acida) usando solo il meglio per la nostra base. L’affinamento sui lieviti dura almeno 24 mesi; dopo il tradizionale rémuage per far scendere il sedimento nel collo della bottiglia, eseguiamo la sboccatura (primavera 2025) alla volée per espellerlo. Per il rabbocco finale (liqueur d’expédition) utilizziamo lo stesso vino, preservando la massima purezza e il legame con il territorio“.

Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero MCM2 Partitura 8

Sebbene non sia scritto “Rosé”, il colore di questo vino è un bel rosa cerasuolo, addirittura più intenso dell’MCM1, il perlage è sempre di ottima qualità, fine e continuo; il bouquet regala note floreali di rosa canina e viola, poi agrumi freschi, in particolare arancia e mandarino rosso siciliano, ma anche pompelmo rosa e melagrana, seguiti da erbe aromatiche quali timo e origano, con un finale leggermente balsamico che ricorda salvia e basilico.
Al palato è davvero splendido, con una freschezza marcata ma perfettamente inserita nella trama fruttata, non ci sono sensazioni estreme ma un perfetto equilibrio tra le parti, che rende il sorso godibilissimo e irresistibile. Uno Brut che quasi travolge, inevitabile immaginarselo che le tante leccornìe tipiche emiliane, dal culatello di zibello al prosciutto di Modena, dalla coppa piacentina a salame felino; e che non lo proviamo con le crescentine montanare, lo gnoc frèt (rigorosamente con lo strutto) o il mitico borlengo? Ma possiamo continuare con i maltagliati con ceci e verdure, un ottimo risotto all’anguilla e… basta, se non vi viene un’indigestione!
Cinque chiocciole di slancio e senza incertezze.

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