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Rosso Brunforte 2016

Brunforte Rosso 2016 Tenute MuròlaDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2024


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: TENUTE MURÒLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 34 a 38 euro


Non è un caso se questo merlot ha dato l’avvio nel 2011 alla linea “Riserva della Famiglia”, i Mosiewicz si sono resi conto che quell’appezzamento esposto ad Est a 250 metri di altitudine aveva delle caratteristiche molto particolari e che quel vitigno sembrava poter regalare un vino di grande personalità. Dopo una lunga sperimentazione, anche nel metodo di vinificazione, è nato il Brunforte, per omaggiare il castello omonimo dalla storia millenaria, che sorgeva tra Sarnano e Terro sulla sommità del Monte Morrone; basti pensare che tra il IX e il X secolo era appartenuto ai Benedettini dell’Abbazia di Farfa (uno dei miei luoghi del cuore, a pochi chilometri da casa mia), per poi passare di famiglia in famiglia fino al 1244, quando Fildesmido da Mogliano, potente feudatario che possedeva già una ventina di castelli sulle colline della valle del Fiastra e del medio corso del Chienti e del Tenna, con atto testamentario del 2 dicembre 1244 divise il feudo tra uno dei figli Ruggero e il nipote Rinaldo, detto Rinaldo il Grande, che vi si insediò e divenne signore di Brunforte.
Ma a noi interessa il vino, ottenuto da una resa in vigna di soli 40 quintali per ettaro; la vendemmia avviene mediamente tra la seconda e la terza settimana di settembre, la fermentazione si svolge in acciaio inox a temperatura controllata, trascorrono 21 mesi in vasche d’acciaio e poi il vino viene trasferito in botti di rovere di Slavonia da 30Hl, dove matura per 20 mesi, infine si affina in bottiglia per almeno 18 mesi. Un processo lungo che mira a proporre un rosso perfettamente equilibrato e complesso, ecco perché l’annata attualmente in commercio è la 2016.

Brunforte Rosso 2016 Tenute Muròla

Gli effetti si vedono: colore rubino con vaghi richiami al granata, bouquet del tutto particolare, dove alle note fruttate ampie si aggiungono sfumature di erbe aromatiche, qui colgo il rosmarino e l’origano, ma non manca quella balsamicità che spinge verso salvia e menta, la parte del frutto è tutt’altro che in confettura, mostra invece una freschezza spiazzante, rimanda a toni di ciliegia, mora, gelso nero, cenni di prugna, interessante la componente terrosa di sottofondo, tutti tratti che rendono il vino decisamente attraente.
Al palato estrae senza fatica tutta la sua verve, una freschezza invitante e un tannino solido ma finissimo, tanta sapidità e una spinta che rende il finale lunghissimo e pieno, avvolgente. Un esempio di come si può fare un Merlot non “morbido” e facile, ma intenso e stimolante, molto coinvolgente, che suscita una gran voglia di berne ancora.

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