Rosso Agar 2018
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2024
Tipologia: Vino Rosso
Vitigni: sangiovese 80%, merlot 20%
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: TENUTE MURÒLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 95 a 120 euro
L’ultimo vino di casa Mosiewicz è più che altro un simbolo, una testimonianza di un legame profondo con un’antenata che ha fatto storia, Agar Bonati Sorbatti, che nel 1923 si è laureata in ingegneria civile, prima donna nelle Marche e settima in Italia.
Una giovane donna di grande intelligenza, dal carattere limpido, amante della natura.
Lo scorso anno, per il centenario della sua laurea, il nipote Jurek ha voluto dedicarle questo vino, prodotto in soli 100 esemplari, un’edizione limitata di nome e di fatto; per l’occasione l’etichetta è stata realizzata dal noto illustratore romano Gianluca Folì che rappresenta magnificamente il legame di Agar con la natura in un gesto carezzevole nei confronti della terra lavorata dall’uomo.
Ogni bottiglia della serie numerata viene siglata a mano da Jurek Mosiewicz e accompagnata da un Certificato di Unicità.
Il vino, annata 2018, è ottenuto da sangiovese per l’80% e merlot per la restante parte, le uve fermentano per 15 giorni con due rimontaggi quotidiani, segue la svinatura a secco e decantazione per 5 giorni, poi il vino ottenuto viene trasferito in barrique dove rimarrà per 5 anni.

Osservandolo nel calice, mi rendo subito conto che il sangiovese ha lasciato una traccia evidente della sua presenza già nella tinta quasi granata che si lascia attraversare dalla luce; i profumi sono chiari, aperti, equilibrati, troneggiano ciliegia e prugna, in un contesto dove la componente speziata è ampia e al contempo delicata, traspare subito il cuoio, ma anche cenni di tabacco, polvere di caffè, cioccolato fondente, cenni di cardamomo e vegetale maturo.
Al palato si presenta subito una vena fresca e balsamica, ben bilanciata da un tannino fine ma fondamentale per dare spinta al sorso, finale sapido e arioso; un vino pensato, voluto, che fa uso del legno con la consapevolezza che 5 anni siano perfetti per fonderlo con il succo che vi dimora. A mia personalissima opinione è un vino riuscito e di una certa profondità, anche se il Brunforte mi ha emozionato maggiormente, ma è cosa di poco conto, siamo di fronte a due rossi di alto profilo.