Rosato (R)osè 2023
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2025
Tipologia: IGT Rosato
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: TENUTA BARBAROSSA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 18 euro
Vino BIO: sì
Ed eccoci al primo dei due rosati di casa Barbarossa, il cui nome vuole richiamare la passione e il fascino femminile, che nel rosa trova la sua tradizionale espressione; si tratta di un rosato particolare, infatti una parte del mosto proviene da salasso delle uve diraspa-pigiate, sottraendo un 10% di succo a contatto già da 2/3 ore con le proprie bucce; una parte si ottiene dalla pressatura soffice a freddo dei grappoli interi per estrarre il colore desiderato; poi si svolge la decantazione statica a freddo e la fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata di 14-16 °C dei due mosti separati, usando lieviti selezionati biologici.
Continua il suo percorso in acciaio sulle fecce fini, dopodiché viene effettuato il blend dei due vini per ottenere all’atto dell’imbottigliamento le caratteristiche di colore, profumi e gusto desiderati.

Il colore nel calice è un didattico buccia di cipolla, davvero speculare, il riverbero rosa è molto leggero; profuma di ciclamino e rosa canina, ciliegia candita, melagrana, fragolina di bosco, lampone, ribes rosso e arancia amara.
All’assaggio è decisamente non omologato (sì, perché purtroppo non è raro trovare dei rosati dai profumi e gusti estremamente simili), mostra struttura, sapidità, carattere e una beva davvero trascinante, con un lieve ma fondamentale tocco tannico che, affiancato a una perfetta vena acida, restituisce dinamica, slancio, salivazione e voglia di mangiare!
Ora, è evidente che si tratta di un rosato versatile, da bere neanche tanto freddo, io lo trovo perfetto per la maggior parte degli antipasti, ma se amate la pizza, a mio avviso è un compagno perfetto per molte versioni, in particolare con pizze preparate con gamberi o carpaccio di ricciola. Quattro chiocciole che bussano alla quinta.