Statistiche web

Roero Arneis Metodo Classico Pas Dosé Fippiane 2018 Tenuta Laramè

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2022


Tipologia: DOCG Spumante
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: CANTINE POVERO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 18 a 24 euro


Un’altra vecchia conoscenza che ho avuto il piacere di incontrare durante i Roero Days ‘22 di Venaria Reale (TO), ne ho scritto qui, è Lucrezia Povero, protagonista di Cascina Vèngore, interessante realtà vitivinicola di Cisterna d’Asti (AT), borgo incantevole del comprensorio vitivinicolo di Terre Alfieri.
Dei Povero, e del loro costante impegno riservato alla viticultura piemontese ho abbondantemente parlato proprio all’interno dell’articolo dedicato alla Cantina sopracitata, qui potrete approfondire la loro storia/filosofia. Ora è tempo di occuparsi del cosiddetto fiore all’occhiello del brand Cantine Povero, ovvero Tenuta Laramè; realtà che sorge su una delle colline più elevate del Roero, tra Canale d’Alba e Cisterna d’Asti. Sto parlando di 50 ettari a corpo unico coltivati in regime biologico da cui nascono vini che mirano a raggiungere vette di eccellenza in grado di tradurre concretamente, e attraverso un calice di vino, le mille peculiarità delle cosiddette terre che fiancheggiano la sponda sinistra del Fiume Tanaro.
Laramè in realtà è il soprannome attribuito ai Povero, tipica usanza piemontese – tuttavia presente in tantissime altre regioni d’Italia – di ribattezzare le famiglie con simpatici appellativi, in questo caso frutto di pura fantasia, per meglio identificarli quali membri univoci di una piccola comunità rurale. Il primo vino che andrò a recensire è indubbiamente una tra le etichette di metodo classico, degustate nel 2022, ad avermi maggiormente colpito; un’ulteriore testimonianza della classe e della versatilità dell’uva arneis in terra di Roero. Le stesse vengono allevate in regione Fippiane (da qui il nome in etichetta), un’area vitivinicola particolarmente vocata del comune di Canale d’Alba; fu proprio uno tra i pionieri della Cantina, Francesco Povero, ad acquistare nel 1837 questo fazzoletto di terra.
Da una resa pari a 70 hl/ha nasce questo arneis 100% metodo classico pas dosé, in regime di agricoltura biologica certificata che deve la sua grande mineralità alle componenti del terreno, ovvero sabbie marine e argille calcaree. Fermenta in contenitori di acciaio e sosta sui lieviti per un minimo di 30 mesi prima della sboccatura, in questo caso avvenuta durante l’autunno del 2021.
Bollicine particolarmente fini e regolari amplificano il colore del vino, un paglierino vivace e solare. Respiro austero, non si concede facilmente, ha in sé tutti i tratti distintivi del vitigno a bacca bianca più importante del Roero: piccoli fiori di montagna, fieno secco, miele d’acacia e una scia di calcare fine e continua che si alterna a lieve smalto; il frutto appare nitido, per nulla esuberante e sa di mela Granny Smith, susina gialla e scorza di cedro. Anche a temperatura da rosso squaderna sentori molto eleganti.
In bocca la carbonica è pura seta tuttavia non priva di sprint, accompagna un sorso freschissimo inserito in un contesto di medio corpo, buona sapidità e tanta persistenza; è proprio quest’ultima a convincermi appieno, lascia un ricordo pulito, piacevole che fatica a disciogliersi col trascorrere del tempo.
Ben 5 chiocciole, un esordio davvero “col botto”, come si suol dire. L’ho abbinato a dei tocchetti di coniglio impanato e fritto.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio