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Roero Arneis Donna Ida 2024

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
@@@@
Data degustazione:
09/2025


Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PODERI LUIGI EINAUDI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 13 a 17 euro


L’Azienda Vitivinicola Poderi Luigi Einaudi nasce nel 1897 a Dogliani (CN). Quest’ultimo è di fatto un piccolo borgo pittoresco, situato a circa 28 km da Alba e 47 da Cuneo, che dà il nome all’omonima DOCG istituita nel 2005. Ha dato inoltre i natali a Luigi Einaudi, primo Presidente eletto d’Italia; tra le dolci colline di questo versante della Langhe fondò i Poderi che portano ancor oggi il suo nome. Siamo giunti alla quarta generazione, al timone troviamo Matteo Sardagna Einaudi, bisnipote di Luigi. Ne abbiamo già parlato un paio d’anni fa ponendo l’accento su due etichette specifiche di Dogliani.
Questa volta il protagonista è il Roero Arneis Donna Ida 2024, dunque l’azienda pone l’accento su un altro noto versante collinare della provincia cuneese. Poderi Luigi Einaudi da anni si impegna ad allevare, mediante Guyot (Portainnesto: SO4 / Kober 5bb), l’uva arneis all’interno dei comuni di Canale e di Monteu Roero. Ci troviamo ad un’altitudine che varia dai 270-350 metri sul livello del mare. I terreni sono marnosi arenacei, con buon tenore in calcare. Le vigne sono state piantate durante un lasso di tempo che va dal 1988 al 2012. L’esposizione è sud-est/sud-ovest. Circa la vinificazione si parte da una pressatura soffice, seguita da flottazione in vasca e fermentazione in contenitori di acciaio inox a temperatura controllata (18° C). Dopo una prima sfecciatura, il vino rimane sulle fecce fini con leggere agitazioni per 30-60 giorni. Affina almeno un mese in bottiglia prima del rilascio sul mercato.
È impossibile non apprezzare la luminosità solare del vino, dalle tinte paglierino e dai riflessi piuttosto chiari. Si evince una media consistenza ed estratto. Il timbro è sobrio, e la mela Granny Smith e la scorza del cedro apportano una ventata di freschezza, presto addolcita da pesca noce e sbuffi mentolati, con intersezioni di erbe aromatiche, tra cui maggiorana e timo limone. In chiusura, molto elegante, riconosco una traccia di calcare. In bocca avverto una sapidità ben allineata alla freschezza del sorso; struttura e corpo risultano ben allineati alla lunghezza del vino, quest’ultimo lascia in bocca un piacevole ricordo ammandorlato e di agrume fresco.
L’ho abbinato a dei ravioli ricotta e spinaci spadellati con burro e salvia. Quattro chiocciole abbondanti.

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