Statistiche web

Rame Rosé 2021

Rosé Rame 2021 CollaviniDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2024


Tipologia: IGT Rosato
Vitigni: pinot grigio, refosco dal peduncolo rosso
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: COLLAVINI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 10 a 13 euro


Collavini, nota Azienda di Corno di Rosazzo (UD), presenta l’annata 2021 la seconda uscita sul mercato dedicata al Venezia Giulia Rame Rosé. Lo spirito di innovazione da sempre anima le quattro generazioni di uomini che hanno fatto la storia della Cantina. In questo caso il blend, con vinificazione a contatto con le bucce, è composto da pinot grigio e refosco dal peduncolo rosso.
Sin dai tempi della Repubblica Serenissima di Venezia si documenta, all’interno del territorio, la suddetta tecnica di vinificazione e, soprattutto considerando quanta poca importanza è affidata ai rosati in Italia, trovo ambiziosa questa scelta da parte dei titolari. Il processo consente di ottenere un vino dalle tonalità fortemente ramate, tutt’altro che privo di carattere che, all’irruenza fruttata del principale vitigno autoctono a bacca rossa friulano, aggiunge le peculiarità dell’uva francese da sempre amata in Casa Collavini. – Rame rappresenta il nostro omaggio alle tradizioni enologiche del Friuli – spiega Luigi, titolare dell’azienda assieme al fratello Giovanni e al padre Manlio.
La vendemmia avviene in settembre, il periodo preciso varia a seconda dell’andamento dell’annata. Dopo un’attenta selezione in vigna, il vino prosegue la sua evoluzione con la macerazione del pinot grigio sulle bucce a contatto con il mosto. Tutto ciò dà origine alla particolare tonalità, che acquisisce nuances ramate grazie ad un tocco di refosco lasciato a macerare brevemente prima della pressatura soffice. La successiva fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata. Resa pari a 90-100 quintali per ettaro, le uve vengono allevate a guyot, cordone speronato e con il particolare sistema a cappuccina che consiste nell’allevare su un ceppo, ad altezza variabile tra gli 80- 100 cm, due tralci a frutto e due speroni.
Avvicinandolo al naso l’agrume prende il sopravvento, tra ricordi di arancia rossa sanguinella e litchi; si fa largo una scia lievemente ferrosa che innalza non di poco la complessità del bouquet, impreziosito oltremodo da toni di cipria, ribes nero e refoli balsamici. Il carattere di questo vino è tale anche al primo assaggio: un’onda che si infrange al palato e che trascina con sé tutta la mineralità del suolo, oltre alla freschezza dell’agrume riscontrata al naso. Gran bel vino che a mio avviso non teme un moderato affinamento.
Quattro chiocciole ben nutrite, fin troppo facile e azzeccato l’abbinamento con una pizza capricciosa.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio