Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Pernice 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2024
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: pinot nero
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: CONTE VISTARINO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 35 a 40 euro
“Da sempre sento il fascino del pinot nero, una varietà che si caratterizza nel bicchiere per essere elegante ed enigmatica. Per questo, come i miei predecessori, ho puntato tutto su di lui, certa che qui, a Rocca de’ Giorgi, sui nostri terreni calcarei e argillosi, possa dare grandi prove. Abbiamo individuato le parcelle migliori, quelle che permettono al pinot nero di esprimere al meglio le proprie caratteristiche: è il progetto Cru che mette in bottiglia singoli territori di eccellenza”. Le parole di Ottavia, trisnipote del Conte Augusto Giorgi di Vistarino – il pioniere della storica cantina dell’Oltrepò Pavese – mostrano l’impegno e la ricerca che ogni giorno il gruppo dedica al proprio lavoro. Tutto ciò viene realizzato soprattutto mediante i fatti, perché il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Pernice oggi è stabilmente tra i vini più rinomati dell’intera denominazione. Deriva da un singolo vigneto di 3.1 ettari posto a 300 m.s.l.m, esposizione sud-sud/est. Terreni calcarei con ottimo equilibrio tra sabbia, limo ed argilla, danno vita a uve pinot nero allevate a guyot con densità d’impianto pari a 5500 piante / ettaro. Vendemmia manuale eseguita solitamente la prima settimana di settembre. Le uve vengono poste in cella frigo a 10°C per una notte. L’indomani mattina i grappoli, dopo un’ulteriore cernita, vengono diraspa-pigiati e il mosto caricato per gravità in tini tronco-conici di rovere. Dopo una macerazione a freddo, di 48 h (10°C), parte la fermentazione alcolica con periodiche follature manuali per circa 10/12 giorni a 25-28°C. Successivamente il vino affina in barriques di rovere francese per 12 mesi, dove viene svolta la fermentazione malo-lattica la primavera successiva alla vendemmia. Sosta un ulteriore anno in bottiglia prima della vendita.
Ritrovo un calice color rubino intenso con riflessi granata, consistenza notevole. Respiro intenso pur tuttavia privo di qualsivoglia sbavatura. Alludo alla pulizia dei profumi, in primis frutti di bosco maturi, viola e caffè/cacao, grafite, con incursioni lievemente balsamiche di eucalipto e una trama minerale sottile e continua; quest’ultima mostra il carisma del territorio e del vigneto in questione. Il palato, nonostante la giovane età del vino – lo si evince dalla texture tannica – gode già d’ottimo equilibrio per via dell’andirivieni di sensazioni dolci-sapide contrapposte a guizzi acidi significativi che invogliano la beva. Un vino lunghissimo che mostra carisma e capacità d’affinamento. Ad un passo dalla quinta chiocciola, qualche anno d’ulteriore riposo e sono certo che la conquisterà. L’annata 2020 promette bene. Stracotto di manzo con purè di patate e cipolle borettane.