Oltrepò Pavese Buttafuoco Lunapiena 2016
Degustatore: Mario Crosta
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2022
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: croatina 45%, barbera 35%, uva rara 15%, ughetta di Canneto 5%
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CANTINA SCUROPASSO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 18 euro
Il Buttafuoco “Lunapiena” della Cantina Scuropasso di Pietra de’ Giorgi (PV) 2015 proviene dalla vigna “Lög dal prastinè” che tradotto dal dialetto significa “Luogo del fornaio” perché prima era di proprietà del fornaio del paese vissuto nei primi anni del ’900. Si estende sulle particelle 87, 89 e 230 accatastate sul Foglio mappale n° 6 per un totale di circa 9.500 metri quadrati. Fatto per la prima volta nel 1999, avevo degustato anche quello del 2009 e del 2012. Quello del 2016, che mi è piaciuto ancora di più, è stato fatto con il tipico uvaggio dei vitigni autoctoni dell’Oltrepò Pavese, cioè croatina in prevalenza con l’apporto di barbera e aggiunte di uva rara e ughetta di Canneto (vespolina) con minime variazioni a seconda dell’annata.
È nella difficile fase della vendemmia che ci si gioca il carattere e l’armonia del vino che ne uscirà. Si adotta infatti il sistema tradizionale dell’uvaggio, in cui le uve di viti diverse coltivate nella stessa parcella vengono raccolte e vinificate tutte insieme nello stesso giorno pigiandole insieme in percentuali prescelte così da ottenere un mosto unico, anche se hanno diversi gradi di maturazione e di sviluppo dei polifenoli nei tannini delle bucce, invece di raccoglierle ciascuna nel proprio momento ideale e farne vinificazioni separate per provvedere solo in seguito all’assemblaggio dei singoli vini. Tale tecnica, largamente utilizzata in passato proprio in Piemonte (l’Oltrepò Pavese è chiamato ancora Antico Piemonte), serve a conferire delle peculiari caratteristiche organolettiche al vino. È un sistema che richiede però non soltanto una grande sensibilità ed esperienza nella scelta del giorno della vendemmia da parte di Fabio Marazzi, ma obbliga soprattutto a un maggiore impegno nella gestione di pratiche agronomiche differenziate sulle diverse viti in campo per il controllo del vigore delle viti che si ottiene con un equilibrio duraturo tra i ceppi e la quantità ideale di foglie e di grappoli da produrre (maggiore maestria e abilità nel potare, numero di gemme da lasciare per tralcio, quantità di superficie fogliare, diradamenti vari durante l’anno, ecc.).

Si punta così ad abbassare le rese al livello ideale di circa 60 quintali di uve per ettaro che in vino rendono circa il 45%, ma ne risulta privilegiata la qualità delle uve e la caratteristica speziatura rilasciata dai tannini delle bucce. Le uve sono state raccolte a mano in cassette da 20 kg nell’ultima settimana di settembre. In cantina le operazioni sono sempre quelle classiche del Buttafuoco Storico, con la tradizionale diraspapigiatura soffice. La fermentazione alcolica avviene spontaneamente in vasche di cemento con lieviti indigeni e la macerazione sulle bucce si protrae per circa 25/30 giorni.
Questo vino è maturato per circa 24 mesi in tonneaux di rovere francese prima di una breve decantazione in vasche di cemento ed è stato affinato per circa 12 mesi in vetro e poi commercializzato.
È già ottimo e ben avviato sulla strada dell’eccellenza. Ha un bel color porpora intenso, ma limpido e brillante con i riflessi tipici del cristallo di rubino e nel bouquet sviluppa aromi potenti di prugna e lamponi maturi su un bel fondo di muschio, cuoio, tabacco toscano e radice di liquirizia. Sembra di camminare in campagna, fra le vigne, i rovi con le more selvatiche, la terra appena arata e profumata. Al palato, grazie a un legno ben dosato, non si presenta subito focoso, come un monello che si calma soltanto quando sta con i nonni. La maturazione aiuta il vino a esprimersi al meglio senza però sovrastare la bella vena acida, bilanciata con tannini vivi, vibranti ma ben domati e una solida struttura. Lungo il finale, con la viola mammola e l’ortica fra tanta frutta rossa e un fondo mandorlato. Notevole. Da non perdere con cacciagione e carni scure.