Statistiche web

Nebbiolo d’Alba Testanvisca 2015

Nebbiolo d'Alba Testanvisca 2015 Marco CapraDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2017


Tipologia: Doc Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: MARCO CAPRA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


“L’uomo è un essere incompiuto. Non esisterebbe nessuna storia umana se l’uomo fosse rimasto allo stadio di un animale compiuto. Un essere vivente compiuto, che ormai si è adattato al suo ambiente di vita, non ha bisogno di progredire, di inventare delle risposte alle esigenze dell’ambiente, alle sue carenze, di trovare i mezzi per compensare le proprie inferiorità”. Così diceva Georges Lapassade nel lontano 1963 nel suo saggio “L’entrée dans la vie essai sur l’inachèvement de l’homme”.
In questo ancora oggi interessantissimo volume spiega il senso della “cultura”, come elemento distintivo dell’uomo rispetto alla natura e agli atri esseri viventi. Solo un essere incompiuto avrebbe potuto generare la cultura, che non è altro che un contributo a questa incompiutezza, che è anche voglia di progredire, di migliorarsi, di superare i propri limiti.
E la cultura è il sale della nostra vita, è grazie ad essa che oggi siamo in grado di fare cose straordinarie, a volte anche sbagliate e dannose, certo, ma anche meravigliose, come le tante forme d’arte, lo sport, il cinema, la poesia, l’architettura, l’ingegneria, la medicina e, perché no, l’enogastronomia.
Certo, quando Marco Capra ha preso le redini dell’azienda tutte queste riflessioni magari non le ha fatte, ma ha seguito un percorso suo di crescita, legato ancora una volta all’esigenza culturale di saperne di più per poter fare meglio. E direi che ci sta riuscendo benissimo, il suo Nebbiolo d’Alba Testanvisca 2015 non è “solo” il prodotto ottenuto dalla trasformazione di uva in vino, ma racconta un pezzo del suo territorio e del suo “sentire”, se un altro essere umano avesse utilizzato la stessa vigna, le stesse uve, lo stesso processo di vinificazione, sarebbe comunque venuto alla luce un altro vino, con un’altra personalità.
Io me lo sto godendo nel calice, mi sono dato tutto il tempo, anzi, non ho posto limiti, perché dovrei farlo? Più percepisco i profumi mentre scrivo e più mi accorgo della sua ammaliante bellezza, a tratti mi sembra di essere immerso fra viole e rose, in altri momenti mi sembra di cogliere il profumo dell’arancia spremuta; poi, come una calamita, sembra attirare nel calice gli odori della vigna, delle erbe che affiancano i filari, una sensazione piacevolissima.
Ne prendo un sorso e mi trovo immerso in una macedonia di frutta rossa, la ciliegia e il lampone si pavoneggiano, ma dietro la porta spingono per entrare la melagrana e il ribes. Una sfumatura di pepe bianco e tabacco accompagnano il finale snello, dinamico, fresco e gaudente.
Bel nebbiolo, dritto, preciso, nobile, allo stesso tempo generoso, si offre senza alcuna resistenza, chissà se Marco lo voleva così. In ogni caso viva l’incompiutezza dell’uomo!

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio