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Mitterberg Veltliner Johanna 2021

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2023


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: grüner veltliner
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: WEINGUT RÖCK
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 19 a 23 euro


Sarò di parte, tuttavia ritengo che il Grüner Veltliner sia il vino della Valle d’Isarco che rispecchi maggiormente le peculiarità di queste colline pseudo montane. Slanciato, fresco e verticale in giovane età, con qualche anno sulle spalle, per non parlare di decenni, risulta in grado di rivelare tutta la complessità che lo caratterizza. In quanto a bevibilità non cede di un passo, anzi, il lungo riposo serve proprio a stemperare l’irruenza acido/sapida e ad affinare il registro olfattivo, rendendo suadenti gli aromi che inizialmente puntano lievemente al “verde”.
Il Johanna 2021 di Weingut Röck, Cantina di Villandro (BZ) in mano alla famiglia Augschöll dal 1988, è un esempio paradigmatico riguardo quanto appena accennato. Un vino che ha in sé tutta la potenza del territorio, costituito da terreni ghiaiosi di filladi quarzifere, e prodotto mediante uve allevate a circa 580 – 630 m s.l.m. su ripidi pendii esposti a sud-est. L’età media delle vigne è dieci anni. L’Azienda è attualmente in conversione biologica, dalla vendemmia 2023 potrà produrre vini certificati BIO, mantenendo salda la sua identità orientata al mondo dei vini naturali.
La produzione del Johanna 2021 è stata di circa 2.100 bottiglie. Vendemmia anticipata, solitamente ai primi di ottobre, pressatura soffice delle uve, fermentazione naturale in acciaio – 15% con contatto con le bucce per 4 giorni; conseguente malolattica sbloccata. L’affinamento dura 9 mesi sulle fecce fini in serbatoi di acciaio (50%) e in piccole botti di legno neutro (50%). Non vengono aggiunti additivi tranne SO2 – livello totale circa 40mg/l. Il vino non viene filtrato.
Tonalità calda tra il paglierino e l’oro antico, estratto notevole. Alle iniziali note di mela Granny Smith e kiwi maturo, erba appena falciata e pennellate floreali fanno capolino, un profumo dolce di biancospino e piccoli fiori di malga; con lenta ossigenazione timo limone, pietra focaia e smalto, lieve boisé: ha bisogno ancora di qualche anno per liberare la sua classe tuttavia i profumi sono netti e dotati di grande intensità.
Palato pieno, succoso, lievemente sconnesso per via dell’irruenza acida, il finale è nettamente sapido e dotato di spessore, densità e lunga progressione. Ha le carte in regola per evolvere a distanza di anni, tanti anni. Un buon piatto di canederli ai finferli, spadellati con burro di malga e pepe nero, quanto di più indicato. Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta.

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