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Maremma Toscana Vermentino Superiore San Bruzio 2023

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione
: 06/2025


TipologiaDOC Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: VIGNAIOLI DEL MORELLINO DI SCANSANO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 17 a 22 euro


A circa un anno e mezzo dal nostro approfondimento relativo alla Cantina Vignaioli Morellino di Scansano, torniamo a parlare di questa interessante cooperativa toscana. Quest’ultima è situata nell’omonimo comune in provincia di Grosseto, lo stesso che dà anche il nome alla nota DOCG istituita nel 2006. Nonostante le premesse oggi non parleremo di sangiovese, re dei vitigni toscani – protagonista della denominazione sopracitata – bensì di vermentino, cultivar a bacca bianca presente in gran parte del Mediterraneo, che in Toscana ha trovato un felice habitat. In passato abbiamo già recensito il Vigna Fiorini 2022, ora è tempo di parlare del Maremma Toscana Vermentino Superiore San Bruzio 2023.
La nuova etichetta lanciata della cooperativa grossetana punta a dimostrare come il lungo affinamento possa dare alla suddetta cultivar nuove ed inedite espressioni – Accarezzavamo da tempo l’idea di lavorare sul lungo affinamento del vermentino – spiega Benedetto Grechi, Presidente di Cantina Vignaioli Morellino di Scansano – e con San Bruzio ci siamo riusciti. Vogliamo esplorare tutte le sfumature e raccontare la versatilità di questa varietà, che nella Maremma ha trovato il luogo ideale, dove le sue caratteristiche possono esprimersi al meglio. Nella linea Le Vigne erano già presenti San Rabano Vermentino Maremma Toscana Spumante Doc e Vigna Fiorini Vermentino Maremma Toscana DOC. Proprio la degustazione di alcune vecchie annate del Vigna Fiorini ci ha fatto capire che il vermentino ha un interessante potenziale di invecchiamento. Da lì l’idea del San Bruzio. Si tratta di un vino che si può bere giovane, ma regala note e sensazioni straordinarie a due o tre anni dalla vendemmia –.
Prende il nome dall’antica canonica di San Bruzio, costruita attorno all’Anno Mille a ridosso del borgo di Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto, probabilmente sulle spoglie di un tempio pagano. Oggi rimangono solo i resti dell’edificio, ma il fascino del luogo è immutato. San Bruzio viene prodotto mediante l’impiego di uve vermentino, coltivate a cordone speronato su un terreno arenario limoso. Circa un terzo dei grappoli utilizzati viene raccolto a maturazione regolare e mantenuto in cella, mentre il resto rimane in vigna per altre due settimane. Dopo 48 ore di macerazione a freddo con le bucce, si estrae e fermenta il mosto fiore; segue affinamento in acciaio per sei mesi assieme alle fecce fini. Il vino viene imbottigliato a partire dal mese di luglio successivo alla vendemmia.
Al mio cospetto ritrovo un vino color paglierino impreziosito da riflessi oro antico. Al naso distinguo la susina gialla, il cedro candito e la ginestra, con incursioni di maggiorana, miele millefiori, albicocca e una scia minerale che rimanda al bagnasciuga, agli scogli bagnati dal mare. La complessità aumenta mediante opportuna ossigenazione. Evolve nel bicchiere. Ne assaggio un sorso e ritrovo freschezza, coerenza in termini di mineralità – grazie ad una lunga scia sapida – e un allungo da centometrista. Anche l’alcol è ben gestito, il vino si beve che è un piacere. Trova il massimo splendore affianco ad un piatto di linguine con calamari, peperoncino fresco, pomodori Pachino e dadolata di zucchine.

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